“Se sarebbino libbere di scegliere, allora sarebbimo tutti d’accordo”.
Scrivere sta cazzata sul tema del burqa e sentirsi Voltaire. Il che andrebbe benissimo al bar di Castellina. Ma forse nemmeno lì.
Uno Stato esiste se ha delle ragioni per farlo. Poche e fondanti, ma deve averne.
E il nostro sarebbe intanto uno Stato laico, che rispetta il principio del dare a Dio quel che è di Dio. E riconosce la libertà di culto.
Vi è però quel che è di Cesare. Che sennò non s’è capito che cazzo ci stia a fare sto Cesare.
Ebbene il nostro Stato, tra le poche ragioni per le quali ha senso d’esistere, considera che non ci possano essere discriminazioni di genere. Uomini e donne pari sono.
Sarà un concetto desueto e che ai libbberali da tastiera parrà antiquato e poco moderno. Ma ancora sta scritto in Costituzione.
Ebbene, uno Stato laico, che ha già riconosciuto a Dio quel che è di Dio, non può liquidare con la faciloneria dei Voltaire da bar il punto del come porsi di fronte ad una pratica e ad un simbolo che segna un discrimine (e non è una questione estetica) fra uomini e donne.
Il burqa era stato abbandonato dalla grandissima parte del mondo islamico. Il suo ritorno in voga è stato accompagnato dal diffondersi della predicazione wahabita e salafita da un lato (predicazione che gli amici sauditi e qatarioti hanno accompagnato a suon di petrodollari) e dall’avvento di Khomeini (sul fronte sciita).
Uno Stato che, tra le ragioni su cui dichiara di fondarsi, afferma che vi è il rifiuto della discriminazione dell’uomo nei confronti della donna, non può fare finta di nulla. Insomma noi, come comunità che si riconosce in uno Stato, esistiamo anche perché non riteniamo accettabile la discriminazione dell’uomo sulla donna. Spero sia chiaro.
Voi, i Voltaire da tastiera, potete andare al bar e dire la vostra banalità. “Se sarebbino libbbere di scegliere, sarebbimo tutti contenti”. Prescindendo da ogni complessità, da ogni ragione che vada oltre la faciloneria. Gonfiando il petto all’idea di aver reso omaggio all’idea di essere moderni e libbberali.
Ma il povero Cesare, se ancora ha voglia di esistere e di farlo in nome delle ragioni per le quali dice di esistere, lui no. Lui non può fare discorsi da bar pensando che questo risolva ogni questione.
Anche se, purtroppo, inizio a credere che il problema non sia più il burqa, la predicazione salafita o il medioevo wahabita. Ma il diffuso senso del niente e del banale che è tanto facile e tanto idiota.
Idiota nel vero senso della parola.
Tommaso Ciuffoletti (pubblicato su Facebook)

Il problema non è scegliere una soluzione ma educare. Ad esempio: l’obbligo del burkini et similia è assurdo ma anche impedire alla donna che vuole metterlo è assurdo. Entrambi violano la libertà personale di una scelta.
Ovvio che nel caso particolare c’è il grande dubbio che la donna che decide di metterlo lo faccia perché educata a principi che noi occidentali non accettiamo perché siamo certi che il tutto nasca da una impostazione che rifiutiamo perché riteniamo (giustamente) che questo ipotetico desiderio (della singola donna) nasca da una concezione errata. Resta però il problema che entrambe le regole sono coercitive.
Domanda: perché nessuno mai ha protestato quando a volte (mi riferisco a ricordi della mia infanzia o gioventù) si dà il caso che una monaca vada in spiaggia vestita e non in costume?
Ce ne erano poche, ma c’erano. Le altre, anche con il caldo, se ne stavano in convento.
Preciso: sono un libertario e propugno la massima libertà per tutti a cominciare dalle donne che finalmente stanno riuscendo a raggiungere la parità con il maschio non solo giuridica ma anche nei costumi e nei comportamenti del quotidiano. E spesso, specie nelle nuove generazioni, ci stanno superando.
Nel futuro saremo noi maschietti (io non ci sarò data la mia età) a rivendicare e a protestare per le limitazioni che il “gentil sesso” ci imporrà magari e per esempio obbligandoci a metterci il reggiseno….
Caro Tommaso, hai perfettamante ragionel al bar se ne sentono di tutti i colori, ma la stessa persona è padreterno in tutto: Calcio, Politica, Morale, Costituzionalista, Agricoltora, Pranoterapia, eccc. eccc. questo accade, penso, in tutti i liuoghi anche alla Bocciofila di casa mia. Quandi si parla di pensioni allora tutti incaz. . . . perchè un rfivano al 20 del mese. Si parla del presidente della Repubblica, tutti si incaz. . . . perchè non lo capiscono, parla Renzi si incaz. . . . per non lo capiscono per quel che fà e quel che dice. Però ho notato che tutti i giorni parlano delle stesse cose, che forse sono VECCHI e/o rincoglioniti?
Importante che rimanga la LIBERTA’, attendi al Novembre prossimo.
Grazie per lo spazio. Buon Lavoro per la formazione di un nuovo gruppo. . . . . . . .
Raffaello da Montepulciano
Questa mattina mi sono alzato un po’ rincoglionito, nel commento precedente, sono andato a rileggerlo dopo averlo spedito e ci sono una miriade di errori di battuta, forse questa notte: o mia moglie mi ha dato una botta pesante in testa, o forse sono caduto dal letto.
Susatemi.
Raffaello da Montepulciano
gli errori sono voluti ”alla toscana”