A 6-8 mesi dalle elezioni comunali, ci troviamo con due orientamenti diversi, tra i quali si pretende che debba prevalere quello dei consiglieri comunali, orientati a facilitare la loro rielezione.
Sono 15 anni che a Torino si discute senza concludere sul numero e i confini delle circoscrizioni, sul numero e i poteri dei consiglieri e dei coordinatori, sulle funzioni che devono restare al comune e quelle che devono essere decentrate alle circoscrizioni. Sono state fatte numerose riunioni in federazione, se ne è discusso nei circoli e nel pletorico e raramente convocato direttivo di federazione, dove non si è assunta nessuna decisione, rimandando all’approfondimento di due commissioni, una composta da consiglieri comunali, un’altra dai presidenti di circoscrizione.
Adesso, a 6-8 mesi dalle elezioni comunali, ci troviamo con due orientamenti diversi, tra i quali si pretende che debba prevalere quello dei consiglieri comunali, orientati a facilitare la loro rielezione e, forse, con una mediazione del sindaco rispetto alle diverse proposte delle circoscrizioni, orientate a avere dei poteri che consentano di svolgere meglio il loro compito di “sportello del cittadino”.
Un presidente di circoscrizione, se ha lavorato bene, ha ottime possibilità di diventare consigliere comunale e anche regionale, più di quelle che hanno i consiglieri comunali, che normalmente hanno meno visibilità (a Torino l’unico che finisce spesso sui giornali è il consigliere radicale). Ne consegue che la proposta dei consiglieri comunali sui confini delle future circoscrizioni è basata prima di tutto sullo smembramento delle circoscrizioni che hanno un presidente in grado di raccogliere molti voti, con ogni probabilità di più dei cons. comunali che fanno queste proposte : cioè quelli che hanno lavorato meglio, facendo della loro circoscrizione un punto d’ascolto noto ai cittadini.
In quanto ai poteri, la proposta è di accentrare in comune i servizi sociali, che assommano un migliaio di dipendenti preparati e a diretto contatto coi bisogni del cittadino, e che hanno solo bisogno che la circoscrizione ne pubblicizzi le funzioni e l’accesso, e di decentrare la manutenzione ordinaria delle strade, ovviamente riducendo gli stanziamenti: in sintesi, se avete un’emergenza esistenziale, andate in comune, senza che nessuno vi indichi la strada; se le strade sono piene di buche, è colpa della circoscrizione, e scrivete ai giornali.
In conclusione, col mio limitato potere di consigliere di circoscrizione e senza un’indicazione del direttivo di federazione, io voterò contro la proposta che verrà avanzata in consiglio comunale , con la raccomandazione di adottare le proposte delle circoscrizioni; essendo anche capogruppo, mi dimetterò perchè la posizione all’interno del gruppo sarà articolata. Col mio limitatissimo potere di iscritto al Pd, continuerò a protestare per l’inefficienza se non inesistenza degli organi di federazione, costituiti peraltro da compagni nominati in liste predisposte in segrete stanze di sottocorrenti e mai eletti: si sa, la democrazia può essere pericolosa per chi ha del potere….soprattutto se lo esercita male.

Lascia un commento