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La Revolucion Ciudadana in Ecuador ed il Primer Taller de Verano a Roma

di Luca Bagatin | 26 Luglio 2015

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Si è parlato del Buen Vivir equadoriano, ovvero il nuovo modello di sviluppo, ispirato al “buon vivere” tipico dei popoli andini indigeni.

L’Ecuador è un piccolo grande Paese. Un piccolo grande Paese che, dal 2007 sta avanzando sotto il profilo socioeconomico grazie all’avvento del primo Presidente autenticamente democratico ed inclusivo che l’Ecuador abbia mai conosciuto, ovvero dell’economista Rafael Correa con suo movimento Alianza PAIS (Patria Altiva i Soberana) (www.alianzapais.com.ec), il quale ha avviato una vera e propria Rivoluzione Civile, la cosiddetta Revolucion Ciudadana.

Una Rivoluzione democratica e civile, che ha portato il Paese a rinegoziare il debito, a ridurre l’influenza straniera (in particolare dei rapaci USA), a ridurre la provertà, l’analfabetismo ed a permettere l’inclusione nella vita politica dei cittadini.
Di tutto questo e di molto altro si è parlato nel “Primer Taller de Verano – Buen Vivir y Revolucion Ciudadana” organizzato a Roma dal 23 al 25 luglio scorsi, presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi Roma Tre, in collaborazione con l’Ambasciata dell’Ecuador in Italia ed il Ministero ecuadoriano degli Affari Esteri e della Mobilità.
Un workoshop al quale io stesso ho partecipato e che ha visto come relatori, fra gli altri, l’Ambasciatore della Repubblica dell’Ecuador in Italia Dr. Juan Fernando Holguin, la Dr.ssa Federica Zaccagnini, il prof. Salvatore Monni e molti altri.
Si è parlato del Buen Vivir equadoriano, ovvero il nuovo modello di sviluppo, ispirato al “buon vivere” tipico dei popoli andini indigeni. Un modello che pone al centro del progetto politico-economico l’essere umano, anziché inseguire modelli edonisti che producono ricchezza effimera o comunque detenuta nelle mani di pochi.
L’Ecuador, come gli altri Paesi dell’America Latina, proviene da secoli di sfruttamento coloniale, da successive dittature militari, da pseudo-democrazie autoritarie che hanno distrutto l’economia del Paese e creato fortissimi squilibri e disparità sociali.
Con l’avvento del cosiddetto Socialismo del XXIesimo Secolo – un’alternativa sia al socialismo reale novecentesco che al liberalismo – al quale si ispirò anche Rafael Correa, anche l’Ecuador, come già avvenuto per il Venezuela di Chavez, per l’Argentina di Kirchner e per la Bolivia di Morales (e successivamente l’Uruguay di Mujica), iniziò a cambiare marcia.
Iniziò così ad attuare finalmente politiche alternative alla corruzione dilagante, politiche di rinnovata ricerca della sovranità nazionale, politiche di inclusione sociale e di lotta alla povertà ed all’analfabetismo, oltre che politiche di inclusione dei cittadini nel processo politico.
Un nuovo modello, dunque, che potrebbe essere di assoluta ispirazione per un’Europa nella quale è completamente fallito sia il modello liberal-democratico che social-burocratico.
Un’Europa che per secoli ha sfruttato il Terzo Mondo e che ne ha ancora per molti versi paura. Un’Europa che conosce benissimo quella che io definisco la “società del piacere” effimero, dell’edonismo egoista, della dittatura del danaro, ma che non conosce un’alternativa possibile, quella che nell’ambito del movimento “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.org – www.amoreeliberta.blogspot.it) ho definito “Civiltà dell’Amore” e di cui parlo nel mio ultimo saggio sociopolitico.
Una Civiltà dell’Amore che è totalmente in linea con la Rivolucion Ciudadana di Correa e degli altri leader dell’America Latina che hanno avviato questo processo. Un processo che ricerca – forse per la prima volta nella Storia – un modello di sviluppo nel quale la popolazione, le persone economicamente più disagiate in particolare, sono poste al centro della visione politica.
Purtuttavia l’Ecuador del Presidente Correa, così come altre realtà affini e che abbiamo già sopra citato, sono sempre a rischio di colpo di Stato da parte dell’opposizione, appoggiata molto spesso da nazioni straniere che hanno tutto l’interesse nel far prevalere interessi particolari e tutt’altro che popolari.
La Revolucion Ciudadana, la Rivoluzione Civica Equatoriana è ad ogni modo avviata e merita di essere conosciuta e diffusa in tutto l’Occidente cosiddetto “democratico”.
Perché mai come in questo preciso momento storico necessitiamo di una seria Rivoluzione Civica sul modello del “Buen Vivir”.
primer taller de verano
Pubblicato in : Primo pianoTag: chavez, europa, italia, mondo, movimento, opposizione, persone, processo, repubblica, roma, socialismo, sviluppo, usa

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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