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La politica californiana sui migranti: modello per altri Stati?

La strada per l’inclusione e la valorizzazione dei migranti potrebbe divenire esempio agli altri Stati americani come spesso avviene in altri casi dove la California, lo Stato più popoloso e ricco del Paese, prende la leadership. Di Domenico Maceri

di Domenico Maceri | 19 Ottobre 2022

“Siamo uno Stato… dove il 27% sono immigrati”. Così Gavin Newsom, governatore della California, dopo avere firmato una legge che permetterà a tutti i residenti del Golden State di ottenere una carta di identità statale applicabile anche a quelli senza documenti di autorizzazione legale di residenza in Usa.

In California, come in altri Stati, si usa spesso la patente automobilistica come documento di identità. Il Golden State offre due tipi di queste patenti, una che richiede prova di documenti di residenza legale o cittadinanza, e una seconda accessibile a tutti anche quelli senza questi tipi di documenti. Ambedue patenti possono essere usate come identificazione ma la prima è anche valida per accedere agli aerei perché soddisfa requisiti federali di identificazione.

Per coloro che non guidano è possibile ottenere una carta d’identità statale che fino al cambiamento della nuova legge richiedeva documenti di residenza legale. Con la nuova legge anche gli individui senza patente e senza documenti di residenza legale negli Usa potranno ottenere un documento utilissimo per aprire conti in banca, ricevere alcuni benefici governativi, e avere accesso più facile alla sanità. Gli studenti senza permessi di residenza legale avranno accesso più facile alle rette statali molto più basse di quelle pagate da studenti internazionali ed altri benefici per potere finanziare le loro carriere accademiche. La nuova legge, AB 1766, è stata sponsorizzata dal parlamentare statale Mark Stone (Democratico di Scotts Valley, zona di Santa Cruz) e beneficerà 1,6 milioni di individui. Il 22% degli 11 milioni di individui in America senza autorizzazione di residenza legale vive in California.

Possedere un documento statale che identifica l’individuo consiste di un grande beneficio che riconosce i contributi di questi residenti. Spesso fanno i lavori più umili. Molti lavorano nell’agricoltura, indispensabile non solo per i californiani ma anche per tanti altri dove i prodotti agricoli del Golden State vengono esportati.

L’identificazione permette anche più inclusione e incoraggia questi residenti a partecipare attivamente in tutti gli aspetti della vita sociale. I genitori saranno più propensi a partecipare all’istruzione dei loro figli con consultazioni dei loro maestri. Inoltre riduce la paura di fornire testimonianze in caso di reati osservati. Incoraggia anche le donne che potrebbero essere vittime di violenza domestica a riportare gli abusi.

La carta di identità statale per tutti senza riguardo di status migratorio si collega all’accesso alle patenti automobilistiche. Oltre alla California altri 15 Stati considerati liberal lo permettono ma anche lo Utah, “red State”, ossia conservatore, lo concede. L’idea è di facilitare l’integrazione di persone che contribuiscono con il loro lavoro all’economia e allo stesso tempo di assicurarsi che tutti gli automobilisti siano preparati a guidare e di conseguenza ridurre gli incidenti stradali. La concessione della patente, che in alcuni di questi stati può essere usata come carta di identità, riconosce anche il valore degli immigrati come validi membri della società al livello pratico ma anche umano.

Ciò non avviene in tutti gli Stati. Come si è visto recentemente alcuni Stati conservatori hanno cercato di usare i migranti per sottolineare gli aspetti negativi dell’immigrazione. Va ricordato che il mese scorso il governatore Ron DeSantis della Florida ha ingannato una cinquantina di richiedenti asilo facendoli trasportare dal Texas a Martha’s Vineyard, nel Massachusetts. DeSantis gli aveva promesso trasporto e lavoro ma intendeva solo imbarazzare l’amministrazione di Joe Biden per la questione dell’immigrazione non autorizzata. Difatti, DeSantis se ne è vantato anche in un’intervista alla Fox News, emittente conservatrice di Rupert Murdoch. Le sue azioni però hanno avuto ripercussioni ed è stato denunciato per trasporto illegale di migranti da uno Stato all’altro.

Newsom ha preso un’altra strada sui migranti, riconoscendo il loro valore e la loro umanità. Per reiterare l’azione poco ammirevole di DeSantis, il governatore della California si è recato in Texas attaccando il suo possibile rivale in future elezioni nazionali poiché ambedue hanno dato segnali di ambizioni presidenziali. Newsom in un’intervista al Texas Tribune Festival ha dichiarato che DeSantis era venuto nel Lone Star State per trovare vittime da usare per scopi politici e poi sfruttare la sua trovata per raccogliere fondi. “Che cosa ci dice questa sua azione sul suo carattere e quello del Partito Repubblicano che hanno celebrato questo atto di crudeltà e disumanizzazione?, ha domandato retoricamente Newsom.

La strada della California sotto la guida di Newsom è stata reiterata dal governatore dichiarandosi fiero della nuova legge “che supporterà i nostri immigrati che rendono il nostro Stato ogni giorno più forte”. La strada per l’inclusione e la valorizzazione dei migranti potrebbe divenire esempio agli altri Stati americani come spesso avviene in altri casi dove la California, lo Stato più popoloso e ricco del Paese, prende la leadership. Potrebbe allo stesso tempo servire da modello in altre parti del mondo che devono affrontare lo spostamento di persone costrette a lasciare i loro paesi alla ricerca di un futuro migliore.

Domenico Maceri

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

Pubblicato in : #Pensalibero24, SituazioneTag: agricoltura, amministrazione, conti, dichiarato, elezioni, futuro, genitori, immigrazione, incidenti, integrazione, intervista, lavoro, leadership, mondo, nuova legge, persone, rupert murdoch, sanità, studenti, usa

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    19 Ottobre 2022 alle 09:55

    Esempio da seguire, in luogo della burocratica ghettizzazione euro-italica, in cui si rinviano i problemi, nel tempo e nello spazio, quale soluzione naturale per l’integrazione dei popoli migratori. A questi viene, individualmente, data – attraverso la Carta d’identità – l’opportunità di una cittadinanza aggiuntiva a quella propria nel rispetto del doppio/unico principio: cittadino dello stato e del mondo, che deve appartenere ad ogni persona senza distinzione di razza (etnia), religione. ecc. In questo modo, l’integrazione diventa un “problema/soluzione” a favore e contro l’immigrato come tutti gli altri cittadini dello Stato.

    Rispondi

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