Con l’approvazione a larga maggioranza del cosiddetto “Rosatellum bis”, il Premier Gentiloni vince un’altra, forse decisiva, partita e prenota il posto per il dopo voto.
Certo, la nuova legge elettorale non è ancora varata e dovrà affrontare le forche caudine dei numeri risicati del Senato, ma un fatto appare estremamente chiaro: il mite Gentiloni ha dimostrato di avere stoffa. Di sapere “dove dorme il polpo”. Di possedere quella serietà coraggiosa che si confà ad un capo di governo che conoscere le regole non della politica ma della vita e sa, a differenza dell’«enfant prodige» di Rignano, che gli accordi o si rispettano (come volutamente non accadde per l’elezione del Presidente della Repubblica) oppure, prima o poi, ti si ritorcono contro (come capitò, puntualmente, il 4 dicembre al Referendum).
Da questo passaggio non nascerà un Nazareno bis. Nessun inciucio sorgerà dal rispetto dei patti e degli accordi politici. Ma un fatto appare certo: l’Italia moderata ha trovato l’interlocutore «giusto» a sinistra. Un «signore» che, consapevole della propria limitata missione, dopo aver dato al Paese un nuovo sistema elettorale ed una nuova legge finanziaria, salirà, senza schiamazzi, lo scalone del Colle più alto per rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica senza rinviare ulteriormente e strumentalmente l’appuntamento con il voto.
Una linearità ed una concretezza destinate a non passare inosservate neppure a destra. Anzi, gli eventi di questi giorni sembrano evidenziare come, al netto delle rivendicazioni da campagna elettorale che ogni partito dovrà necessariamente diffondere, in Italia, giorno dopo giorno, si consolidi un nuovo discreto ma assai solido asse politico tra Gentiloni e Berluscoini. Tanto da far ventilare, neppure troppo velatamente, l’ipotesi di un voto (seppur tecnico) di fiducia al Governo da parte di Forza Italia al Senato.
Come si conviene tra avversari oggi, ma possibili alleati domani, i due non si incontreranno, non si telefoneranno, non si incroceranno neppure per caro, ma si parleranno, a distanza e con i fatti.
Un buon viatico per la futura terza fase della Repubblica.
Daniele Marchetti

Gentile dottor Marchetti, contento lei… personalmente non vedo niente di buono in una situazione dove governo ed opposizione vanno a braccetto senza farsene accorgere… non so a lei, ma a me la cosa puzza tremendamente di dittatura partitica… per di più succube ai dictat di una UE che non è altro che l’espressione di un nuovo sovietismo plutocratico…