
Dall’inizio di questa battaglia, l’elemento più evidente è stato quello della diversità – spesso forzosamente convertita in estraneità dagli avversari – di Matteo Renzi rispetto a Bersani e Vendola, una diversità insita nella sua età, nel suo percorso, nella sua scelta di battersi apertamente invece che al riparo di qualche corrente o negli angoli dei corridoi del Palazzo, una diversità di approccio, di linguaggio e di ingaggio tanto palese da rischiare di diventare l’elemento focale, e dunque quello pericolosamente più discusso, dell’intera competizione, mettendo in ombra aspetti e contenuti meno attraenti, anche in termini mediatici, benchè presenti e del tutto determinanti. Il procedere della campagna elettorale, con i candidati impegnati in modi e luoghi diversi, ha contribuito ad esasperare il gioco della ambivalenza diversità-estraneità opposta a quella, altrettanto ambigua, di omogeneità-appartenenza, due fronti sui quali si è tentato di polarizzare, e quindi cristallizzare e quindi ridurre, i termini di uno scontro che invece, a ben guardare, si annunciava più profondo e persino determinante rispetto alla crisi gravissima del sistema politico che fin qui ci ha governati.
La Leopolda ha dunque rappresentato una necessaria ed utile occasione di lettura dell’intero attraverso le sue molteplici differenze, e volendo trarne una sintesi necessariamente ristretta, potremmo procedere per tre sommi capi.
Il programma: non stupisca se lo mettiamo al primo posto, non solo perchè c’è ed è stato sviscerato ampiamente, ma perché costituisce un elemento forte di differenza, rispetto a quello del ticket Bersani-Vendola. Lo dimostra il fatto che l’intervento che ha ricevuto la maggiore attenzione ed il consenso più ampio è stato quello di Pietro Ichino, autore della proposta riguardante il lavoro – una proposta che c’è, chiara, efficace, convincente, una proposta che dall’altra parte invece latita, viene affidata a formule vaghe, rimbalza sulle dichiarazioni spesso del tutto divergenti di Bersani e Vendola che non possono offrire ai propri elettori un programma condiviso perchè non c’è, stante la profonda diversità di idee che hanno su questo tema fondamentale, e che evidenzia tutta la fragilità di un compromesso elettorale destinato ad infrangersi alla prova di governo. Allo stato attuale delle cose, è possibile affermare con sincerità che l’unico candidato che è in grado di presentare con chiarezza le proprie intenzioni agli elettori di centrosinistra è Matteo Renzi; si può e si deve discutere sul suo programma, ma è indubbio che è offerto al giudizio di tutti in modo netto ed articolato, senza lasciare spazio ad ambiguità e vaghezze destinate a diventare, in caso di vittoria, varchi aperti ad estenuanti, debilitanti e paralizzanti trattative interne.
Il partito: non scopriamo oggi che in gioco, oltre ma soprattuto prima, della designazione di un candidato alle elezioni politiche, c’è una idea di partito che vede Matteo Renzi su un fronte opposto, e del tutto solitario, rispetto a Bersani. Su questa idea – spesso semplificata ma di nuovo ridotta alle primarie come pericolosa occasione di scontro sostituita al Congresso – si gioca in realtà una battaglia ben più ampia, che non è solo quella dell’identità e della vocazione del Pd, così come erano state disegnate al Lingotto da Veltroni e lasciate poi sulla carta per manifesta incapacità di concretizzarle, ma anche quella della necessita di contemporaneità di una sinistra italiana fin qui del tutto incapace, se non a parole, di collocarsi nel quadro più ampio della sinistra europea e mondiale cui pure sostiene di ispirarsi. Il blocco sclerotizzato di una dirigenza vecchia, e vecchia sia detto una volta per tutte di idee, di approcci e di comportamenti, ha mantenuto il partito chiuso in difesa di una rendita di posizione e lo ha reso del tutto incapace di allargare la propria base elettorale e dunque la propria credibilità come forza capace di governare in modo convincente un paese. Qui picchia duro l’argomentazione ripresa da Renzi anche nel suo discorso di chiusura alla Leopolda, ovvero quello della ricerca di consenso “appaltata a terzi”: il Pd sconta la propria incapacità di attrazione sull’elettorato moderato trattando una alleanza post-elettorale con Casini, mentre Renzi sostiene che un partito credibile e convincente quel voto se lo va a cercare in prima persona, e lo affida al patto con i cittadini, prima delle elezioni, chiaro e sottratto agli accordi fra segreterie di partito.
