Agli inizi del XIX secolo, il Conte e fratello libero muratore Stanislav Potozkyi fece costruire nei pressi della città di Uman, in Ucraina, un magnifico giardino di venti ettari in parte all’italiana, per amore di sua moglie Sofia . Tra i celebri massoni di quegli anni, spicca a cavallo dell’epoca napoleonica, conte e gran maestro della loggia di Poltava “ Cuore e Amore” Ivan Kotljarevskij, poeta e scrittore di lingua ucraina, conosciuto per avere scritto la parodia“ Eneide”. Scrisse, anche, il libretto dell’opera “ Natalka Poltavka”, per il musicista massone Lisenko, fino ad oggi sempre presente nei cartelloni lirici dei teatri delle più importanti città. Kotljarevskij , ebbe anche il merito di rendere liberi i contadini delle sue terre. La lingua ucraina sarà la lingua per eccellenza dei massoni che si svilupperanno in particolar modo a Leopoli. L’influenza di questo maestro e della Francia napoleonica, dopo la battaglia di Borodinò e poi di Waterloo, darà impulso al gruppo di nobili ufficiali dell’impero russo dei Decabristi; gli Ufficiali dell’esercito zarista che cospirarono e perirono per ottenere la libertà e l’emancipazione attraverso le idee portate avanti dalla massoneria. Questi, ebbero ad organizzare militarmente cosacchi e contadini durate la ritirata dell’esercito napoleonico. Il valore e l’energia di questi uomini delle steppe fu grande da suscitare nei Decabristi un sentimento di riconoscimento morale e civile. Tra i Decabristi partecipò anche Puskin, ma molti erano ufficiali di logge di Kyiv, Poltava, Odessa ,Harkiv e Leopoli che vivevano in San Pietroburgo quando Alessandro I vietò la libera muratoria. Essi prepararono un colpo distato ai danni dello Zar. Scoperto, di questi massoni, cinque furono impiccati e gli altri furono deportati in Siberia dove li raggiunsero le consorti che preferirono perdere il loro titolo nobiliare pur d’essere di conforto a quei generosi fratelli, mentre s’impegnarono ad aprire scuole per i bambini. I Decabristi erano anche in contatto con fratelli italiani come il pistoiese Renato Risaliti e Niccola Monti dell’accademia di belle arti a Firenze e affiliato alla Carboneira bolognese, che prese accordi con i movimenti insurrezionali polacchi e, appunto, anche con i Decabristi. o come Alessandro Posso nato in Ucraina a Mikolaiv collaboratore dei generali Volkonskij e Pestel. Per una parte dell’intellighenzia , la massoneria era fonte di ispirazione e ribellione al potere assoluto dello Zar proprio negli anni dove lo spirito libertario francese aveva preso ampio campo. In seguito, furono proprio i moti del ’48 in tutta Europa e i giorni della Repubblica romana del 1849, del triunvirato Mazzini, Saffi, Armellini, a suscitare nuove speranze tra i massoni ucraini che colsero l’esempio per ricostruire il sentimento unitario attorno a Kyiv e al Dnepr, il grande fiume anima della “terra di confine” che al tempo di Adriano e Traiano era stata dei Sarmati, nella speranza di riunire il vasto territorio dall’estuario del Danubio, alla Crimea, fino ai Carpazi e alla massonica Leopoli. Coevo, infatti, di Mazzini, poeta nazionale e pittore, celebrato con statue in tutte le piazze delle città ucraine, fu Taras Shevchenko della fratellanza Cirillo Metodiana , ovvero coloro che codificarono l’alfabeto cirillico nell’ottavo secolo dopo Cristo. Shevchenko, che sarà anche il primo a tentare la traduzione in ucraino della “ Divina Commedia” , fu servo della gleba, riscattato al principe polacco Enghelgard, per la sua libertà dai grandi artisti di San Pietroburgo come Brjullov. Shevchenko pagherà la sua affiliazione alla massoneria con l’esilio militare in Kazakistan col divieto di dipingere e scrivere poesie per ben 17 anni. Ma la massoneria ucraina non smise mai di esistere. Dopo la morte del pittore e poeta nel 1862, celebri massoni furono il professore slavista Micolay Kostamarov, vicino alle idee di Mazzini già ampiamente affiorate sui giornali fin dal 1834, come poi Dragomanov che visitò l’Italia. In quegli anni dei moti, Odessa ospitò l’emissario di Mazzini, Cuneo e il giovane Garibaldi. Ancora dopo Dragomanov, professore universitario, si continuò ad iniziare neofiti in terra di ucraina, chiamata impropriamente “ Malorossia” a suggello dell’impero che cercava di annullare le differenze. Celebri nomi di patrioti furono fratelli, come il letterato, Frankò , Gran Maestro della massoneria ,che scrisse sempre in ucraino. Frankò, morì nel 1916 prima della fine della guerra, quando doveva essergli riconosciuto il Nobel per la letteratura. Dopo l’armistizio firmato dal massone Kerenskij nel 1917, tra i tedeschi e i russi a Brest Litovsk, luogo tra la Bielorussia e la Polonia, l’Ucraina finalmente raggiunse il suo faticoso sogno di unità proprio con un altro massone, il presidente Scoropadskij in lite con Petlyura. Entrambi massoni Scoropadskij e Petlyura, non riuscirono a trovare un accordo per salvare l’Ucraina che Scoropadskij voleva vicino all’Austria Ungheria. Fatalmente la prima repubblica di Ucraina, che come l’Italia da terra divisa e occupata cercava una nuova vita, identità e unità, si sciolse con la pace di Versailles e la fine della guerra sotto i colpi di Trotskij, e Lenin. Petlyura fuggì a Parigi e assassinato nel 1926 da un folle filo sovietico. Scoropadskij , invece, si rifugiò in Germania lasciando ormai l’Ucraina sotto il pugno duro dei bolscevichi. Da questo momento la massoneria ucraina visse ancora di più in clandestinità, molti dei fratelli perirono nei lager, o subirono l’Holodomor. Ma ormai caduto il muro, le logge che un tempo erano fiorenti, da Lviv, ossia Leopoli, fino a Odessa, rivivono ai giorni nostri.
Enrico Martelloni
Fonti:
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Status, Costitution et Reglement general Gran Loge Nationale Francaise. – Paris. 1998
Eikin B. Attempts to revive Fremasson Russian// Slavonic and East European
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Hass l. Z dziejow wolnomularstva w miedzywojennej Europie srodkowowschodniej // Kwartalnok
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Hass L. Dni wielkosci. O masonerii rosyjskiej poczatku XX wieku // Ars Regia. Warszawa. – 1995/1996. N°1/2.
Il mazzinianesimo nel Mondo – Mikula Varvacev – Pisa – 1996

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