• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La nuova guerra fredda

di Giuseppe Mele | 10 Maggio 2015

Sulla sua Piazza Rossa, il Cremlino dispiega le classiche carte della guerra fredda, dalla rete rossa internazionale al terzomondismo anticapitalista. 

70 anni dopo il Congresso di Vienna, nessuno da tempo ricordava più gli equilibri europei fissati da Metternich e dallo zar Alessandro. 70 anni dopo la pace di Westfalia, lo status delle potenze, definito, da Richelieu era più forte che mai; doveva aspettare il 1789, dopo altri 71 anni, per cadere. L’equilibrio fissato nel ’45, secondo la famosa analisi del secolo breve, era durato molto meno dei due precedenti storici. Invece, a 70 anni esatti, la guerra fredda, data per scomparsa da un quarto di secolo, ha avuto un’inaspettata resurrezione. Diverso anche il percorso dei manifesti ideologici del 1815, del 1648 e del 1945. Il fascino del paternalismo aristocratico durò pochissimo. La ragion di stato antiideologica ed antireligiosa è rimasta viva nelle coscienze. Più paradossale la sorte dell’antifascismo, oggi ad una sua seconda giovinezza, nel totale travisamento del significato originale. L’ideale della memoria, ribadito ad ogni piè sospinto, poggia sempre più su ricordi da malato di Alzheimer. In questo 9 maggio all’annuale (dal 1995) parata moscovita, memoria della guerra patriottica, spiccavano bambini e bambine biondi dagli occhi azzurri, figli di oligarchi miliardari, sventolanti bandiere con falce e martello. Malgrado sanzioni, isolamento, crisi economica, quotidiana questua miliardaria alla Cina, la Russia putiniana non ha badato a spese per il suo acme di esibizione militare, neanche a quelle politiche con la significativa presenza dei reparti di Sebastopoli e della Crimea, recentemente conquistata. Mezzi e uomini in campo per lo show militarista sono apparsi sufficienti per un immediato blitzkrieg contro l’Europa orientale più vicina i cui presidenti in polemica con Mosca, si sono riuniti a Danzica. E meno male che nelle prove, il motore del formidabile nuovo tank T14 Armata si sia bloccato nell’ilarità generale. Presenze ed assenze di Mosca ridisegnano i contorni della nuova guerra fredda. Assente l’Occidente, accanto a Putin ci sono i presidenti indiano Mukherjee e soprattutto cinese Xi Jinping; poi l’egiziano al-Sisi ed il palestinese Abbas. Il greco Tsipras, il serbo Nikolic ed il cipriota Anastasiades. Infine il cubano Castro, il venezuelano Maduro ed il segretario generale Onu Ban-ki moon. Sulla sua Piazza Rossa, il Cremlino dispiega le classiche carte della guerra fredda, dalla rete rossa internazionale al terzomondismo anticapitalista. Ed assieme vede anche quelle della tradizione panslava ed ortodossa, contraria all’europa germanizzata. Inserisce quelle del capitalismo e nuovo militarismo dei Brics, strizzando l’occhio alle parate militari iraniane forti di missili nucleari di 2mila km di gittata. Infine, grande novità, assieme su di sé il principio della indipendenza nazionale e della ragion di stato. I nemici, in una perdurante campagna mediatica, sono tutti giudicati nazifascisti, a partire dall’Ucraina alla Nato, dall’Europa all’America. Al tempo stesso, la definizione più comune, in Tv ed alla radio, del governo di Kiev è quella di Stato ebraico. Stilemi antichi, ben presenti nel tempo sovietico che usavano, sotto l’ombrello dell’antifascismo, le definizioni antisemite del capitalismo finanziario già proprie dei nazisti. Neanche l’altro fronte della guerra fredda limita la propria propaganda. Il portavoce Perebijnis del MinEsteri ucraino ha dato del neonazista aggressore a tutti i partecipanti alla parata del 9 maggio, inclusi i presidenti ceco e slovacco, defilati ma presenti a Mosca. E’ l’opinione di Usa e mezza Europa. La nuova guerra fredda, come la prima, condivide l’idea che il nazifascismo, sconfitto nella guerra di 70 anni fa, rivesta il ruolo del male assoluto. Per cui entrambe le parti si sentono legittimate a darsi del fascista. Al tempo stesso la nuova guerra fredda è lo scontro tra l’ideologia del politicamente corretto contro l’interesse degli stati nazionali. Così la Russia ideologica e l’America non ideologica si scambiano le parti. La nuova guerra fredda, come appare evidente, si fonda al tempo stesso sulla distruzione della memoria e sul suo trionfo. Evidenzia come le condanne ideologiche non siano altro che l’esaltazione di interessi nazionali. La stessa lotta e condanna al terrorismo islamico, prima tanto condivise, finiscono in secondo piano, sotto uno sguardo più attento. L’antifascismo ne esce ridicolizzato a caricatura, ora che le destre più estreme europee e mondiali, prima nemiche della Mosca comunista, sono le epigoni del sincretismo russo al punto da spellarsi le mani per l’appello del destro Dugin contro il neonazismo ucraino. Per questo si fa più forte il ricordo di Reagan, il presidente Usa vincitore della prima guerra fredda. Reagan però aveva combattuto l’ideologia russa quale base dell’impero del male. Aveva indicato un nuovo sistema valoriale nel quale il male assoluto era il comunismo, peggiore del nazismo. La nuova guerra fredda, paradossalmente, mantiene la sua eredità, tanto che anche in Russia il termine comunista, protagonista della prima cold war, è assente, del tutto assorbito dal capitalismo dirigista e sostituito dall’anodino termine sovietico. Alla politica di Reagan viene da associare anche l’apertura nixoniana alla Cina. Tra Obama ed il russo Putin è il secondo oggi, a sembrare l’erede dei due presidenti repubblicani americani. La nuova guerra fredda è una vittoria delle aspirazioni russe ed al tempo stesso, come ha giustamente detto Berlusconi, una sconfitta per l’Occidente che ha sprecato l’occasione di una riunificazione paraconfederale del Nord del mondo. L’idea unificante di un Impero francese risultò sconfitta a Vienna, quella del Reich cadde a Westfalia ed a Postdam. Dopo Postdam e Vienna scomparvero anche i tentativi dell’impero russo ed i ritorni di quello tedesco. La nuova guerra fredda si è ristabilita sul deragliamento euro-americano, divenuto, oltre l’impostazione originaria, imperiale e parasovietico. Per questo i suoi fautori di un tempo gli si schierano contro.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti