Pci, Dc, Psi, Msi erano Partiti “Chiesa”,il Partito era tutto. Il tema della democrazia, nei vecchi Partiti era reso secondario rispetto alla fede: ci voleva una struttura accentrata e guidata dall’alto.
Nel Pci, togliattiano, addirittura vigeva il Centralismo Democratico: una volta votato, la minoranza non aveva diritto alla replica..
A fronte di ogni problematica la domanda era sempre” che dice il Partito ? ” vissuto alla base come l’oracolo infallibile.
Mi viene in mente la storiella dell’Asino e dell’Unità, “compagno lo sai che gli asini volano” l’altro incredulo “ma cosa ti inventi” la risposta “guarda che è scritto sull’Unità” “bè….volano…volicchiano”
Sta di fatto che l’assenza di democrazia ha man mano ucciso i vecchi partiti.
Così sta accadendo per le Istituzioni, fra ostruzionismi e canguri, riti incomprensibili fanno perdere credibilità al Parlamento sempre a scapito ,come nel caso delle Unioni Civili, dei diritti.
I nuovi soggetti in campo hanno deformato la democrazia, intesa come partecipazione attiva alle scelte. Nel Pd i circoli sono, salvo lodevoli eccezioni, comitati elettorali di tizio e di caio localmente e tutti insieme del Segretario Nazionale.
Chi cerca forme alternative da vita ad un sistema misto, rete e direttorio, si trovano nella scelta dei candidati per sindaco di Roma personaggi assurdi.
Questo sta trasformando i nuovi Partiti in soggetti impresentabili.
Prima di arrivare al punto di non ritorno, per dirla con Peppino Caldarola, “diventano, invece, presentabili se la logica che presiede la militanza politica, che prevede l’esistenza di ambizioni personali anzi le reclama, è costruita attorno a idee-forti, in pratica al sapere con chi stai, chi difendi e quindi chi sei.”
Sarà tardi ??

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