La democrazia non è acqua
No, perchè, ancora non tutti ne hanno contezza.
Evidentemente. In tutti i nostri quiz referendari il rispetto della volontà popolare, raramente c’è stato. E chi decideva se è giusto o sbagliato? Il boss del momento e compagnia cantante.
Un esempio, quello del referendum abrogativo, per obbligo, sul finanziamento pubblico dei partiti. Favorevole la stragrande maggioranza degli italiani che magari non sapevano quel che facevano e non ne conoscevano nè intuivano le conseguenze peggiorative, almeno in parte. Circa il 90% degli italiani, aveva deciso, ma il presidente emerito scelse i rimborsi elettorali che lo portarono dritto dritto sullo scranno dell’altra alta, la più alta, presidenza.
E poi altri dei quali non si sta qui a disquisire.
Ma nella culla della democrazia, nonostante la stretta strettissima forbice che poteva dare adito a riconteggi vari, ai quali noi siamo abituati come consuetudine necessaria e non sempre sufficiente, il risultato referendario sull’Europa, solo consultivo ma di una gravità che ha fatto sobbalzare il mondo intero, rimbombando in tutto l’orbe terraqueo, è stato accettato senza batter ciglio almeno per quanto ci è dato sapere. E udite udite, immantinentemente il premier si è dimesso.
Lo tsunami con l’onda lunga ancora non si è fermato e chi sa quando si esaurirà e non ne è dato conoscere le reali conseguenze, che saranno evidenti e si appaleseranno soltanto col senno di poi.
Nonostante tutte le teorie e le scuole di pensiero del momento.
Eppure il UK è una monarchia. Ma la sudditanza non è sintomo di reame, così come il rispetto per i cittadini, troppo spesso trattati da utili idioti, non è frutto di repubblica. Così come il rispetto per la volontà maggioritaria, giusta o sbagliata , deriva da tradizionale evoluzione democratica. Quella vera.
E ci ritorna in mente il referendum di allora dove vinse, forse, una repubblica che spesso si è dimostrata essere delle banane. Troppo spesso retta comunque da poteri carbonari. Fu messo in discussione, senza alcun risultato. Si era deciso di buttar fuori i reali, per odio di censo forse, o per errori da loro commessi, in verità macroscopici. Ma noi siamo rimasti sudditi nel DNA e abbiamo bisogno del Signore, del Re, che ci sottomette. Sempre e per sempre.
Ma quello che è difficile accettare è l’offesa vs una generazione, la mia, che, pur con tanti errori, era riuscita a creare un benessere tale da proporre alle nuove generazioni una serenità sconosciuta alle precedenti. Senza guerre tradizionali interne ma con sacrifici spesso colorati di rosso. Quelle nuove generazioni che ora sputano nel piatto dove hanno mangiato. Vero, ora il piatto è vuoto. E, francamente, toccherebbe a loro riempirlo. Ma chi è nato e vissuto nella bambagia, non è abbastanza fortificato e brancola nel buio. Con tutto l’affetto per questi nostri ragazzi.
E la colpa morì fanciulla.
Poteri forti, finanza creativa e surreale aleggiante su e contro l’economia reale. Quien sabe.. chi vivrà vedrà. Ma ora son cavoli amari.
Nota a margine
E ora ci sorprendiamo che la Gran Bretagna ci fa marameo? Loro avevano capito e previsto da lungimiranti. Noi, no.. Ma il pacchetto si compra completo. Troppo facile stare con un piede dentro e uno fuori.
Ma se la maggioranza del sud Europa è contro la UE perchè non ci stacchiamo tutti insieme? Certo non è più il caso di creare un paesone nel bacino del mediterraneo. Abbiamo perso il treno. Silvio ci aveva provato. Perchè era un bravo figliolo. Nessuno lo può negar.
Allora ci sovviene, anche se pare non avere un nesso logico, il divo Giulio, che ebbe a esternare “Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due.”
Grande , previdente e preveggente.

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