La politica: da quanto detto sopra, sia pure in estrema sintesi, consegue – ma di fatto precede – una idea di politica concepita come strumento agile, efficace, interpretativo ed operativo al tempo stesso. Il meccanismo dell’elezione diretta – l’auspicata legge elettorale a modello di quella dei sindaci – il patto con gli elettori stabilito con chiarezza, un mandato netto a governare, una selezione autentica attraverso le primarie, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, la riduzione di tutti gli apparati istituzionali, sono le vere risposte che si è chiamati a dare tanto alla crisi irreversibile della vecchia politica, corrotta e malata della sua stessa impotenza, quanto al frutto avvelenato che ha generato, ovvero quell’antipolitica populista e fondata solo sul rifiuto a prescindere che è rappresentata da Grillo. E anche qui Renzi picchia duro nel ricordare quello che è successo a Parma, dove un Pd sicuro di vincere ha scelto l’usato sicuro di un candidato di partito ed ha fatto vincere Pizzarotti, salvo poi commentare con Bersani: non abbiamo perso, abbiamo non vinto. Ma un partito che ha perso il contatto con il suo elettorato e soprattuto non ha gli strumenti per leggere ed interpretare al meglio la contemporaneità ha già perso prima ancora di correre, e la sconfitta sta nello snaturamento della sua stessa ragione d’essere, che dovrebbe essere costruita su un forte vincolo di rappresentanza del proprio elettorato, vincolo che non si crea sulla passiva accettazione delle scelte di una dirigenza distante dal paese, ma che necessita del costante rapporto di scambio e di confronto con i cittadini.
Dunque, i tre giorni della Leopolda ci hanno consegnato una netta definizione di una proposta che, ad una settimana dal primo turno delle primarie, è offerta in modo chiaro e senza fraintendimenti al giudizio ed alla scelta dell’elettorato del centrosinistra. La battaglia è aperta, e presto ci darà risposte definitive – una cosa è certa, queste primarie contengono in sè una autentica contendibilità che investe non solo i candidati ma la concezione stessa di partito e di politica, e comunque vada la sfida, ci daranno una risposta molto significativa sul grado di consapevolezza dell’elettorato di centrosinistra rispetto a questi temi. Che non sono marginali ma investono una questione fondamentale per tutti noi, ovvero quale natura e quale direzione vorremmo dare oggi al nostro paese ed alla nostra democrazia – per questo, e solo per questo, ci auguriamo che la affluenza sia alta, perchè alla fine saranno i cittadini a dire chi è, cosa fa e come pensa l’Italia oggi.

Scusate solo un fuori onda che credevo aver cancellato, causa tastiera wireless con batterie esauste…
Grazie a radio 105 Renzi si troverà con cento volte tanti di amici, passerà al ballottaggio e se saprà promettere
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Scusate anche questo è un fuori onda, che credevo aver cancellato e non val la pena che correggo.
Questa notizia, Marzio, é uscita anche su ANSA.IT, non mi sembra squallida ma realista, la politica si fa prima per se stessi e per i propri “amici” (come quelli di facebook, il concetto di amicizia oggi vale meno di una moneta da 2 centesimi), gli altri candidati farebbero lo stesso.
Quello che trovo squallido é il modo becero in cui Renzi si esprime e non capisco come Chiara possa andare al di là di questo atteggiamento sbruffone e “scaciato”per sostenerne le idee, io non riesco e purtroppo mi fermo prima.
ANSA, che generalmente é un po’ piu’ neutrale, assegna a Bersani una probabile vittoria già al primo turno con un distacco su Renzi di quesi il 20%, deve esserci in questa persona qualcosa che non passa.
Renzi, se voleva vincere, invece di cambiare l’osteria nella quale mangia da anni, doveva crearne una sua, lo dico da sempre, ma probabilmente non aveva abbastanza finanziamenti per farlo, appunto,un Berlusconi povero.
UNA CILIEGINA: ANDATE AD ASCOLTARE E VEDERE LO SQUALLIDO MATTEO RENZI SU AFFARITALIANI.IT NELL’INTERVISTA A RADIO 105.
