Ho letto che la minoranza della Fiom ha criticato il segretario Landini perché ha partecipato a una conferenza stampa con Antonio Di Pietro, il quale annunciava la presentazione di una legge. La critica a me pare giusta per più motivi. Anzitutto perché Di Pietro non ha nulla a che fare col movimento operaio, col sindacato: è un uomo di destra demagogicamente collocato a sinistra, pronto a sposare tutte le cause che possono fargli guadagnare qualche voto. La seconda osservazione che vorrei fare ha un carattere più generale: da tempo la Fiom viene inglobata in uno schieramento di sinistra radicale come se ritrattasse di una formazione politica. L’ex segretario Rinaldini assecondò questa anomalia. Pensavo che il nuovo segretario Landini, anche per tante cose che ha detto e fatto, avrebbe recuperato autonomia alla Fiom ricollocandola con fermezza nell’ambito che gli è proprio: il sindacato. Spero che presto corregga il tiro. Caro Landini, anche con Di Pietro?
Emanuele Macaluso www.leragioni.it

I sindacati italiani tutti soffrono di un male ben peggiore: la carenza di progettualità e di intento innovatore. Qualcuno tempo fa li definì “sindacati antiquari”. La ‘tentazione’ di inserirsi nell’agone politico, in questo caso della Fiom-Cgil, è forse un guaio minore…