Non era arrivato a tanto nemmeno George Orwell con la sua “Fattoria degli animali”. Anzi il celebre romanziere inglese aveva dato più dignità ai maiali attribuendogli il merito della ribellione contro l’uomo e dopo la “rivoluzione” contro il genere umano proprio ai maiali era toccato il vertice e la direzione della fattoria autogestita. La polemica questa mattina invece ha tirato in mezzo la specie suina.
“Renzi ha una paura fottuta del voto del 4 dicembre. Si comporta come una scrofa ferita che attacca chiunque veda. Ormai non argomenta, si dedica all’insulto gratuito e alla menzogna sistematica”. Così il M5s sul blog di Beppe Grillo ha attaccato il premier anche sulla vicenda De Luca: “la Costituzione non è un piatto di fritture” dicono i 5 Stelle alludendo alla frase pronunciata dal governatore campano in una registrazione pubblicata da ‘il Fatto Quotidiano’.
La replica del premier: “Ora Grillo ha detto che siamo una scrofa ferita. Se eravamo una scrofa sana cambiava qualcosa per lui? Quando ci dice serial killer, rispondiamo: bene, superiamo il Cnel, il bicameralismo paritario. Quando ci dice scrofa ferita prima si chiama il veterinario poi si dice: bene, il Cnel, il bicameralismo… Perché sulla scheda non c’è scritto volete essere una scrofa ferita Sì o No”. “Se dite No, non si cambia per sempre. Non fatevi fregare, leggete il quesito”.
Ecco questi sono i toni di questi ultimi giorni di campagna referendaria costituzionale. Per gli ultimi giorni prima del silenzio elettorale cari politici vi preghiamo solo una cosa: cercate di elevare il tono del dibattito, così si rischia solo di fare sterile polemica e “mandare tutto in vacca!”
Cesare Mannucci

Evidentemente lei, Mannucci, non essendo residente all’estero, non avrà ricevuto la scheda elettorale accompagnata nello stesso giorno dalla letterina inviata, a noi poveri deficienti di italiani residenti all’estero, col faccione del nostro e il si con la crocetta, come si faceva ai bei tempi nelle chiese con la pubblicità agli onorevoli democristiani.
Lo scontro è duro, perché il rignanese ci mette troppo il suo faccione, chi semina vento, raccoglie tempesta.