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La PANSAC e l’inizio della rivoluzione industriale al contrario

di Claudio Bellavita | 2 Settembre 2013

pansacLa Pansac è un’azienda in crisi, da tempo commissariata, con 5 stabilimenti in Veneto e Friuli e uno a Ravenna: produce sacchetti di plastica di ogni genere, e film di plastiche varie, anche abbinati a altri materiali. In totale circa 600 dipendenti, cassa integrazione, mobilità ecc.

I commissari non trovano nessuno che la voglia rilevare, e i 48 dipendenti di Ravenna pensano di mettersi in cooperativa per affittare il loro stabilimento e vedere di mandarlo avanti. Sono alla ricerca di credito dalle banche che penso lo daranno in funzione del valore degli immobili dei cooperanti che metteranno la firma, e non in funzione di preci, cortei, pressioni di prefetto sindaco regione e vescovo. Ma nel sindacato e nella sinistra persiste l’illusione che compito delle banche sia la tutela dei posti di lavoro e non dei propri depositanti, idem per curatori e commissari che invece devono solo tutelare i creditori.
Non me ne intendo di produzioni industriali, ma so che esistono le stampanti 3 D, in grado di trasformare polveri, plastiche e non, di vario genere, in prodotti finiti. E non solo quelli di basso valore, come le produzioni PANSAC, ma anche particolari tecnici importanti. Addirittura la NASA sta utilizzando queste stampanti per i particolari dei satelliti e dei missili, e progetta di installarne una a bordo dei futuri satelliti. E per queste stampanti succederà quel che è successo in pochi anni al computer su cui sto scrivendo: costeranno sempre di meno e avranno funzioni sempre più sofisticate.
Insomma, se la rivoluzione industriale è cominciata spostando in fabbrica la famiglia dei contadini-artigiani che usavano rudimentali telai casalinghi, le stampanti 3 D invece possono stare a domicilio del lavoratore, con un ufficio tecnico-progettuale che consegna e verifica i programmi, e un servizio logistico che si occupa del ritiro e della consegna dei prodotti che non possono essere prodotti esattamente dove servono.
D’altra parte, Sylicon Valley è nata nei garage dei ragazzini. Cosa comporti questa rivoluzione nei rapporti industriali e nelle funzioni sindacali è tutto da studiare, ma certo si tratta di una faccenda urgente e più importante della cacciata di Berlusconi, anche perchè potrebbe succedere che a finire, prima in cassa integrazione, poi in un museo, siano proprio i sindacati

Pubblicato in : Primo piano

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Mauro Dogà

    2 Settembre 2013 alle 21:54

    Spett. Claudio Bellavita non mi è chiaro il rapporto Pansac-srampanti3D, oppure non è chiaro a lei cosa si produca alla Pansac o in che modo. Mi sembra poco informato sulle produzioni e il tipo di lavori degli stabilimenti, Per quanto riguarda la banche sono d’accordo con lei.
    Un dipendente Pansac

    Rispondi

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