Non è un fatto storicamente eccezionale il conflitto in atto tra la Magistratura e la Politica, intendendo per essa il Parlamento. Tale conflitto, assume carattere incomprensibile, quando si legge la Carta costituzionale e si considerano lo sforzo umano e l’impegno culturale, dei Padri costituenti, a scrivere le norme per armonizzare ogni aspetto della vita pubblica del nostro Paese, liberato dalla dittatura fascista.
Ciò che oggi desta scandalo è l’arroganza di taluni giudici nel calpestare la legge e, quindi, la sovranità del Popolo in nome del quale, svolgono le loro funzioni.
L’Art. 101 della Costituzione recita: “La giustizia è amministrata in nome del popolo”. “I giudici sono soggetti soltanto alla legge”.
Il giudice emette la sentenza in nome del popolo e sanziona o assolve in conformità a precise norme dei codici. Il giudice è per natura giuridica un dipendente dello Stato, avendo superato un concorso pubblico come avviene per gli altri dipendenti dello Stato. E’ sempre lo Stato che predispone le norme dell’ordinamento giudiziario.
Le disposizioni dell’Art. 104 della Costituzione garantiscono alla Magistratura autonomia e indipendenza da tutti i Poteri dello Stato. Ciò, per evitare ogni ingerenza, nella funzione giurisdizionale.
Lo stesso articolo vieta ai giudici, finché sono in carica, di iscriversi ad albi professionali, a far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
Infrangono la legge, i giudici che chiedono la sospensione delle funzioni e diventano parlamentare dopo essere stati eletti. Lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura non deve avvallare certe situazioni palesemente contro legge. Può, in tal caso, intervenire il Ministro della giustizia promuovendo il provvedimento disciplinare presso il CSM.
La Costituzione implicitamente vieta al giudice di appartenere organizzativamente a un partito politico perché vanificherebbe il principio della terzietà del giudice, e andrebbe incontro alla ricusazione da parte dell’imputato di tendenza politica diversa.
A mettere in discussione la Carta costituzionale è proprio la Magistratura che non fa mistero ad assumere un atteggiamento sfrontatamente antigovernativo con lo scopo di eliminare ogni forma di partito per assumerne direttamente il potere legislativo. L’offesa propugnata quotidianamente al popolo che ha votato l’attuale governo sta raggiungendo i limiti di guardia. Ci sono tutti i presupposti che sia proprio il popolo a chiedere la dittatura per consentire al dittatore di pensare a come risolvere i problemi della crisi economica, dei valori etici, della boriosità dei certi politici e taluni giudici. In Germania e in Italia la dittatura fu sorretta dal popolo. Certi avvenimenti non si devono dimenticare!
Domenico Civitano

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