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La politica è in divenire: dagli irresponsabili ai responsabili ai costruttori agli imbianchini (per ora Forza Conte e abbasso Renzi?)

Il bilico si assesta fra il conservatorismo pratico e il rivoluzionarismo a parole. A fronte di un mugugno perpetuo si assiste a un comportamento che rivela avversione al rischio e immane prudenza.

di Carla Ceretelli | 17 Gennaio 2021

È normale che degli incapaci sostengano  un incapace perché vedono che il loro grido di vittoria  sul taglio dei parlamentari,  si prepara a rivoltarsi contro come un boomerang.

Della serie la schizofrenia e del bipolarismo. No,  non politico. Psicologico.Trattasi di una sindrome maniaco depressiva  che,  se  da una parte rivela richiesta di cambiamenti radicali, dall’altra agogna rimanere allo status quo della situazione al momento della probabile   e ipotetica scelta. L’uomo si comporta in modo differente quando gli si prospettano  possibili guadagni o  possibili perdite. Mentre  nel primo caso mostra avversione   al rischio,  nel secondo che ho detto, per assurdo,   è propenso ad assumersi dei rischi.

Ecco, noi in Italia facciamo così. Ma forse anche altrove.

Il bilico si assesta  fra il conservatorismo pratico e il rivoluzionarismo a parole. A fronte di un mugugno perpetuo  si assiste a un comportamento che rivela avversione  al rischio e immane prudenza. Tanto che spesso dà origine a una instabilità paradossalmente stabile  senza soluzione di superamento. Alcuni psicologi sostengono infatti che l’uomo soffre maggiormente per la perdita più che per la gratificazione della vincita. Dunque si afferma l’esistenza di un  framing effect per cui enunciazioni anche inconsce e inconsapevoli  logicamente equivalenti portano a differenti decisioni  dettate, pare, da altre  variabili come  il linguaggio utilizzato, il contesto , la natura , nonchè  la  percezione  soggettiva del problema, a livello psicologico.

Ma non si tratterebbe di ipocrisia. Semplicemente siamo fatti così, noi umani. In particolare noi italiani.  Il filosofo sostiene comunque che la storia è  un susseguirsi  di  corsi e ricorsi che, essendo storicizzati, appunto, non si possono negare.

Tutto ciò premesso siamo davanti al quesito cruciale.  Sarà forse l’anno in corso quello della liberazione? Quello della famosa ripresa o,  per usare un neologismo obsoleto, quello della crescita? Quello in cui qualcuno riuscirà davvero a tendere verso qualcosa di positivo e di creativo superando addirittura  la paura di  non farcela,  che ci liberi da questo stallo indecente del vorrei ma non vorrei, del levati tu che mi ci metto io senza compicciare nulla se non prendersi a sgomitamenti fine  a se stessi  al netto di   proponimenti seri e in  totale assenza di programmi organizzati e costruttivi. Troppe strade stradelli viottoli e tratturi che conducono al nulla.

Ma, miracolo! sono apparsi i costruttori. Che fanno sognare cattedrali, mai nel deserto, che si stagliano verso  il cielo e  che agognano e  ambiscono alla felicità. Al bene del paese, si usa dire e ridire fino alla noia mortale. Ma in realtà  costruiscono solo monotonamente poltrone poltroncine e sgabelli.  E, di contro, si rivelano , in modo deprimente  e distorto, imbianchini. Giusto per una  una ripulitura a un governo fatiscente che prima di esalare l’ultimo respiro vuole ancora ergersi a poterino pitturato dai suddetti, con colori vari. Rosso arancione giallo.. sperando di ritornare al bianco. Ma ci voglio davvero tante mani per ritornare a latteo colore/non colore.

Sarebbe invece  utile procedere non in fila indiana pedissequamente , bensì prendendosi  per mano tutti insieme appassionatamente in catena sinergica , della serie oggi faccio un passo avanti io domani lo fai tu, per ritrovarsi in linea dopo la costruzione di qualcosa di reale e proficuo. Perdendo di vista quella che potrebbe essere, finalmente,  una possibile  soluzione se non   La soluzione.

Ma chi fa tendenza spesso è guardato con sospetto, suscita invidia. Odio e amore, in contemporanea, accompagnano i coraggiosi che tentano di cambiare verso e andare oltre. Pregiudizi e preconcetti danno origine a indagini da intelligence casereccio  per scoprire e capire se  esistono  soltanto biechi  secondi fini.

Avanti con Conte! Il  grido si leva  alto e terrorizzato mentre ha luogo  il Consiglio dei Ministri.

Ci credo: trattasi di perdere centinaia di migliaia di rubli. Ops eurini o, meglio, renminbi (yuan) moneta cinese che si sta comprando tutto e tutti compresi i cervelli. Con o senza virus. Prepariamoci dunque  al nefasto futuro

È normale che degli incapaci sostengano  un incapace perché vedono che il loro grido di vittoria  sul taglio dei parlamentari,  si prepara a rivoltarsi contro come un boomerang.

E, al colle? Votantonio votantonio…

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: bipolarismo, cambiamenti, consiglio dei ministri, fini, futuro, governo, italia, natura, percezione, radicali, renzi, responsabili, soluzione, usa

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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