In questo momento difficile per la tanto amata e rispettata Arma dei Carabinieri, è giusto offrire tutta la solidariet. 5 fecce da chiudere in un carcere e buttare le chiavi non possono offuscare l’immagine, la serietà, i sacrifici e l’onestà intellettuale di questi nostri grandissimi uomini che ci onorano in tutto il mondo. La Benemerita è sempre stata il nostro punto di riferimento e non può perdere smalto e affidabilità, ma solo essere acciaccata da una ferita grave ma curabile con una terapia profonda perché, come si sa, il medico pietoso fa la piaga cancerosa. La commozione, purtroppo negativa, vince sulla rabbia per questi omuncoli. Non c’è di peggio, infatti che essere traditi da chi porta una divisa e rappresentava e rappresentai il simbolo di affidabilità e onestà. Auspicando che la rappresenterà, per sempre. Grazie di esistere, comunque, a chi, spesso con privazioni e sacrifici, talvolta rischiando anche la vita, o perdendola si prodigano la nostra sicurezza.
Risale proprio allo scorso 26 luglio, l’omicidio del giovane vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, aggredito e ucciso con 11 coltellate da due studenti ventenni americani, Lee Finnegan Elder e Gabriel Natale-Hjorth. In vacanza a Roma. I dubbi permangono e il processo ancora in corso.
Arrestati in albergo poche ore dopo, secondo le ricostruzioni, Elder avrebbe accoltellato Cerciello, mentre Hjorth lo avrebbe aiutato a nascondere l’arma, poi trovata nel controsoffitto della loro camera d’albergo a 100 metri dall’omicidio avvenuto in Prati, un quartiere del centro di Roma.
Onore all’Arma.
Carla Ceretelli

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