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La parata del 2 giugno

Riflessioni che non vogliono sminuire i sentimenti che la parata militare ha suggerito.

di Rosario Amico Roxas | 5 Giugno 2016

Si è trattato di uno spettacolo irrepetibile, che ha simboleggiato l’unità del Paese, intorno alle Forze Armate, una unità che è durata lo spazio di poche decine di minuti che ci ha fatto credere che esiste (o sarebbe doveroso che esistesse) una Nazione diventata Stato, che si appresta ad essere la Patria Comune degli italiani.  Questa aspirazione l’ha suggerita l’entusiasmo che ha accompagnato la sfilata delle varie armi, quasi a volere fornire una compensazione emotiva alle (per fortuna) rarissime zoomate sul palco delle “autorità”, dove hanno fatto bella mostra di sé personaggi che avremmo preferito non vedere in questa occasione.

E’ emerso il motivo conduttore che ha scandito il passaggio di ogni singolo reparto; motivo conduttore che possiamo riassumere nella vocazione a difendere e sostenere taluni ideali che appartengono prioritariamente (se non esclusivamente) alle FF.AA.

E’ la difesa del territorio nazionale, è il sostegno operativo nei casi di calamità naturali, è l’equilibrio di diritti e doveri sancito dalla Costituzione che sostiene l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alle leggi.

Malauguratamente i princìpi che abbiamo voluto trovare in questa parata del 2 giugno 2016, vengono  troppo spesso neutralizzati da quell’altra parte del sfilata, quella che dispensava applausi ipocriti, dopo avere emanato leggi a tutela di interessi personali, a volte dichiarati anti-costituzionali dall’Alta Corte Costituzionale, o ancora vigenti come l’assurta abolizione del reato del falso in bilancio.

Si tratta di riflessioni che non vogliono sminuire i sentimenti che la parata militare ha suggerito, al contrario, vogliamo puntualizzare che esiste una fetta di Italia che ci onora e onora i sacrifici dei tantissimi che hanno saputo servire l’Italia fino all’estremo sacrificio, e che eleva un severo monito a quell’altra parte che disonora il ruolo ricoperto, cedendo alle lusinghe della corruzione per esaltare solo se stessi.

 

W LE FORZE ARMATE.

Pubblicato in : Primo pianoTag: abolizione, corte costituzionale, costituzione, forze armate, italia, nazione, personaggi, sostegno

Info Rosario Amico Roxas

La parte più significativa della mia vita lavorativa l’ho trascorsa in Tunisia, quale consulente presso il locale ministero per lo sviluppo economico. Dopo 15 anni di Tunisia, avendo anche girato in lungo e in largo per l’Africa settentrionale e sub-saharana, nonchè Vicino Oriente, ho conosciuto profondamente l’Islam e la mentalità araba, elementi che hanno rafforzato taluni convincimenti appresi nei miei studi di filosofia a La Sapienza di Roma, ai tempi di U. Spirito, Lombardi, G. Calogero etc.etc. In Tunisia, a seguito del lavoro svolto al ministero, sono stato incaricato di tenere alcuni corsi di marketing sociale, presso l’Università La Mannouba.
Mi sono occupato, anche con pubblicazioni, del Magistero sociale della Chiesa, con analisi dettagliate di varie encicliche.
Adesso a 74 anni, faccio il nonno in servizio permanente effettivo, anche se non disdegno di scrivere ciò che penso, con la speranza di essere utile a qualcuno, senza nuoceve a nessuno.

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