Nella storia d’Italia c’e’ sempre stato un divario tra il suo peso nella politica estera e le dimensioni della sua attivita’ economica, industriale e culturale, ma mai si era raggiunto un livello cosi’ basso che gli altri Paesi ormai neanche litigano piu’ con noi, ci compatiscono ed ignorano.
La fotografia di questa situazione si e’ avuta alcuni giorni fa al Parlamento europeo dove il nostro Presidente del Consiglio ha illustrato la politica attuale e futura del suo governo verso l’Europa.
In un’aula semideserta i capigruppo dei vari partiti non hanno perso l’occasione per ricordare le anomalie del governo italiano. Il fatto innegabile è che Conte e’ semplicemente il portavoce dei suoi due vice. Uno di loro, Di Maio ha incontrato in Francia, per allearsi, rappresentanti di un movimento che si oppone solo con la violenza ad un governo democraticamente eletto. L’altro vice-presidente, Salvini, euroscettico, non ha ancora trovato il tempo per partecipare ad una riunione del consiglio dei ministri europei, mentre e’ andato in Russia ad omaggiare Putin, uno che vuole disgregare l’Unione Europea. Le critiche, in tutte le lingue sono piovute cosi’ tante che il nostro Presidente in modo plateale ed irriverente si e’ tolto la cuffia. Le sue risposte sono state altrettanto strafottenti: i parlamentari e le istituzioni europee sono vendute alle lobby d’affari; i suoi rapporti con gli altri leaders sono buoni perche’ lui, a differenza di un suo predecessore non ha mai detto che la Merkel e’ una cul…. inch…….; si e’ dichiarato orgoglioso di essere in un movimento populista che vincera’ le prossime elezioni europee. Tutto questo accadeva mentre gli on. Borghezio e Mussolini gridavano buh! e vergogna! ai critici di Conte e W l’Italia quando parlava il nostro presidente.
Comunque a parte queste sceneggiate pittoresche, l’Europa s’interroga se si puo’ fidare dell’Italia.
Prendiamo per esempio la vicenda della TAV, parte integrante di una rete europea di trasporti veloci.
In ogni paese sviluppato le grandi opere infrastrutturali seguono un iter ben stabilito. L’autorita’ preposta propone un opera che viene presentata, discussa a tutte le parti interessate, e dopo uno/due anni si raggiunge una decisione. Nei paesi sottosviluppati. in presenza spesso di regimi dittatoriali e senza societa’ civile, quando la Banca Mondiale finanzia una grande opera i lavori proposti sono esaminati da una commissione di esperti internazionali per verificare il rapporto costi/benefici, l’impatto ambientale e sociale etc. I grillini sono convinti che in un Italia pre-5stelle le opere pubbliche erano mangiatoie, cose da terzo mondo e quindi hanno imposto la commissione costi/benefici tipica appunto nei paesi sottosviluppati. E’ ovvio e chiaro a tutti che queste commissioni sono una presa in giro perche’ in base ai parametri che si danno puo’ arrivare a qualsiasi risultato. L’autostrada del sole, per esempio non sarebbe stata mai costruita se si considerava il danno economico dovuto alla chiusura delle migliaia di esercizi commerciali presenti sulle strade statali. La Tav, indipendentemente dal rapporto costi/benefici va fatta perche’ c’e’ il rischio che la Svizzera limiti il numero dei TIR che l’attraversano ed inquinano le sue valli.
Un’altra occasione di dissenso ed isolamento dell’Italia e’ stata quando l’Unione Europea ha deciso di non riconoscere la legittimita’ del presidente Maduro in Venezuela ed il nostro Paese e’ stato l’unico ad opporsi e quindi di fatto schierarsi dalla parte del dittatore. In passato in circostanze simili, la nostra posizione era percepita in modo diverso. In Cile, nei giorni successivi al colpo di stato di Pinochet, centinaia di dissenzienti e nemici del regime trovarono istintivamente un rifugio sicuro nella nostra ambasciata.
Questo governo si e’ presentato come quello del cambiamento ed e’ vero sia nel senso della situazione economica che e’ cambiata in peggio, sia in quello della sua reputazione all’estero. Ormai Salvini e’ entrato nella Top of the Pop(ulisti) Chart mondiale in compagnia di Trump, Bolsonaro, Erdogan, Orban, LePen. La speranza e’che questo successo non sia condiviso da molti italiani.
Barbara Lega

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