Una riflessione non strumentale sulla rissa svoltasi nei giorni scorsi in Piazza dei Ciompi, a Firenze. Ha fatto scalpore perché le immagini di quanto avvenuto sono state postate quasi in diretta si Facebook ed i cittadini hanno potuto vedere con quanta drammatica violenza, a suon di sprangate sia stato pestato un immigrato nell’ambito di un regolamento di conti tra piccoli delinquenti. E’ stata soprattutto la destra (Lega, Fratelli d’Italia, Casa Pound) a cercare di strumentalizzare la vicenda, addossandone la responsabilità al sindaco Nardella. Ecco, le polemiche strumentali non ci appartengono perché preferiamo misurarci con i problemi cercandone le soluzioni. Per le quali occorre non nascondere i dati di fatto. E il primo dato è che l’ordine pubblico è di competenza del ministro per l’interno. E che spetta al sindaco stimolare le autorità locali che dipendono dall’Interno: prefetto e questore. Il secondo dato è che le forze dell’ordine, in primo luogo polizia e carabinieri, svolgono con dedizione il loro difficile lavoro in condizioni difficilissime per l’insufficienza degli organici e dei mezzi. E’ stato lo stesso ministro Salvini, in una sua recente visita a denunciare che a Firenze mancano almeno 250 effettivi. Non è una novità: Salvini non è il primo ministro dell’interno a dovere fare i conti con questo problema. E, certamente, non lo ha creato lui. Ma non può continuare ad occultarlo, sviando tutta l’attenzione sul problema dell’immigrazione. Ormai è in carica da oltre otto mesi. Ed è venuto il momento di darsi una mossa. In Italia molte città sono prive di controllo e insidiate dalla microcriminalità. E intere aree sono controllate dalla delinquenza organizzata che fa valere la sua legge molto più della Stato. Si concentri su questi problemi che richiedono urgentemente un piano per recuperare legalità e sicurezza mediante uno stretto controllo del territorio.
N.C.

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