La sostenibilità dello sviluppo riguarda in maniera molto rilevante il futuro delle nostre città ed in modo del tutto particolare la qualità dell’aria
E’ noto come l”attuale stile di vita urbano, gli usi del territorio, la produzione industriale, la mobilità motorizzata, rischiano di compromettere la qualità dell’ambiente (aria, acqua, suolo, aree verdi) e di conseguenza la salute dei cittadini. La nuova sensibilità che si registra oggi e la rinnovata attenzione alla qualità della vita ci rende ancor più responsabili nei confronti delle generazioni future. Sostenibilità a livello ambientale significa anche conservazione del capitale naturale. Ne consegue che il tasso di consumo delle risorse materiali rinnovabili, di quelle idriche e di quelle energetiche non deve eccedere il tasso di ricostituzione, rispettivamente assicurato dai sistemi naturali, e che il tasso di consumo delle risorse non rinnovabili non superi il tasso di sostituzione delle risorse rinnovabili sostenibili . Con riferimento alla qualità dell’aria, sostenibilità significa che il tasso di emissione degli agenti inquinanti non deve superare la capacità dell’atmosfera,dell’acqua e del suolo di assorbire e trasformare tali sostanze. I Comuni italiani si stanno attivando per regolare la mobilità urbana al fine di migliorare la qualità dell’aria e contenere le emissioni climalteranti . Si va consolidando ormai un patrimonio di esperienze locali che partendo dalle risposte di emergenza ai temi dell’inquinamento ha intrapreso un percorso verso una seria diagnosi dei fenomeni della mobilità e una pianificazione sostenibile degli spostamenti nel territorio. Nonostante la continua riduzione delle emissioni degli inquinanti locali, molte città italiane continuano a superare i limiti imposti dalla Direttiva 2008/50/CE, in particolare nelle aree urbane e nel bacino padano con riferimento sia al particolato aerodisperso (PM10 e PM2,5 ) che all’ozono troposferico e al biossido di azoto (NO2). Gli ultimi dati disponibili sulle possibili fonti di emissioni delle sostanze inquinanti relativi al periodo 2002-2012 (aggiornamenti statistici più recenti sono ancora in corso) sull’andamento delle medie annuali di PM10, calcolato su un campione di 57 stazioni distinte per tipo, mostrano che le concentrazioni maggiori di particolato sono dovute agli spostamenti motorizzati, anche se il dato risulta in diminuzione e si sta allineando ai valori delle altre fonti (fondo; industriale; rurale) .
Le città metropolitane sono maggiormente congestionate rispetto ai centri urbani di dimensioni più ridotte e pagano un altissimo spread-mobilità nei confronti degli altri centri europei a causa di traffico, incidenti e inquinamento. Confrontando i dati relativi al periodo 2008-2015, a livello globale, il traffico è aumentato del 13%, ma la ripartizione varia molto a seconda delle zone; Palermo e Roma sono più trafficate di Parigi o Bruxelles o addirittura di una città molto più grande come Pechino mentre la mia città – Firenze – è la prima città italiana per tasso di motorizzazione.
E’ di ieri la notizia della protesta degli abitanti dell’isola di Linosa che ha una estensione di 5 chilometri quadrati , meno di 2 km x 3, per la chiusura dell’unica pompa che erogava benzina e gasolio : si può considerare un “assist” alla popolazione (400 abitanti) per un cambio di direzione.
Gaetano Santonocito

Lascia un commento