Caro Adalberto,
non do alcuna indicazione di voto perché non sono un elettore del PD, non voterei PD comunque, e perché i partiti europei e italiani non sono ancora i partiti americani, ammesso che sia corretto parlare di partiti per gli States. Quanto alle primarie PD non capisco questo intrufolarsi in casa altrui con la scusa di cambiare il maggiordomo alle spalle degli abitanti della dimora. Se questo diventasse un principio generale si potrebbero creare vere milizie di elettori mercenari pilotati da una primaria all’altra dei vari partiti per ottenere il risultato voluto, fino alla costituzione non di due schieramenti ma del partito unico dell’opinione dominante. Un modo come un altro per reinterpretare la marcia su Roma in chiave democratica e senile, ma sempre marcia su Roma sarebbe.
Dibattito effervescente, non c’è che dire. Ancora una volta Chiara Boriosi, tra corretteza , chiarezza e ironia , è riuscita ad informare e interessare. Sono d’accordo con Pio Borri ( a chi va a votare suggerisco, nonostante tutto, il voto a Renzi ); e anche, letto il commento ad un altro pezzo, con Silla Cellino.
Dato che discutiamo e conversiamo ( con pensiero libero, va da sè ) e non dobbiamo – non dovremmo – dare lezioni ( a chi, poi? ) , mi permetto di esprimere una curiosità, chiedere un semplice chiarimento: Trevigiano (qui tre interventi ), Paolo Francia ( qui quattro interventi ), l’amico Marzio Siracusa ( qui nove interventi ) quale indicazione di voto danno , tra i cinque candidati ?
ovviamente, astensione!
Ovviamente Renzi, ma mi preoccupo che se venisse eletto, Chiara finisca al Corriere…
Trevigiano, io non sono giovane, non ho nulla in comune conr Emilio Fede – visto che non sono al soldo di nessuna lobby – nè tanttomeno soffro di palpiti presenzialisti. Le prime file non le ho mai frequentate perchè ho sempre vissuto con dignità la mia scelta di marginalità poltiica, e andare a fare un lavoro insieme a tanta altra gente non ti dà nessuna ebbrezza semmai ti rende ancora piu attenta alle sfumature delle diverse posizioni.
In questo pezzo ho dato conto di quanto segue: alla Leopolda, come da tempo annunciato, è stato presentato per esteso il programma di Renzi; detto programma si differenzia da quello di Bersani; alle primarie si pone una scelta fra programmi diversi ed idee diverse riguardo al partito ed alla poltiica; saranno gli elettori a decidere. Punto. Se leggi la rassegna stampa di quei giorni, troverai le stesse cose su tutti i giornali, siti e blog che ne hanno parlato. Aggiungi anche che in questi mesi ho seguito altri pubblici incontri di Renzi – di cui la stampa ha a io ammette reso notizia, mi riferisco alla festa del Pd a Firenze, ed al,suo discorso al PalaMandela, sempre a Firemze dove il,Corriere aveva tre inviati – senza parlarne nei mie pezzi. La,Leopolda, come evento nazionale e per di più a Firenze, l’abbiamo sempre seguito, ma pare che solo quest’anno abbia turbato tanto le coscienze, a quanto pare.
Comunque, stai tranquillo, i miei orgasmi li riservo per qualcosa di meglio della “prima fila di un evento improvvisamente nazionale” – grazie a Dio, non ho ancora bisogno di surrogati di così poco conto.
Scusate il disturbo ancora, ma di che state cianciando? Se Trevigiano si altera perché Chiara scrive quello che pensa sono fatti suoi, ma le lezioncine di etica professionale le riservi per favore ad altri. Pensavo che su Pensalibero ognuno potesse dire la sua, appunto liberamente (non solo liberaLmente), senza che qualcuno alzi il ditino e dar lezioni. Nella home page di questa settimana, sulla questione primarie ci sono varie posizioni, compresa quella del direttore che ha deciso di fare coming out dichiarando la propria preferenza per Bersani. Benissimo, ma questo non vuol dire che ciò obblighi gli altri frequentatori a cospargersi il capo di cenere perché la pensano diversamente. Chi scrive ha anch’egli espresso la propria preferenza per Renzi, senza nascondere le critiche ad aspetti della sua strategia politica e del suo background. Nel mercato disponibile mi sembra la scelta meno peggiore. Ma cos’è la democrazia, in fondo, se non la concretizzazione del principio del meno peggio?
