• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La deportazione di massa: Trump frena per supportare le aziende agricole?

“Il presidente Trump è un grande sostenitore degli agricoltori americani… e si impegna ad assicurare che abbiano la necessaria manodopera per mantenere la loro prosperità”. Con queste parole la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ha cercato di mettere a tacere le lamentele degli agricoltori americani, grandi finanziatori della campagna elettorale di Donald Trump, che i raid sull’immigrazione stiano danneggiando le loro attività aziendali.

di Domenico Maceri | 18 Luglio 2025
FILE PHOTO: U.S. President Donald Trump speaks, as he signs executive orders and proclamations in the Oval Office at the White House in Washington, D.C., U.S., April 9, 2025. REUTERS/Nathan Howard/File Photo

“Il presidente Trump è un grande sostenitore degli agricoltori americani… e si impegna ad assicurare che abbiano la necessaria manodopera per mantenere la loro prosperità”. Con queste parole la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ha cercato di mettere a tacere le lamentele degli agricoltori americani, grandi finanziatori della campagna elettorale di Donald Trump, che i raid sull’immigrazione stiano danneggiando le loro attività aziendali.

La stragrande maggioranza dei braccianti agricoli, come si sa, sono residenti stranieri, secondo stime dello United States Department of Agricolture. Si crede che vi siano più di 2,5 milioni di braccianti agricoli nel Paese. Si calcola che il 70 percento di questi lavoratori sono nati fuori degli Usa e il 50 percento di loro non ha documenti di residenza legale. Fanno lavori molto duri che gli americani rifiutano anche per il fatto che i salari sono bassissimi. Storicamente si è cercato di convincere gli americani a servire da manodopera nei campi ma senza nessun successo. Nel 2011 aziende agricole dell’Alabama tentarono di assumere americani per la raccolta ma questi individui non resistettero oltre una giornata di lavoro. Una legge approvata dallo Stato della Georgia nel 2011 sull’immigrazione causò la scomparsa di più di 5000 lavoratori con perdite economiche di parecchie centinaia di milioni di dollari all’economia.

Stupisce la reazione della Segretaria del Dipartimento di Agricoltura Brooke Rollins, la quale ha indicato che si potrebbero usare i beneficiari del programma di Medicaid, la sanità per i poveri, per costringerli a lavorare nei campi. Al di là del lavoro pesantissimo la stragrande maggioranza di questi individui hanno già un lavoro o per altri motivi non sono idonei al lavoro fisico.

Tutti sanno benissimo che i braccianti agricoli sono indispensabili e Trump ha dato segnali di riconoscere il loro valore per i padroni delle aziende agricole ai quali è indebitato per il loro supporto nell’elezione. Infatti, ha dichiarato che c’è gente che lavora nei campi da 14 o 15 anni e non possono “essere cacciati” in malo modo. Il presidente Usa ha continuato a spiegare che coopererà con gli agricoltori e i leader del settore del turismo conferendo loro “la responsabilità di affrontare la situazione”. Trump non ha chiarito in che cosa consiste questa responsabilità sui migranti ma la Casa Bianca ha annunciato la creazione di un nuovo gruppo, The Office of Immigration Policy. Dovrebbe eliminare la burocrazia per fare ottenere permessi di lavoro a individui fuori del Paese onde supportare le aziende con i loro bisogni di manodopera. Non si tratta di una vera soluzione poiché il programma già esiste in maniera molto limitata perché troppo oneroso per le ditte. In questo programma i lavoratori stranieri hanno dei diritti mentre i lavoratori già in America attuali ottengono meno diritti e paghe spesso più basse. In effetti, alle aziende conviene il sistema attuale di immigrazione. L’immigrazione non autorizzata fa il loro gioco. Ecco perché in grande misura le retate dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia incaricata dei controlli alle frontiere e l’immigrazione, hanno evitato i campi agricoli, eccetto in California. Ma anche qui ci potrebbero essere degli ostacoli alle retate. La giudice federale Maame Ewusi-Mensah Frimpong ha proprio in questi giorni emesso un’ingiunzione contro le retate indiscriminate dell’Ice. La giudice ha chiarito che i migranti non possono essere presi di mira solo per il “colore della loro pelle, per la lingua che parlano”. Gli agenti dell’Ice devono inoltre garantire l’accesso agli avvocati in caso di arresti. L’ingiunzione è temporanea e si applica solo alla California perché la Corte Suprema ha recentemente chiarito che le decisioni dei giudici dei distretti federali non possono applicarsi a tutto il Paese eccetto in casi di “class action suits”.

Trump deve risolvere il nudo dell’immigrazione perché nella campagna elettorale ha promesso la deportazione di massa di migranti. I padroni delle aziende agricole e degli altri settori che dipendono dai lavoratori migranti immaginavano che si trattasse solo di retorica. Infatti, Stephen Miller, il Vice Capo di Gabinetto alla Casa Bianca, l’artefice della politica sui migranti di Trump, è riuscito a prendere alla lettera le parole del suo capo. Forse un po’ troppo. L’attuale inquilino alla Casa Bianca ha persino scherzato che Miller sarebbe contento se dei 340 milioni di americani ne rimanessero solo 100 milioni purché tutti avessero l’aspetto fisico simile del suo consigliere. Miller infatti aveva aumentato la quota di arresti di migranti da 1000 a 3000 al giorno, costringendo gli agenti dell’Ice ad arresti indiscriminati in qualunque posto vi potessero essere individui da arrestare. Poco importa se con frequenza vengano arrestati individui che alla fine risulteranno cittadini americani.

Il dilemma di Trump è che la base del suo partito vorrebbe una politica durissima sui migranti auspicata da Miller. Dall’altro lato il presidente Usa riconosce che si deve scontrare con la realtà e dovrà frenare gli eccessi di arresti perché non può ignorare i suoi finanziatori che hanno contribuito alla sua riconquista della Casa Bianca. Le ultimissime indicazioni ci suggeriscono che si potrebbe allontanare almeno in alcuni casi dalla sua base e da Miller come sta avvenendo adesso con il caso dello scandalo dell’ex finanziere Jeffrey Epstein, morto in carcere. La base MAGA di Trump vuole che il Dipartimento di Giustizia rilasci tutte le informazioni sulla vicenda. Il presidente però si rifiuta asserendo che la situazione è una “bufala….” che i suoi “sostenitori passati ci hanno creduto in pieno”. Trump dovrebbe riuscire a mantenere tutto segreto ma anche parecchi leader repubblicani vogliono fare chiarezza. Alla fine Trump dovrà scegliere ad addossare la colpa a qualcuno. In questo caso il capro espiatorio potrebbe essere Matt Bondi, il ministro di Giustizia di Trump, che fino adesso ha difeso, ma quando una patata diventa troppo bollente, il 47esimo presidente si lava le mani, temendo anche che vi siano filmati compromettenti, poiché lui era grande amico di Epstein.

Domenico Maceri

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti