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La oscura morte di Zakharchenko, il boia di Donets’k

Nella primavera del 2014 con l’occupazione del palazzo del comune di Donest’k aveva dato il via a ciò che in seguito si dimostrò la guerra tra Russia e Ucraina.

di Enrico Martelloni | 2 Settembre 2018

E’ saltato in aria, un uomo tra i più crudeli. Zakharchenko  Alexandedr di  Donets’k, “ Capo “ della sedicente repubblica di DPR sostenuta dalla Russia nella guerra contro l’Ucraina. E’ morto dopo poche ore di agonia al ristorate  “ Separ” ( separatista) sulla Pushkin Street di Donets’k con quattro dei suoi, per l’esplosione di una bomba. Era un bandito, un ladro e un assassino che aveva torturato molti ucraini.  Venditore di pollame , si era messo a capo di una banda organizzata che aveva tra le sue reclute oltre a molti russi anche italiani arrivati come mercenari dalle file della Lega salviniana e dall’estrema sinistra italiana. Nella primavera del 2014 con l’occupazione del palazzo del comune di Donest’k aveva dato il via a ciò che in seguito si dimostrò la guerra tra Russia e Ucraina in principio chiamata ATO ( organizzazione anti terrorismo), e l’occupazione da parte dei carri armati russi del suolo ucraino. Con l’assassinio di un militare ucraino disarmato ucciso in quella circostanza dai suoi, Zakharchenko iniziò la sua carriera di sanguinario, forte poi, delle tragedie di Illovansk e Debaltesevo che l’esercito russo compì in suo favore tra l’estate del 2014 e il gennaio 2015. Testimone dell’aggressione russa, Zakharchenko avrebbe fruttato meglio se fosse stato catturato per tutte le cose e nefandezze compiute da Putin in Ucraina. La sua morte non risolve il problema, e anzi solleva seri dubbi sulla paternità dell’attentato, forse di parte russa. L’uomo era a conoscenza di molte cose, e probabilmente era divenuto scomodo per i vertici politici di Mosca. Ieri sera si era ritrovato al ristorante per celebrare il cantante Kobzun, morto di tumore, ma che nei decenni precedenti era considerato l’interprete della canzone patriottica russa, e ormai ricco era diventato amico di molti oligarchi russi vicino al potere. La celebrazione della scomparsa del cantante, aveva portato il gruppo di Zakharchenko al ristorate dopo altre manifestazioni svolte nella città.  “The warlord”, il signore della guerra, aveva 42 anni e dal  novembre del 2014 era a capo della banda di terroristi pro Russia nell’est dell’Ucraina; una organizzazione con base e attivisti a Kharkiv denominata “ Oplot” ( organizzazione para militare). Considerato instabile di mente già nel 2010 dal centro medico dell’oblast di Kharkiv, Zakharchenko era considerato “ una minaccia per gli altri”. Non ostante ciò egli riuscì lo stesso a crescere come leader e a diventare capo nel novembre del ’14 dopo le illegittime elezioni della non riconosciuta DPR.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : Maidan, Primo pianoTag: anni, canzone, elezioni, lega, putin, repubblica, sinistra italiana

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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