Noi vecchi abbiamo un senso. Siamo pieni di vita. Da raccontare. I giovani sono pieni di vita, da vivere. Ma, prima, se vogliono essere mentori, devono studiare. E sodo. Non per un’ istruzione superficiale ma con approfondimento e comprensione.
Chi corre su vette alte senza aver fatto alcuna preparazione atletica rischia di capitombolare.
L’ultima perla di quelle che pesano come un macigno è l’allusione alla democrazia millenaria della Francia. Per farsi perdonare per l’ essere andato a braccetto con i giubbetti gialli. Ma come spesso succede la pezza è peggio del buco. Giggino per scusarsi ulteriormente sostiene che è stato un refuso, dimostrando di non conoscere neppure la differenza fra refuso e lapsus. Speriam che non vada oltre con le pezze.
Ma la stupidità è peggiore della cattiveria. La prima è puro istinto e non si guarisce.
Dalla seconda ci si può redimere e fare scelte eticamente migliori.
Qualcuno sostiene che il fatto non è grave. Infatti, a mio avviso, è gravissimo.
Se ci si distrae un attimo e con il Ministro Di Maio si parla di Illuminismo, magari si rischia che ci faccia pagare una bolletta.
Quanto al comportamento anti istituzionale è ormai la prassi di ministri che continuano a giocare o combattere su due fronti. Quello politico, in perenne campagna elettorale, che va a discapito del ruolo che dovrebbero esercitare e per il quale hanno giurato sulla Costituzione Repubblicana.
Qualcuno gli ricordi che c’è stata già una rivoluzione oltralpe. E che qualcuno ci perse anche la testa. No, non trattasi di ingenuità, come ancora qualcun altro sostiene, ma di estrema stupidità e saccenteria alle stelle che sfiora il delirio di onnipotenza. Tanto stupidi da non approfondire pensieri e parole. Esposti a vanvera. Senza neppure preoccuparsi di dare un’occhiatina a google prima di scrivere o esprimersi con esternazioni indecenti. O, almeno, farla dare ai sodali che lo circondano, No, basta, la misura è colma. E non vogliamo dire della crisi diplomatica in atto che non si sa dove ci potrebbe portare.
Un aneddoto personale. Al mio esame di terza media, di quella con il latino, quella non unificata, mi chiesero la data del Congresso di Vienna. E io detti una data sbagliata. La storia era il mio tallone d’Achille. Per il resto ero piuttosto brava. Fui rimandata a ottobre, allora usava così. Soltanto in storia. L’episodio mi ha seguito nella vita. Sono sopravvissuta all’onta, ma lo ricordo come se fosse accaduto ieri e non oltre mezzo secolo fa. E, forse, in qualche modo mi ha aiutato nella mia evoluzione personale. Da quell’esagerato severo autoritarismo siamo passati al permissivismo parimenti esagerato. E nessuno dei governi postsessantottini ha saputo dar vita a una riforma scolastica correttamente equilibrata.
Per tornare al tema. Non è grave il fatto che Giggino abbia dimenticato un evento, ancorchè fondamentale. Ci sta, nella foga del discorso. Ma qui trattasi di missiva il cui destinatario è, attraverso Le Monde, il Presidente della Repubblica Francese. Non il suo pen pal, come si diceva una volta. Così come lo scilinguagnolo inarrestabile del suo omologo alle infrastrutture. Che parla in corsa per evitare domande alle quali non risponde mai a tono. Della serie si faccia una domanda, si dia una risposta.
Ecco, la gravità sta nella loro superficialità. Si sono arrampicati sulla vetta senza avere prima studiato il terreno di marcia. Senza rendersi conto che poteva essere molto accidentato. Spero che una caduta e un bel capitombolo li seppelliranno. Nessuno deve farsi troppo male. Soltanto levarsi di torno.
Perchè davvero ci stiamo strappando capelli e stracciando le vesti. Questo governo lo ribadisco, anche se qualcuno dissentirà , è formato da “fazioni “ votate dalla maggior parte degli italiani. Fazioni opposte. Giovani e ruspanti, ma anche cittadini equilibrati , moderati intelligenti e colti stanno avendo contezza che la maggioranza che costituisce questo esecutivo è fittizia e chi ha votato le due diverse fazioni poi coalizzate con la coccoina, non si aspettava certamente questo risultato. Darei un cent per sapere se soltanto uno di quegli elettori aveva previsto questo epilogo.
Consiglio benevolmente ma con forza una pausa di riflessione. Un paio di mesi in ritiro spirituale.
Note a margine
“Forse l’etica è una scienza scomparsa dal mondo intero. Non fa niente, dovremo inventarla un’altra volta.” diceva Jorge Louis Borges.
“Volevo curare gratis i politici matti. Hanno detto no. Per “curarli” sarei andato gratuitamente a Palazzo Chigi per due settimane ma non mi hanno voluto”. Vittorino Andreoli da “Il rumore delle parole”
Carla Ceretelli

Lascia un commento