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La France d’abord

Bisogna riconoscere al presidente francese Macron di non essersi messo a contestare il piano di pace americano con illazioni miserevoli e volgari come quelle che si sono sentite in questi giorni, soprattutto su alcuni organi di stampa, secondo le quali l’America svenderebbe l’Ucraina alla Russia e questo perché Trump vorrebbe fare affari. Espressioni simili sono proprie di chi intimamente è un nemico del mondo occidentale. I valori di questo non sono plasmabili dall’interesse individuale di un qualsiasi uomo di governo, nella fattispecie Donald Trump. Al contrario Macron riconosce il prezzo, insieme al valore, della pace. Egli cercò ancora di fare un estremo tentativo di dissuasione di Putin recandosi personalmente al Cremlino con il risultato di venire ridicolizzato. Un esito altamente presumibile e pure affrontato con grande dignità. Per la pace si fa qualunque sacrificio personale, questa è la democrazia occidentale.

di Riccardo Bruno | 23 Novembre 2025

Bisogna riconoscere al presidente francese Macron di non essersi messo a contestare il piano di pace americano con illazioni miserevoli e volgari come quelle che si sono sentite in questi giorni, soprattutto su alcuni organi di stampa, secondo le quali l’America svenderebbe l’Ucraina alla Russia e questo perché Trump vorrebbe fare affari. Espressioni simili sono proprie di chi intimamente è un nemico del mondo occidentale. I valori di questo non sono plasmabili dall’interesse individuale di un qualsiasi uomo di governo, nella fattispecie Donald Trump. Al contrario Macron riconosce il prezzo, insieme al valore, della pace. Egli cercò ancora di fare un estremo tentativo di dissuasione di Putin recandosi personalmente al Cremlino con il risultato di venire ridicolizzato. Un esito altamente presumibile e pure affrontato con grande dignità. Per la pace si fa qualunque sacrificio personale, questa è la democrazia occidentale.

Macron quindi è perfettamente autorizzato a dire che il problema non è la proposta americana, che pure non è definitiva, in quanto sarà discussa a breve dagli alleati, il che già di per se meriterebbe considerazione. Inoltre solo l’America è in grado di farla. L’Europa, la Francia, non parliamo dell’Italia, non ne sono capaci. Invece di interrogarsi sul perché Europa, Francia, Italia, non sono in grado di fare una proposta di pace che non mortifichi l’Ucraina e non sia interessata agli affari coi russi, si lamenta quella avanzata dalla Casa Bianca. Macron muove quindi un’osservazione dignitosissima, ovvero che dei russi, semplicemente, non ci si può fidare. Putin, in particolare, ha mancato alla parola data più volte, a quella del 2002, che pure era solenne, di riconoscere l’indipendenza nazionale dell’Ucraina per sempre.

Il vero problema del piano di pace, di qualsiasi piano di pace si possa presentare, concerne le clausole di salvaguardia per l’Ucraina nel caso in cui la Russia oggi accetti la tregua, o il cessate il fuoco o firmi quello che le pare. La Russia è giunta allo stremo delle sue risorse. Domani si riprende e lo violerà impunemente, contando che l’occidente sia distratto, o stufo di difendere l’Ucraina.

Il presidente Macron muove dunque un’obiezione degna del capo di una grande democrazia repubblicana, che conosce le leggi della storia e della politica internazionale. Disgraziatamente le clausole che richiede non esistono. Nessuna clausola, nessuna diplomazia, può impedire alla Russia di violare accordi presi o negoziati, lo stesso giorno dopo averli firmati. Il piano di pace in quanto tale, se è come è stato illustrato dalla stampa, non è comunque redatto da sprovveduti a riguardo. Nei punti si chiederebbe di ridurre l’esercito ucraino da 850 mila a seicento mila unità. L’esercito ucraino non ha mai raggiunto tali consistenze. All’inizio dell’invasione contava duecento cinquantamila effettivi nemmeno armati in maniera decente. Raggiungesse seicento mila uomini supererebbe gli stessi soldati russi dispiegati oggi sul suo territorio, per cui il piano della vergogna del cedimento e del disonore, per lo meno consente all’Ucraina di incrementare il suo potenziale militare umano. Quello in armamenti è già stato incrementato. L’Ucraina è oggi il paese continentale meglio armato e questo principalmente grazie all’America di Donald Trump, insieme alla Francia stessa e ovviamente all’Inghilterra ed altri paesi dell’Unione europea, fra cui non figura l’Italia.

Va solo ricordato che Francia ed Inghilterra hanno già provato le preoccupazioni di Macron trenta cinque anni dopo il congresso di Vienna, quando ebbero la certezza che la Russia fosse pronta a risalire il mediterraneo per minacciare una nuova volta l’Europa dopo il 1813. Allora gli inglesi non lo compresero e quindi non persero tempo ulteriormente. Inviarono le loro truppe in Crimea. Lo Zar prese una tale legnata che tornò buono buono al Cremlino, togliendosi ogni grillo dalla testa.

Nulla impedisce all’Europa di armarsi e partire. Nel 1850, l’America, dell’Ucraina, della Russia, dei luoghi sacri della Turchia, non sapeva un bel niente. Oggi Trump cerca una soluzione anche perché l’Europa ed i suoi principali paesi componenti, sono privi della determinazione, per non dire della preveggenza, mostrate un tempo. I primi ad aver fatto affari con la Russia di Putin e senza troppi patemi, sono stati proprio i paesi europei. E quando Putin massacrava impunemente i ceceni. Adesso ci si permette di accusare gli americani. Bella figura.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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