Carissima,
Se ammetti d’aver sofferto per un attimo della sindrome di Emilio Fede, perché tu giovanissima reporter ti eri vista onorata della prima fila in un evento improvvisamente Nazionale, basta che lo fai solo col tuo confessore, diventerai una grande giornalista, le qualità non ti mancano, sei Toscana il che aiuta e sono sicuro, che in mezzo a tutti questi monti, il grande Montanelli ti manchi quanto a noi.
P.s. Tanto per farti felice, ti rammento che di Maroni scrissi a suo tempo che era un buon Ministro degli Interni, sono sempre stata molto critica sulle posizioni della Lega e non è colpa mia se i fatti mi hanno dato ragione.
Caro Trevigiano, c’è sempre da imparare da tutti, figurati poi da un professionista come Nicola. Detto questo, ti faccio,osservare quanto segue: a me non interessa indottrinare nessuno, perchè la libertà di scelta che riconosco a me stessa la riconosco anche agli altri, prova ne sia – fra le altre – che qui rispondo sempre a tutti. Negli anni, ho scritto del centrodestra, del centrosinistra, della Lega, di Vendola – tanto per citarne alcuni – ed il confronto con il lettori è stato sempre ampio, aperto e corretto. Caso vuole, e facciamo finta di non capire come mai, che se e quando scrivo di Renzi invece la sernità si perde, non da parte mia ma da parte degli altri. Guarda il caso presente: vado tre giorni alla Leopolda, seguo tutti i lavori, faccio un resoconto in diretta, poi scrivo un pezzo riassumendo in tre punti – con evidenti limiti di sintesi, perchè tre giorni in cinquemila battute non ci stanno – le sostanziali differenze che corrono fra la proposta di Renzi e quella del duo Bersani- Vendola. un’operazione corretta, amico mio, da qualunque punto di vista tu la voglia guardare. Ma diventa subito propaganda, chissà perchè. Eppure anche il nostro Direttore ha preso posizione, nel suo,pezzo online ora spiega perchè, secondo lui, Bersani è più adatto di Renzi in quella che lui ritiene una missione importante per la,sinistra italiana, e trovo legittimo che lo faccia, perchè si firma ed espone le sue idee, esattamente come faccio io. Se ru avessi partecipato a qualche incontro di Pensalibero, sapresti che c’è un principio che difendiamo tutti con convinzione: il pluralismo, in nome del quale siamo nati, cresciuti me prosperiamo come testata di opinione. E opinione non vuol dire propaganda, perchè se volessi farne, mi sarei iscritta ad un comitato di Renzi ed avrei lavorato per lui, cosa che invece non ho fatto, ho seguito sempre e solo incontri pubblici e l’ho fatto da semplice e libera cittadina oppure in sala stampa per renderne conto ai nostri lettori. Se poi sono così onesta da dichiarare per chi voterò, bè di questo non vorrai farmi una colpa, anche perchè su un punto puoi stare tranquillo: a me non verrà alcun vantaggio dalla mia scelta personale.
Cara Chiara,
All’italiana ti leggo sommersa dai lamenti dei lettori, con la mente avvelenata dai giornali e a tua volta in difficoltà.
Intanto fuori dalle mode ogni bambino può capire che la ricchezza mondiale cresce ogni giorno esattamente dell’energia proveniente dal sole moltiplicata per 1/2 della superfice della terra e sono cretini quelli che si fanno convincere dai giornali che stia cambiando qualcosa.
Quanto ai giornali vorrei tu imparassi dal tuo grande Direttore e diventassi migliore e più professionista, sono sicuro che lui apprezza Renzi più di te, ma la sua professionalità fa si che si mantenga imparziale.
Noi lettori siamo stanchi di giornali che indottrinano, Corriere per Monti, Repubblica per Bersani, Giornale per Berlusconi, il Fatto per Grillo, che orrore se Pensalibero fosse per Renzi, sarebbe Fascista come gli altri, solo più piccolo, ma non è così Nicola è garanzia di imparzialità, siilo anche tu, ti benedirò solo il giorno che saprai scrivere di Renzi e Maroni, usando la stessa percentuale di aggettivi positivi e negativi per ognuno, e farai parlare i fatti, come fa Nicola!
