• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La Repubblica appiedata

I cavalli sono scappati prima della parata del due giugno perché avrebbero avuto paura di botti esplosi chissà mai perchè. Pensare che i cavalli della Repubblica francese caricavano sotto le cannonate. Vi sarebbe da chiedersi cosa se ne fa la Repubblica italiana di cavalli buoni forse per il circo e soprattutto, cosa se ne fa di militari che non sanno badare ai cavalli. Il ministro della Difesa Crosetto aveva detto che l’Italia non sarebbe stata in grado di difendersi in caso di guerra. Il ministro non poteva trovare maggiore conferma alle sue parole dai fatti di questi giorni. Se non si sa gestire i cavalli, perché mai si dovrebbe saper gestire missili, carri armati, aerei? E se scappano i cavalli per i botti, perché non dovrebbero scappare gli uomini in caso di bombardamento? Con l’avvenire della Repubblica ci sarebbe di interrogarsi anche di quello del nostro esercito. Il generale più famoso è Vannacci un tale che ha scritto un memoriale e fondato un partito, non che si conosca per l’aver vinto una qualche battaglia.

di Riccardo Bruno | 31 Maggio 2026

Tito Livio scrive che nel 304 avanti Cristo gli equites componevano una processione dal tempio di Marte fuori le mura, entrando in città, passando per il Foro fino a fermarsi davanti al tempio dei Dioscuri. Mai qualcuno avesse perso il cavallo, i censori si sarebbero chiesti se fosse stato il caso di condannarlo a morte, oltre che spogliarlo di tutti i beni. Occorreva un sacrificio agli dei per evitare la disgrazia della Repubblica evocata da un simile incidente. Ovviamente nella Repubblica Antica di Roma, si escluda che qualcuno potesse perdersi il cavallo prima di una qualche cerimonia ufficiale. Queste sono sciagure che accadono giusto nella Repubblica italiana ad ottant’anni dalla sua nascita.

I cavalli sono scappati prima della parata del due giugno perché avrebbero avuto paura di botti esplosi chissà mai perchè. Pensare che i cavalli della Repubblica francese caricavano sotto le cannonate. Vi sarebbe da chiedersi cosa se ne fa la Repubblica italiana di cavalli buoni forse per il circo e soprattutto, cosa se ne fa di militari che non sanno badare ai cavalli. Il ministro della Difesa Crosetto aveva detto che l’Italia non sarebbe stata in grado di difendersi in caso di guerra. Il ministro non poteva trovare maggiore conferma alle sue parole dai fatti di questi giorni. Se non si sa gestire i cavalli, perché mai si dovrebbe saper gestire missili, carri armati, aerei? E se scappano i cavalli per i botti, perché non dovrebbero scappare gli uomini in caso di bombardamento? Con l’avvenire della Repubblica ci sarebbe di interrogarsi anche di quello del nostro esercito. Il generale più famoso è Vannacci un tale che ha scritto un memoriale e fondato un partito, non che si conosca per l’aver vinto una qualche battaglia.

La Repubblica romana era salda alle sue divinità, proprie alle funzioni stesse della Repubblica. Servendo queste si serviva l’altra. Un problema che la Repubblica francese, duemila anni da quella romana a cui si ispirava, non riuscì a risolvere. Mario Vinciguerra mise in evidenza, nei suoi Girondini del ‘900, l’incapacità di legare la Repubblica rivoluzionaria alla sfera religiosa. Fouchè scriveva sui muri del cimitero di Lione, “la morte era un sono eterno” e Robespierre aveva fondato un Essere supremo di cartapesta. Si annegavano preti e vescovi allegramente. La Repubblica francese era anti teista e persino anticlericale.

La Repubblica italiana è ben salda nella fede cattolica, tanto che se il capo degli Stati uniti d’America attacca il papa, il governo della Repubblica corre alla difesa del pontefice. Il che moralmente è un atto eccellente, non fosse per il numero di brigate in possesso del papa. Gli americani se ne vanno ed in queste condizioni rimane giusto l’appello alla preghiera del papa. La Repubblica compie ottant’anni passati in pace, in un continente che per tutto il resto della sua storia ha solo conosciuto le devastazione delle guerre. Vai a sapere che questa lunga pace non si riveli illusoria. Che il papa preghi per noi di mandarcela buona. Il prossimo due giugno, andiamo in Chiesa. Facciamo meglio.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti