Il significato storico, etico, culturale della Via intitolata a Craxi a Hammamet, mai potrà avere uguale riscontro di una Via intitolata in Italia. Lì, ha il significato di un omaggio al valore storico-politico, impersonato dall’amico fraterno scomparso per malattia, in Italia avrebbe, invece, il significato di un contentino ai socialisti Craxiani.
Il caso Craxi si affronta e si risolve con una severa rivisitazione storica del Socialismo e della sinistra politica, condizionata dalla presenza di un partito comunista giustizialista e contrario ad ogni revisionismo storico. L’analisi politica deve partire dall’Hotel Midas, che ha rappresentato una svolta politica epocale in Italia, poi capire perché il 1992 scoppia il caso “Mani Pulite” e, infine, arrivare allo scenario politico attuale, con la soppressione della funzione costituzionale dei Partiti e la gran confusione politica.
Craxi, in Italia, sia chiaro questo, non si riabilita con una Via, in centro o in periferia di una città o di un piccolo paese, occorre analizzare la storia politica italiana, europea e internazionale, di tutto il periodo legato al protagonismo di Craxi, contestualmente a quella dei partiti italiani e dei propri rapporti con gli Stati guida della politica internazionale, con un riferimento alla situazione emergente dei Paesi Mediorientali.
Tutto ciò, sembra difficile realizzarsi in Italia, dove gli schieramenti politici sono fondati su sudditanze internazionali e su miserie umane, perché privi di motivazioni ideologiche e culturali autonomi.
Il compito di difendere il Socialismo e di esaltare l’opera di Bettino Craxi come politico, statista e capo di governo spetta ai socialisti gelosi della loro storia e della memoria dei loro padri.
Occorre ritrovarsi tutti in una sola casa e con un solo proponimento: riacquistare il ruolo politico nazionale ed internazionale, di difensore dei valori, etici, democratici e sociali dei popoli.
Domenico Civitano

La complessità del problema, che Di Maro non vuol discutere, sta nel fatto che Craxi va visto come si guarda una moneta, due facce contrapposte, decisamente diverse ma di egual valore.
1)C’è la faccia del politico, dello statista di grande rilievo, il migliore che l’Italia abbia mai avuto.
Basti pensare alla dimostrazione di indipendenza internazionale data a Sigonella ed alla dimostrazione decisionale e di assunzione di responsabilità offerta con il taglio della scalabile.
Si può essere o non essere d’accordo sui contenuti, ma certamente un poco di quella determinazione farebbe molto bene anche all’attuale governo.
2)C’è l’altra faccia, quella meno nobile che è quella degli intrallazzi, delle tangenti, delle prevaricazioni, che ci sono state e che hanno portato alla distruzione del PSI.
A poco vale recriminare sulle responsabilità della Lega, degli ex comunisti o peggio ancora dei giudici giustizzialisti o del fatto che tutti rubavano , chi più chi meno in base alle possibilità.
(ma questa è un’altra storia) quello che fa testo , nel mio giudizio e penso nel giudizio di tutti i socialisti non craxiani,
È il fatto che, come diceva giustamente l’indimenticabile ed indimenticato Presidente Sandro Pertini, “un socialista deve essere prima di tutto un galantuomo”
L’intervento di Malabrocca merita, una riflessione.
Partecipare ad un dibattito, scrivere un articolo per un giornale, significa avvertire il bisogno intrinseco di esternare la propria convinzione su un determinato argomento d’interesse generale.
Ciò, generalmente, si fa con una disquisizione dei fatti, ampia e completa, in modo da mettere l’interlocutore o gl’interlocutori, nelle condizioni di poter convenire o dissentire. In più, ai dibattiti si partecipa con la consapevolezza di non detenere il verbo della verità. Anzi, si deve ambire ad arricchire le proprie conoscenze attraverso quelle degli altri. Un dibattito non è un duello che si chiude con un vinto e un vincitore. E’, invece, la ricerca della migliore soluzione per l’oggetto della discussione.
Un problema diventa complesso, quando non si ha la giusta preparazione per affrontarlo. Allora, conviene zittire.
li, 5.1.2007
Domenico Civitano Bitetto (BA)
il Sig. Malabrocca non merita una risposta.
La problematica che solleva il Compagno Civitano invece ci induce a porci l’interrogativo se abbiamo fatto fino in fondo l’analisi, ed i conti, con l’Uomo politico Craxi, il progetto craxiano ed il craxismo nel suo complesso.
C’è stato un tentativo, molto squallido e che è arrivato al capolinea, di ridurre il tutto ad un fenomeno da aule giudiziarie.
L’ho scritto di recente anche sul sito http://www.ilcantiere.org che la Sinistra Italiana, tutta, deve fare ancora un’analisi, ed i conti, con Craxi ed anche con Occhetto perchè non possiamo lasciare alle future generazione solo i nomi di Prodi e D’Alema.
E’ giunta l’ora.
Perfetto, scrivi come”un libbro stampato”, ma… il problema è molto più complesso!