Chiara, quando parlo di “spessore” mi riferisco anche al suo stile, al suo modo di porsi. Ho seguito qualcosa in diretta l’altro giorno, ma il collegamento internet si bloccava ogni 5 secondi, e non potevo far niente, Questo mondo del “nulla” , virtuale, basta un nulla perché non funzioni piu’, lo sappiamo noi che tutti i giorni siamo utilizzatori. Pero’ penso ci dovrebbero essere dei limiti, come Marzio sottolinea, non potrà continuare cosi all’infinito, la gente non comunica piu’ realmente, i giovani son tutti attaccati alle loro cuffie, non c’é piu’ alcuno scambio tra persone, solo del virtuale, il Pianeta si sta trasformando in un “Truman Show”, cioé tutto il contrario dello “spessore” di cui parlavo, un immenso video gioco. Questo, per dirla alla Renzi, non é il mondo che sogno.
Chiara, mi spiego: se automobile e edilizia sono sottoposte a cura dimagrante la stessa cura toccherà al terziario informatizzato. L’ondata della crisi deve ancora raggiungere questo settore il cui lavoro è soggetto al precariato e vive di quei prodotti immateriali in cui si è specializzata l’azienda Renzi e su cui non mi rispondesti. A una caduta della produzione materiale credi non seguirà un crollo della produzione immateriale che sulla prima è innervata? Quando il nostro Matteo decanta i 700.000 posti trovati in Internet esprime una sciocchezza colossale, ossia che l’informatizzazione organizzata sulla ricchezza materiale non risenta dell’andamento della stessa come se fosse una nicchia astratta e immune da qualsiasi evento. Così se domando per paradosso cosa mangeranno gli addetti a Internet quando spengeranno il computer, è per sottolineare l’impossibilità che una produzione immateriale possa crescere mentre decresce la produzione materiale. Se poi un evento miracoloso spengerà tutti i computer della terra, e i milioni di Renzi non sapranno più come bleffare, tanto meglio. Alla mia età ho ancora muscoli per fare legna e coltivare un po’ di patate, carta a chili e altrettanto inchiostro, scriverò la mia per i cani del terzo millennio e poi finalmente creperò. Ma il punto carissima donna è che ora tu mi risponderai, e io sarò tentato altrettanto, e così il buon Nicola direttore sarà costretto a maledire Basaglia perché non ci sono più infermieri per portare via te e me con la camicia di forza, perché la camicia di forza la indossano loro, gli infermieri d’una volta davanti al computer.
Se hai un lavoro a tempo,pieno e per di più consono alla tua specializzazione, lo sai cosa mangiare. E se si spegne il pc, allora possiamo andare tutti a casa che il mondo si ferma.
Ammesso, Chiara, che i nuovi occupati da internet sappiano cosa mangiare dopo aver spento il computer.
Paolo, lo spessore alla Leopolda si è visto e sentito, non lo dico io, puoi leggerti ci commenti di altre testate, non a caso l’intervento di Ichino ha avuto tanto clamore. Certo, se cerchi spessore nelle pillole di risposte date in un minuto in un talk show con sette ospiti, non lo puoi trovare per evidente limite del format televisivo, ma puoi rimediare ora che il programma è online nella versione integrale, basta leggerselo.
Marzio, la riconversione è stato tema molto dibattuto, ma non solo, perchè c’è un intero settore emergente, dove noi siamo indietro anni luce, che si cerca di spingere molto, ed è quello di Internet, 700.000 nuovi posti di lavoro – giovane e qualificato – creati, l’unico settore veramente in crescita. Per dire che oltre all’esistente c’è anche il nuovo da considerare.
Chiara, io ho fatto uno sforzo e mi sono sorbito “Ballaro'” per ascoltre Renzi, poerello, lui sogna…sogna….sogna, ma domenica qualcuno lo sveglierà! Si fosse candidato nelle liste del PDL avrebbe già vinto, ma purtroppo si é candidato nello schieramento sbagliato! Il PD é quello che é, il padrone di casa si chiama Pierluigi Bersani, l’avrà vinta.
Non dice cose non condivisibili, ma credimi, manca di *spessore*, non ci puo’ far nulla, é fatto cosi.
Ma Chiara il problema che ho posto è quello di non costruire più automobile e case, e di riconvertire i relativi settori, ed è problema italiano e mondiale sotto gli occhi, in cui la destinazione degli immobili vuoti non c’entra nulla. Ci sgomentiamo perché il mattone non tira, quando invece è l’occasione per una svolta rivoluzionaria dell’industria italiana.. Qua covano i cambiamenti veri e da qua verranno gli uomini nuovi che li piloteranno. E chiudo.
