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La loro superficialità nel giocare con e sulla pelle della gente è terrificante

Dalle comiche al teatro dei guitti al drammone a forti e fosche tinte. Speriam non sfoci in tragedia greca.

di Carla Ceretelli | 11 Febbraio 2019

Noi vecchi abbiamo un senso. Siamo pieni di vita. Da raccontare. I giovani sono pieni di vita,  da vivere. Ma, prima, se vogliono essere mentori,  devono studiare. E sodo. Non per un’  istruzione superficiale ma con  approfondimento e comprensione.

Chi corre su vette alte senza aver fatto alcuna preparazione atletica rischia di capitombolare.

L’ultima perla di quelle che pesano come un macigno è l’allusione alla democrazia millenaria della Francia. Per farsi perdonare per l’ essere andato a braccetto con i giubbetti gialli. Ma come spesso succede la pezza è peggio del buco. Giggino per scusarsi ulteriormente  sostiene che  è stato un refuso, dimostrando di non conoscere neppure  la differenza fra refuso e lapsus. Speriam che non vada oltre con le pezze.

Ma  la stupidità  è peggiore della cattiveria. La prima è puro istinto e non si guarisce.

Dalla seconda ci si può redimere e fare scelte  eticamente migliori.

 

Qualcuno sostiene che il fatto non è grave. Infatti, a mio avviso,  è gravissimo.

Se  ci si distrae un attimo  e con il Ministro Di Maio  si parla di   Illuminismo, magari si rischia che ci faccia pagare  una  bolletta. 

 

Quanto al comportamento anti istituzionale è ormai la prassi  di ministri che continuano a giocare o combattere  su due fronti. Quello politico, in perenne campagna elettorale, che va a discapito del ruolo che dovrebbero esercitare e per il quale hanno giurato sulla Costituzione Repubblicana.

Qualcuno gli ricordi che c’è stata già una rivoluzione oltralpe. E che  qualcuno ci perse anche la testa. No, non trattasi di ingenuità, come ancora qualcun altro sostiene,  ma di  estrema stupidità e saccenteria alle stelle che sfiora il delirio di onnipotenza. Tanto stupidi  da non approfondire pensieri e parole.  Esposti  a vanvera. Senza neppure preoccuparsi di   dare un’occhiatina a google prima di scrivere o esprimersi con   esternazioni  indecenti. O, almeno,  farla dare ai sodali che lo circondano,  No, basta, la misura è colma. E non vogliamo dire della crisi diplomatica in atto che non si sa dove ci potrebbe portare.

Un aneddoto personale. Al mio esame di terza media, di quella con il latino, quella non unificata, mi chiesero la data del Congresso di Vienna. E io detti  una data sbagliata. La storia era il mio tallone d’Achille. Per il resto ero piuttosto brava. Fui rimandata a ottobre, allora usava così. Soltanto in storia. L’episodio mi ha seguito nella vita. Sono sopravvissuta all’onta,  ma lo ricordo come se fosse accaduto ieri e non oltre mezzo secolo fa. E, forse, in qualche modo mi ha aiutato nella mia  evoluzione personale. Da quell’esagerato  severo autoritarismo siamo passati al permissivismo parimenti esagerato. E nessuno dei governi postsessantottini ha  saputo dar vita a una riforma  scolastica  correttamente  equilibrata.

Per tornare al tema. Non è grave il fatto che Giggino abbia dimenticato un evento, ancorchè fondamentale.  Ci sta, nella foga del discorso. Ma  qui trattasi di missiva  il cui destinatario è, attraverso Le Monde,  il Presidente della Repubblica Francese. Non il suo pen pal, come si diceva una volta.  Così come lo scilinguagnolo  inarrestabile del suo omologo alle infrastrutture. Che parla in corsa per evitare domande alle quali non risponde mai a tono. Della serie si faccia una domanda, si dia una risposta.

Ecco,  la gravità sta nella loro superficialità.  Si sono arrampicati sulla vetta senza avere prima  studiato il terreno di marcia. Senza rendersi conto che poteva essere molto accidentato.  Spero che una caduta e un bel capitombolo li seppelliranno. Nessuno deve farsi  troppo male. Soltanto levarsi  di torno.

Perchè davvero ci stiamo  strappando capelli e stracciando le vesti.  Questo governo lo ribadisco, anche se qualcuno dissentirà , è formato da “fazioni “ votate dalla maggior parte degli italiani. Fazioni opposte. Giovani e ruspanti, ma anche   cittadini  equilibrati ,  moderati intelligenti e colti stanno avendo contezza che   la maggioranza  che costituisce questo esecutivo è fittizia e chi ha votato le due diverse fazioni poi coalizzate con la coccoina,  non si aspettava certamente questo risultato. Darei un cent per sapere  se soltanto uno di quegli elettori aveva previsto questo epilogo.

Consiglio benevolmente ma con forza una pausa di riflessione. Un paio di mesi in ritiro spirituale.

Note a margine

“Forse l’etica è una scienza scomparsa dal mondo intero.  Non fa niente, dovremo inventarla un’altra volta.”  diceva Jorge Louis Borges.

“Volevo curare gratis i politici matti. Hanno detto no. Per “curarli” sarei andato gratuitamente a Palazzo Chigi per due settimane ma non mi hanno voluto”. Vittorino Andreoli  da “Il rumore delle parole”

 

Carla Ceretelli

 

Pubblicato in : EditorialeTag: autoritarismo, campagna elettorale, costituzione, crisi, democrazia, discorso, epilogo, francia, giovani, governo, mondo, mondo intero, palazzo chigi, presidente della repubblica, repubblica, repubblica francese

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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