Per una volta gliela diamo noi. Una idea, semplice ma concreta agli “innovatori senza idee”: da sindaci neo eletti delle grandi città si mettano assieme e propongano una vera semplificazione della gestione burocratica degli enti locali e delle serie e trasparenti regole per l’affidamento delle opere pubbliche e dei servizi erogati in concessione. Facciamo seguito questa settimana al brillante editoriale di 15 giorni fa del direttore Nicola Cariglia che ha bollato giustamente e senza mezzi termini come “il tramonto degli innovatori senza idee” le prime grandi difficoltà incontrate dai nuovi sindaci delle grandi città usciti vittoriosi dai ballottaggi del 20 giugno scorso. Siamo sempre favorevoli per apertura mentale e politica all’innovazione sia in termini di proposta elettorale, sia per quello che riguarda i nuovi metodi di gestione amministrativa coerentemente nella stessa direzione sulla quale stiamo viaggiando da anni imputando cioè il fallimento della politica a causa del peggior male causato da se stessa per sopravvivere ovvero l’eccessiva e vetusta burocratizzazione delle Istituzioni al solo fine di giustificare la sopravvivenza di se stesso grazie a spropositate indennità di carica e di funzione, malaffare, incompetenza e tolleranza di comportamenti menefreghisti, lassisti, nepotisti e clientelari. In questi ultimi anni ad ogni tornata elettorale abbiamo visto che i cittadini, stanchi e vituperati da questi comportamenti della politica e degli apparati della Pubblica amministrazione, abbandonano sempre di più le urna e quando vanno a votare si orientano verso coloro che promettono, rigore, buonsenso e piccole cose, ma soprattutto snellimento e svecchiamento degli apparati dello Stato. E allora visto che già in questi due mesi dalle promesse e dalle proposte elettorale i neo e giovani sindaci si stanno già imbattendo (in alcuni casi stanno per essere inghiottiti dalle sabbie mobili) nella asfissiante burocrazia e malaffare delle precedenti gestioni, giochino la sola carta giocabile, per non somministrare solo “morfina” al malato terminale (comuni, città metropolitane e province) che rischiano di far fallire tutti progetti per i 5 anni di mandato elettivo. Guardino oltre l’appartenenza politica e lancino il guanto di sfida al Governo e alle sue asfittiche riforme istituzionali. Mettano insieme le esperienze degli amministratori di lungo corso e il loro fresco entusiasmo elaborando una seria proposta di riforma degli enti locali come primi mattoni e fondamenta per una vera piattaforma di discussione che una volta per tutte modifichi la nostra Costituzione repubblicana. Se decideranno di farlo noi di Pensalibero saremo sicuramente al loro fianco……tutto il resto come diceva e cantava il grande Califano “sono chiacchere e noia”!
Cesare Mannucci

Carissimo Gian Franco,
impossibile non darti ragione. Sono perfettamente in linea con quanto tu affermi e in particolare trovo calzante l’esempio che citi della provincia di Firenze dove l’alternanza politica non si è mai avuta. Costituzione obsoleta, norme e leggi regolamentari confuse e contraddittorie fanno si che sia gli Enti locali sia il Paese si trovi nella quasi impossibilità di essere governato. Si spiegano così questi voti “umorali e di pancia” che il popolo esprime in cabina elettorale. Una voglia di cambiamento cieca ispirata da un desiderio di modificare le cose e da una sbandierata ricerca di onestà che porta a candidare dei principianti mandati poi allo sbaraglio. A mio avviso e concordo con te sarebbe meglio una proposta politica chiara che spieghi prima del voto come si intenderebbe cambiare le “regole” del gioco. Gli italiani tornerebbero a votare più volentieri!.
a presto
Ce.M.
Interessante l’articolo di Cesare ed anche il commento del Professore, capisco che amministrare un comune in un periodo di crisi di lavoro sia difficile, ma se è vero quello che ci propinano i media, basterebbero: Meno ladroni, Meno corruttori: Meno Politichesi e/o politici. Meno burocrati vagabondi e ignoranti nel proprio lavoro. Più controlli (Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza), ma ognuno ligio al proprio stato lavorativo. In sintesi più ONESTA’ intellettuale ed ETICA.
Buon lavoro e salute a tutti.
Raffaello da Montepulciano.
Verissimo Raffaello,
prima di tutto il buon senso, l’onestà e le cose semplici molto sentite nella vita di tutti i giorni dai cittadini. Ma per fare questo ci vogliono regole chiare e non contraddittorie, dove si annida malaffare, incompetenza e lassismo di chi lavora negli enti locali. Ma non basta: per fare questo e rilanciare i nostri comuni ci vuole anche la visione e la programmazione a lunga distanza. Per questo dico che bisogna “gettare il cuore” oltre l’ostacolo e si deve avere coraggio….coraggio di lanciare nuove idee per la gestione degli enti locali, il coraggio di avviare dal basso una vera riforma delle nostre Istituzioni locali e centrali senza aspettare le lentezze e i giochi di partito al Governo, alla Camera e al Senato!
grazie per il contributo di idee e a prestissimo.
Ce.M.
Un articolo che, mutatis mutandis, si applica anche a città piccole e medie. Altrimenti, senza idee ed iniziative valide, si fa avanspettacolo del tipo “Dilettanti allo sbaraglio” di corradiana memoria. Ma là al massimo si ricevevano fischi e suoni di campanacci, qui nelle città si possono creare danni irreparabili.
Non che quelli di prima non li avessero creati, anzi !
Dario Seglie
Direttore di Museo
Carissimo Professor Seglie,
sono assolutamente d’accordo con Lei e, avendo fatto da giovanissimo il sindaco in un comune da 12 mila abitanti, Le assicuro che li non arrivano solo fischi e campanacci, ma anche calci e sputi come capitò a me quando feci partire un impianto di tritovagliatura dei rifiuti (propedeutico ad un impianto di compostaggio) per risolvere l’emergenza rifiuti locale e del milanese, risanando le disastrate casse comunali che avevo ereditato da precedenti “allegre” gestioni. Questo però è il rovescio della medaglia riservato a chi, con coraggio, ha delle idee che mette al servizio del prossimo. Riconoscimenti? I primi adesso a distanza di 20 anni, quando io e mia moglie passeggiando col cane vicino le villette a ridosso delle campagne alcuni cittadini ci regalano frutta e verdura a Km 0.
a presto,
Ce.M.