Credevo che si stesse candidando a governare l’Italia, non il mondo. A Firenze ci sono undici caserme vuote e pressoché dismesse che occupano,spazi enormi e potrebbero diventare edilizia residenziale, credo che questo accada in molte altre zone del paese, per questo ti avevo fatto questo esempio.
E aggiungo: io non vivo per fortuna negli States ma in una terra antica e civile dove le città distano poche decine di chilometri e ancora resistono al mito della conurbazione metropolitana. Puoi immaginare in una caserma italiana cosa ci farebbero con le decisioni d’un Obama. Perché non dimentichiamolo mai, le caserme italiane esistono ancora.
Chiara ti ringrazio, ma io parlavo oltre il campetto fiorentino e italico, ossia di come sia all’orizzonte la fine storica certa del tirare a campa’ costruendo automobili e case, e del relativo sviluppo, con tutto lo sconvolgimento che ciò comporta e che pure deve essere fin da ora politicamente governato. Di inquinamaento e immobili dismessi qualsiasi sindaco ha il dovere di preoccuparsene. Temo che per uno di noi o per entrambi valga il detto ” Indo’ tu vvai le son cipolle “.
Posso dirti quali sono le sue idee in termini di industria e di urbanistica. Che sia per il volumi zero lo sappiamo già dal,piano,urbanistico fiorentino, propone una politica di recupero degli enormi spazi abitativi lasciati vuoti dallo stato, tipo le caserme, e di risanamento dell’esistente, specie nel settore dell’edilizia popolare e della scuole. Per il settore dell’auto, che in Italia significa Fiati, rilevando una scarsa competitività dei modelli prodotti che però dipende dall”azienda, lui spinge per l’evoluzione verso i modelli “puliti” ovvero verso una evoluzione delle auto ibride, che saranno quelle che faranno il mercato dell’auto nel medio e lungo termine. In sintesi, il,modello americano proposto da Obama.
Chiara, ho posto un punto, la riconversione del sistema industriale che deve gradualmente sganciarsi dai comparti auto e edile, il problema dei problemi per tutto l’occidente, e non un problema rinviabile con chiacchiere da piazzista alle calende greche. Puoi dirmi senza divagare come Renzi affronta la questione nel suo programma?
Caro Marzio, ho sempre risposto, portando argomenti, basta andare a rivedere tutti i commenti di questi mesi. Ma il problema è sempre lo stesso, le mie risposte non ti piacciono, tu non vuoi risposte, vuoi che ti si dia ragione, è diverso. Ogni volta che, orrore, ho citato i punti del programma per rispondere alle tue domande, non ti è andato bene, solo che vedi qui si ragiona sull’esistente e poi anche sul possibile. Ognuno lo fa a modo suo, ma se si fa finta di non capirsi ci si può anche fermare, ti pare?
No Chiara, tu non mi rispondi, tu eludi il mio discorso come appunto stai facendo mostrandoti offesa perché il tuo percorso lo conosci solo tu. Ma questo è ripiegamento nel solipsimo dove ognuno dà ragione a se stesso. E credo sia proprio la malattia di Renzi, la recita del confronto.
Caro Marzio, una sola osservazione: ferma restando la tua assoluta libertà di esprimere ampiamente la tua opinione su questo spazio, mi permetto di farti osservare che io, e solo io, posso sapere quale sia il mio percorso, quali le mie regioni e le mie motivazioni. Tu non sei me, dunque non le puoi negare o peggio sostenere che siano un alibi. Rispetto reciproco sempre e comunque. Il contraddittorio si fa quando ci si riconosce paro diginità, io ho sempre risposto, ma se le mie risposte non ti piacciono, possono dolermene ma nulla di più. La diversità di opinioni è legittima, ognuno si tenga la propria.
