Sette conferme, contando il secondo mandato del presidente Martini, e sette nuovi ingressi. E’ questa, dal punto di vista numerico, la nuova giunta regionale della Toscana. Per quanto attiene alle componenti politiche, la compagine è formata 8 Ds, 3 esponenti della Margherita, un indipendente, un Verde e un Comunista italiano. Resta fuori, come nel precedente mandato, lo Sdi, che però esprime, con Riccardo Nencini, il presidente del Consiglio regionale. Vice presidente della giunta Federico Gelli, Margherita, con deleghe quasi simboliche, la direzione organizzativa degli uffici, i rapporti con il Consiglio regionale e l’attuazione del programma. Massimo Toschi (indipendente) si occuperà di cooperazione internazionale, perdono e riconciliazione fra i popoli. Tre gli assessori che seguiranno lo sviluppo economico: Annarita Bramerini (Ds) seguirà il commercio e il turismo, Ambrogio Brenna (Margherita) le attività produttive e l’artigianato, Susanna Cenni l’agricoltura. Gianfranco Simoncini (Ds) sarà assessore all’istruzione, formazione e lavoro. Agostino Fragai (Ds) alle riforme istituzionali, al rapporto con gli enti locali e alle aree metropolitane. Marco Montemagni (Pdci) al bilancio e alle politiche per il mare. Marino Artusa (Verdi) all’ambiente e alla tutela del territorio. Riccardo Conti (Ds) al territorio e alle infrastrutture, Gianni Salvadori (Margherita) alle politiche sociali, Enrico Rossi (Ds) alla sanità e Mariella Zoppi (Ds) alla cultura e allo sport.
Vista la composizione, considerati i nomi e analizzate le deleghe è possibile fare alcune considerazioni abbastanza rivelatrici. Intanto i Ds tengono saldamente in mano la maggioranza assoluta della giunta esprimendo Presidente e sette assessori. Solo apparente l’incremento di ruolo per la Margherita. Il partito passa da due a tre assessori ma sostanzialmente le deleghe restano le stesse del mandato precedente. Il ruolo gestionale di Gelli è quasi inesistente. Il carattere dell’uomo poi è molto mite. Nella scorsa legislatura la sua gestione della commissione sanità è stata sempre perfettamente in linea con il volere dell’assessorato anche quando il partito, in Consiglio, a dire la verità poche volte, provava a battere i piedi. Probabilmente è proprio per questo che si è guadagnato i galloni di vice Martini. I veri uomini forti della giunta sono Riccardo Conti e Enrico Rossi, entrambi votatissimi esponenti dei Ds. Non è un caso che mantengano le stesse deleghe del precedente mandato. Sanità, Viabilità, Trasporti, urbanistica, Infrastrutture assorbono come impatto politico e come spesa la stragrande maggioranza delle competenze regionali. Martini, Rossi e Conti sono in pratica il triunvirato che governa la Toscana. Il resto è abbastanza marginale. Ma anche qui la macchina, perfetta, dei Ds non ha voluto correre troppi rischi. Sintomatica la vicenda dei Verdi. C’è stato un lunghissimo bracco di ferro fra Martini e il partito del Sole che ride per la scelta dell’assessore all’ambiente. Candidato designato, da mesi, Fabio Roggiolani. Solo che l’uomo non è uno di quelli troppo inclini alle mediazioni. Ha delle idee, più o meno condivisibili, che difende con tenacia e puntiglio. Francamente un rischio per l’egemonia Ds. Così meglio passare la palla ad altri. Martini gli ha detto un no bello grosso e il partito ha dovuto incassare.
LA NUOVA GIUNTA REGIONALE: SETTE CONFERME E SETTE VOLTI NUOVI. AL COMANDO IL SOLITO TRIUNVIRATO: MARTINI, ROSSI E CONTI
Il primo partito di maggioranza esprime il Presidente e sette assessori, solo apparente l’incremento di ruolo per la Margherita, un indipendente, un Verde ed un Comunista italiano completano il quadro. Resta fuori come nella precedente legislatura lo Sdi, che però esprime con Riccardo Nencini il presidente del Consiglio regionale.

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