La Delsol è uno dei filosofi più attivi e interessanti del panorama francese contemporaneo. Con questo saggio, Elogio della singolarità, scritto alla fine del Novecento nell’arco temporale tra la caduta del muro di Berlino e l’11 settembre, intende rispondere ai quesiti che si presentano all’inizio dell’epoca nuova che si è aperta in seguito alla crisi delle ideologie del “secolo breve”.
Nella Prefazione all’edizione italiana, che l’Autrice ha ritenuto necessaria per via degli avvenimenti trascorsi nel decennio che la separa dalla prima edizione francese del 2000 che hanno visto la conferma e la crescita dei fenomeni analizzati nel libro, spiega ai lettori la sua tesi: “l’epoca attuale non rappresenta un’opposizione alle ideologie del XX secolo… Rappresenta invece la loro continuazione”.
Un XX secolo che, afferma la Delsol, si chiude nella vergogna del passato e si apre nel disprezzo per il futuro. Un mondo senza speranza, che in quanto tale non è capace di garantire l’esistenza della dignità umana. Questa attuale modernità tardiva che in apparenza vuole proteggere la dignità dell’uomo singolare, in realtà non fa altro che cancellarne la singolarità, come persona e come soggetto. Per la salvaguardia della dignità occorre invece garantire l’unità della specie umana, contro il criterio dell’ideologia della salute, che oggi discrimina tanto quanto hanno discriminato in passato i criteri di razza o di classe. L’uomo non è plasmabile a piacimento, è questa la lezione da imparare dai totalitarismi del XX secolo. La modernità tardiva tenta di perseguire l’opera di ricostruzione dell’uomo che i due secoli precedenti hanno tentato di cancellare non più tramite il terrore, ma attraverso l’arma della derisione dei valori spirituali.
L’individuo contemporaneo europeo crede di essere una persona singolare e autonoma, ma non è così perché l’autorità statale che sostituisce quella paterna non è affatto in grado di educare alla libertà e all’autonomia. Quindi, paradossalmente, cercando di evitare il ritorno di certezze oppressive egli risulta vuoto e plasmabile, e assomiglia in modo tragico a quello privo di coscienza che obbediva ai totalitarismi. Ma le tirannie future possono essere evitate solo con soggetti liberi dotati di indipendenza di spirito e di responsabilità personale che si impegneranno in prima persona nelle proprie azioni e diverranno i testimoni dell’etica che difendono. La modernità tardiva rifiuta come fanatici i conflitti per il territorio, la fede o la cultura, e si dà come unico scopo la difesa della vita. Tuttavia, l’uomo non consiste solo nella sua vita biologica, ma esiste attraverso e dentro un mondo culturale che deve difendere.
L’oblio della persona come entità singolare corrisponde oggi alla rinascita del panteismo. Il soggetto persona non anela all’immortalità che lo dissolve negli elementi, ma all’eternità nella quale sopravvive come singolarità. Perciò il soggetto non è liberato ma abolito dalla morte di Dio.
Chantal Delsol (Parigi 1947) è editorialista del «Figaro», docente di filosofia a Parigi, membro della Académie des Sciences morales et politiques. È autrice di numerose opere tra le quali ricordiamo i saggi L’Irrévérence, essai sur l’esprit européen (1993); L’Autorité (1994); La Grande Méprise, essai sur la justice internationale (2004); e i romanzi L’Enfance nocturne (1993); Quatre (1998).
Chantal Delsol, Elogio della singolarità. Saggio sulla modernità tardiva, collana Oche del Campidoglio, traduzione di Carla Maggiori, pagg. 272, euro 18.00, ISBN 978-88-95481, 52-4

Personaggio interessante la Delsol, che non conoscevo. E interessante che a pubblicarla sia questa casa editrice, una preziosa casa editrice!