Chiara, che il tuo cammino sia ragionato e argomentato è convinzione tua, e dirlo con la consueta pacatezza non lo fa né più ragionato né più argomentato, e per favore non diventarmi anche democristiana. Più volte su questo sito mi sono espresso contro Renzi sia con frecciate sia con motivazioni che come si dice tentavano di andare a monte dell’operazione, vedi il trapianto di un sentire politico in una storia italiana precedente quella della repupplicaccia, che le è estraneo. E ogni volta non ho trovato il minimo contraddittorio, se non la ripetizione dei punti programmatici di Renzi che sono da decenni nell’agenda politica astratta della destra e della sinistra, oltre al consueto entusiasmo per quel metterci la faccia che ti affascina molto, ma che a me non dice niente, perché mettere la faccia ha valore davanti a un rischio concreto che proprio non vedo, dal momento che queste primarie sono un tormentone da videogame. Sei una liberale delusa della mancanza di dibattito in casa liberale e allora andrai a votare nel PD per Renzi nella speranza che ne venga fuori una nuova sinistra, come si dice alla Tony Blair. Una contorsione mentale questa che rientra a pieno titolo nel costume dell’italiaccia. Ma senza farla lunga, e dio ci scampi da un Tony Blair italiano, quel che preoccupa è che tu e tanti come te aspirate allo stesso tempo a una sinistra di centro e a una destra di centro, a una sinistra di destra e a una destra di sinistra, insomma detto nei soliti soldoni, o Renzi o boia chi molla! Ma basta che i bisogni primari siano messi in dubbio e le tante defunte destre e sinistre risorgono coi loro fantasmi. Allora? Renzi, poareto, è arrivato fuori tempo massimo, un Renzi occorreva venti e più anni fa, ma oggi non farà che confermare il nostro fatale ritardo su tutto, perché le ideologie ricucinate e riadattate ritornano, altro che accucciarsi in Europa per nicchiare e fare i pappagalli fingendo di non obbedire. Le cose corrono, è sotto gli occhi la priorità di una questione nazionale che i baggiani assisi nelle poltrone istituzionali credono di risolvere con vecchie e insulse chiacchiere europeiste, ancora frutto del terrore bellico dei padri e dei nonni. E Renzi che dice della questione nazionale? Nulla, perché crede che la politica si riduca a mettere il pollaio in ordine mentre le volpi fuori aspettano che faccia notte. Che dice Renzi sulla politica estera, oltre ai soliti richiami alla coesione europea occidentale e mediterranea? Non dice niente perché non ha niente da dire, perché se la cava ancora con le lapiresche “città sul monte”, leggi accoglienza che di cristiano non ha niente perché è solo finalizzata a dare fiato al mercato immobiliare. Credimi, Renzi è già vecchio perché quelli che stanno crollando non sono ideali e convinzioni decennali ma secolari, e quando questo accade, quando entra in crisi la positività data da sempre per scontata di vocaboli come “costruttore” e “costruire”, occorre il respiro d’un grande progetto storico per niente utopico, non l’elenco di programmini che i partiti si copiano l’un l’altro. Nel pollaio Italia, ma in tutto l’occidente, occorre una riconversione rivoluzionaria di due settori sulla cui presunta eternità fino ad oggi si è vivacchiato, l’automobile e l’edilizia. Milioni di addetti col relativo indotto devono essere riconvertiti per nuovi settori produttivi da individuare e attivare, questi sono i problemi immensi, e cosa vuoi che facciano i Renzi, i Bersani, gli Alfano e i Grillo, poareti? Niente, quindi allo stato attuale meglio affidarsi alla gestione del buon padre di famiglia ma senza illudersi che governi il nuovo e che sia una furbesca rivincita per i Casini. E mentre i padri di famiglia faranno il loro dovere i cervelli ricominceranno a lavorare per escogitare vie d’uscita vere dal pantano storico in cui siamo finiti. Siamo una generazione destinata a non avere soddisfazione, e è inutile mordere il freno.
Ma allora non c’é bisogno di essere iscritti al PD per votare alle primarie? Se non sbaglio, qui in Francia alle primarie del PS e ieri a quelle dell’UMP, solo gli iscritti potevano votare.
Chiara ci espone le sue idee sempre con molta chiarezza (un nome, un destino…), il fatto di farlo da non iscritta ne accentua ancora di piu’ il pensiero libero, regola che credo si debba applicare quando si legge e/o scrive qui!
Certo che, se é vero il proverbio, tra i due litiganti, il terzo dovrebbe goderne, come lo scrive Cariglia, potrebbe essere il Monti bis, oppure Montezemolo appoggiato da Monti. C’é comunque da augurarsi che il vincitore di queste primarie lo sia con una maggioranza comoda, se si dovesse arrivare come qui in Francia per l’UMP dove i due candidati annunciano di aver vinto, ma che in realtà
si devono ricontare tutti i voti per presunti brogli e con una differenza di qualche decina di voti, alla fine nessuno vincerebbe veramente.
