• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La festa della donna, un po’ di storia ed il significato attuale…

di Ilaria Li Vigni | 12 Marzo 2017

La Giornata Internazionale della Donna, in Italia comunemente conosciuta come Festa della Donna, ha compiuto nel 2009 il suo primo centenario.Le sue origini risalgono all’inizio del secolo scorso: la prima Giornata Nazionale della  Donna fu festeggiata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti, su invito del Partito Socialista Americano, che aveva designato questa data in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi che nel 1908 avevano rivendicato migliori condizioni di lavoro. Nel 1911 Germania, Austria, Danimarca e Svizzera furono le prime nazioni europee a celebrare la Giornata della Donna. Rivendicazioni salariali, diritto di voto e di esercizio di pubbliche funzioni, eliminazione delle discriminazioni erano i temi al centro del dibattito, al quale parteciparono più di un milione di persone, tra uomini e donne.In ogni caso, dopo questi primi anni, la Festa della Donna è stata stabilita per l’8 marzo e ha assunto rapidamente dimensioni globali.In Italia la prima Giornata Internazionale della Donna è stata festeggiata il 12 marzo 1922, ma si deve aspettare il 1946 per la comparsa del suo simbolo, la mimosa.L’Italia si preparava a festeggiare il primo 8 marzo del Secondo Dopoguerra e per l’organizzazione dell’evento si era fatta avanti l’Unione Donne Italiane, associazione femminile nata nel 1944 e tuttora impegnata in attività di difesa e promozione dei diritti della donna.L’Unione Donne Italiane, in particolare, era alla ricerca di un fiore che potesse contraddistinguere la Giornata. L’idea della mimosa fu proposta da Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei.
Il fiore aveva tutte le caratteristiche ideali per diventare il simbolo della Festa della Donna: la sua fioritura avviene proprio nei primi giorni di marzo e i suoi costi sono sempre stati piuttosto contenuti. Il giallo oltre ad esprimere vitalità, forza e gioia è il colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita e diventa una metafora per ricordare le donne che si sono battute per l’uguaglianza di genere.Fin qui la storia, certamente gloriosa, di una giornata che ha avuto ed ha tuttora un significato davvero importante da un punto di vista sociale.Ma una domanda sembra da affrontare: ha ancora senso celebrare questa festa, oggi nel 2017, quando la retorica ed il consumismo sembrano permeare un po’ tutte queste occasioni e cerimonie? La risposta, ad avviso di chi scrive, è certamente affermativa, ma ad un’unica, tassativa condizione. Ovvero che l’otto marzo sia depurato da ogni retorica finta o commerciale e che diventi davvero l’occasione per riflettere circa la questione di genere in Italia e nel mondo. Questione che, a sua volta, deve essere affrontata senza retorica giornalistica o pretese di arroccamento sessista, mirando al cuore dei problemi che ancora mostrano come quella odierna, in Italia e nel mondo, sia ancora oggi una società diseguale per quanto concerne la questione di genere. Solo qualche rapido accenno. Pensiamo alla scarsa rappresentatività femminile in politica, nei posti dirigenziali della Pubblica Amministrazione, nei Consigli di Amministrazione delle società private (nonostante i correttivi di legge imposti in questi anni). Pensiamo al gap reddituale, intercorrente tra uomini e donne a parità di posizione, in quasi tutti i settori produttivi, sia nel pubblico sia nel privato. E pensiamo, soprattutto, alla difficoltà, per la madre lavoratrice, di conciliare la vita privata e quella professionale, spesso in assenza di servizi essenziali che tutelino il doppio ruolo femminile e con notevoli sacrifici economici.Infine, come non ricordare i dati drammatici delle violenze di genere, spesso neppure denunciate e che sovente avvengono all’interno delle mura domestiche.Insomma, la Festa della Donna deve essere una riflessione concreta e non retorica su tutte queste problematiche che riguardano le donne, ma non solo, essendo strettamente legate al benessere ed all’equilibrio della società attuale.Solo se queste riflessioni prenderanno forma e concretezza alla ricerca di una vera parità di genere, in tutti settori della società, dalla famiglia al mondo del lavoro, la Festa della Donna, le mimose come simbolo, i festeggiamenti e gli auguri avranno un senso, altrimenti rimangono vuota retorica che non porta a nulla di buono.
Sia otto marzo tutti i giorni per far sì che, auguriamoci, fra qualche decennio l’otto marzo non abbia più ragione di esistere se non come festa in ricordo di tante battaglie passate.

Ilaria Li Vigni  (movimentimetropolitani.it)

Pubblicato in : Primo pianoTag: amministrazione, anni, centenario, costi, danimarca, donne italiane, germania, italia, lavoro, mondo, mondo del lavoro, partito socialista, persone, punto di vista, sciopero, secolo scorso, stati uniti

Info Ilaria Li Vigni

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti