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“La casta difende se stessa. Bocciata la riforma che restituiva il Parlamento agli italiani”

La riforma elettorale proposta dal centrodestra è stata bocciata per un solo voto. Un episodio che va ben oltre una semplice sconfitta parlamentare e che ripropone una domanda fondamentale: chi ha davvero interesse a impedire che siano gli italiani a scegliere i propri rappresentanti?

di Piero Terracina | 16 Luglio 2026

La riforma elettorale proposta dal centrodestra è stata bocciata per un solo voto. Un episodio che va ben oltre una semplice sconfitta parlamentare e che ripropone una domanda fondamentale: chi ha davvero interesse a impedire che siano gli italiani a scegliere i propri rappresentanti?

Da anni il Parlamento viene composto soprattutto attraverso le liste decise dalle segreterie dei partiti. Sono loro a stabilire chi entrerà a Montecitorio e Palazzo Madama, mentre agli elettori resta ben poco potere di scelta. È un sistema che rafforza gli apparati, premia la fedeltà al partito e indebolisce il rapporto tra parlamentari e cittadini.

La riforma cercava di invertire questa logica, restituendo maggiore peso alla volontà popolare. Si può essere favorevoli o contrari al suo contenuto, ma è difficile sostenere che aumentare il ruolo degli elettori rappresenti con un sistema simil-mafioso non rappresenti un passo indietro per la democrazia.

Colpisce poi la posizione delle opposizioni. Dal primo giorno dell’ insediamento della Meloni non perdono occasione per urlare, indignati, di tornare al voto il prima possibile, ma respingono una riforma che avrebbe consentito agli italiani di incidere maggiormente sulla scelta dei parlamentari. Una patetica contraddizione politica che alimenta il sospetto che l’attuale sistema faccia comodo a chi continua a controllare la composizione delle Camere.

Anche il centrodestra, tuttavia, deve interrogarsi su quanto accaduto. Una riforma di questa importanza non può essere affossata per un solo voto senza aprire una riflessione sulla compattezza della maggioranza. Quando esistono dei franchi tiratori tra le coalizioni di governo, il problema è politico prima ancora che numerico.

Il mondo intero sta attraversando una fase internazionale complessa e l’ Italia non può permettersi governi che rischiano di andare in difficoltà a ogni votazione decisiva. La stabilità non è un lusso, ma una necessità.

La vera riforma resta sempre quella di restituire agli italiani il diritto di scegliere davvero chi li rappresenta. Un Parlamento eletto dai cittadini è più forte, più autorevole e più libero di uno composto prevalentemente da nominati dalle segreterie dei partiti.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

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