Marzio, vedi, già il presupposto è sbagliato; io il tifo lo faccio solo per la Fiorentina, perchè il tifo è passione irragionevole. Ma sul Renzi ho altro atteggiamento. Ho seguito tutte e tre le convention della Leopolda, e se cerchi nell’archivio di Pensalibero cosa ho scritto a riguardo, vedrai che non troverai tifo ma un cammino ragionato ed argomentato. Puoi condividerlo o meno, ma tale è, nessuna adesione di pancia ma una progressiva affinità di idee. Non ho nessuna intenzione di iscrivermi al Pd perchè non sono mai stata iscritta ad alcun partito, non voglio tessere, desidero sentirmi libera di scegliere sempre e, da ultimo, perchè il Pd così come è ora non rappresenta affatto – come nessun altro partito – le mie posizioni. Voterò alle primarie perchè lì si da una scelta di candidati e programmi diversi, alle politiche voterò solo se le mie idee avranno rappresentanza.
Paolo, fai i conti senza l’oste. Guarda Renzi quando ci mostra i dentini da castorino buono alla Walt Disney per intenerire una generazione di vecchi stupidi con pochi figli. Dubiterai che un furbo travestito da idealista entusiasta non sia lo sfegatato per primarie di tutte le stagioni, oggi nel PD e domani altrove purché sia….
E poi chiedo a te Chiara, ma lo chiedo un poì a tutti, se prendendo lucciole per lanterne il dibattito nel PD è considerato così vitale per l’Italia perché non ti sei iscritta al partito lavorando dal suo interno anziché tifare perchè Renzi sia il cavallo di Ulisse?
Ho ascoltato qualcosa in diretta, resto molto ma molto perplesso, come dissi tempo fa, Renzi doveva avere il coraggio di creare una cosa nuova, quando anche hai ragione ma vuoi combattere contro cose e situazioni strutturate, finisci tuo malgrado di passare dalla parte del torto, e credo che la battaglia all’interno ndel PD oggi sia piu’ aspra di quella tra i due schieramenti politici opposti, questa la dice lunga!
Era troppo spesso una invettiva contro gli altri candidati, a mio avviso gliela faranno pagare a Renzi, oggi o domani. Non ho ascoltato niente che sia veramente di sinsitra nelle sue proposte, appare Renzi veramente come un Berlusconi dell’altro campo, direi quasi piu’ candidato dell’elettorato di centro-destra che il contrario.
Per questo trovo piu’ logica e coerente la posizione di un Vendola, se la sinistra non ha piu’ neppure il coraggio delle proprie idee ma fa una politica per accattivarsi il voto di chi é a destra, vuol dire che l’elettorato italiano resta e resterà un elettorato a maggioranza di centro-destra, chiunque sia chiamato a guidare il Paese. Renzi é ancora troppo accecato da ambizioni personali per poter avere la pacatezza che uno statista deve avere, una persona adulta e razionale dovrebbe comprendere che chi fa politica la fa prinicipalmente per se stesso, e questo vale ovviamente per tutti i candidati, la scelta si dovrebbe fare in modo molto meno passionale, se agisci di panza, si ripiomba nell’errore che fu il berlusconismo, oggi rimpiazzato par un “renzismo”, ma che produrrà alla fin fine gli stessi identici risultati.
Ci saranno brogli, polemiche a non finire, alla fine credo che questa battaglia tutta interna alla sinistra finirà per usurare i protagonisti e che ci sarà una nuova figura ancora ignota che terminerà il lavoro senza essersi fatto bruciare dalla troppa ambizione e da queste scaramucce di potere delle quali la gente ne ha piene le scatole.
Ciao Chiara,
Nel dopo Leopolda, sono stato colpito dall’ansia di sapere se per vincere le primarie al primo turno occorra il 50% oppure basti il 40?
Se poi andremo al ballottaggio credo che l’unica cosa che conta, sarà sapere se Matteo abbia superato il 60% a Firenze, se lo farà poi vince, perciò sarete voi Fiorentini a deciderlo, sarete il primo vagito di Democrazia in questa Italia ancora impestata dal Fascismo giornalistico.
Popolo debole e privo di qualunque identità se non quella che gli viene imposta dai giornali, oggi con un leader imposto dal Corriere della sera, ieri col Mussolini e magari domani col Monti 2, ma allora forse è meglio che facciamo direttamente un salto al Monti 3 e sia Tremonti.