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La capannuccia, così si appella in Toscana il presepe, senza personaggi, o peggio…

Dal presepe estromesso dalla scuola a quello  con due donne,  in Chiesa. Ma chi è la mamma? Per non creare malumori nelle famiglie dei bambini di altre religioni, in molte scuole di questo martoriato Paese si sono preparate  recite natalizie senza  riferimenti cattolici, senza il nome di Gesù, senza Natività.

di Carla Ceretelli | 22 Dicembre 2023

Dal presepe estromesso dalla scuola a quello  con due donne,  in Chiesa. Ma chi è la mamma?

Per non creare malumori nelle famiglie dei bambini di altre religioni, in molte scuole di questo martoriato Paese si sono preparate  recite natalizie senza  riferimenti cattolici, senza il nome di Gesù, senza Natività.  Naturalmente le maestre   si sono date da fare per giustificarsi : spesso la metà  dei bambini  che frequentano la scuola  è  di origine islamica o comunque  di altre  confessioni religiose.

Un esempio, la scuola primaria “Edmondo De Amicis” di Agna, in provincia di Padova.  Dove , ovviamente, ad infuriarsi sono stati i genitori degli alunni  italiani, cattolici e laici.   Infatti  hanno scoperto casualmente  che i testi natalizi  previsti , sono stati cambiati e modificati .  Uno dei genitori, all’inizio incredulo,  ha potuto toccare con mano  leggendo  le frasi che inizialmente gli alunni avrebbero dovuto cantare, tagliate su determinate parole. E si è ribellato, insieme  ad altri  genitori  che non erano stati messi al corrente dalle suddette maestre.  Non è affatto giusto  arrivare a questi livelli per rispettare gli altri e non noi stessi e le nostre tradizioni.  Indipendenti  o meno dalla religione.

Chi vuole vivere qui deve adeguarsi alle nostre tradizioni e alle nostre norme, proprio come facciamo noi quando visitiamo i loro Paesi. A maggior ragione se là ci trasferiamo. Non c’è altro da sottolineare.

Per non dire di quanto accade a Monfalcone dove il sindaco di ferro  Anna Maria Cisint, aveva già chiuso a novembre due centri culturali islamici, che non rispettavano le regole.

Nuove polemiche per un’altra ordinanza , che vieta le preghiere islamiche nel piazzale di un’area di un vecchio market. L’imam e i suoi collaboratori che gestiscono il circolo  di area vorrebbero utilizzare il piazzale  per la preghiera.  Il sindaco  ne  ha vietato invece  l’utilizzo  respingendo altresì  l’accusa di xenofobia. Sottolineando, altresì,  la prevaricazione di diverse persone di origine straniera  e dando l’allarme  per la crescita  esponenziale  delle  medesime.

“I bengalesi si stanno comprando tutto: appartamenti, attività commerciali, anche interi stabili. Hanno deprezzato tutto, dove arrivano, gli italiani non comprano più… Ci vogliono cancellare”.

Ma  la storia non finisce qui. Abbiamo toccato il fondo , anzi, oltrepassato il medesimo quando si è appalesato  un presepe blasfemo.

Un prete,  che tanto  prete non è, almeno in coscienza, don Vitaliano Della Sala , ha avuto la malsana idea di mettere  «Due mamme nel presepe: la luce del Natale quest’anno la vedo risplendere anche su queste famiglie colpite da critiche e condanne disumane e antievangeliche».  Ha infatti allestito il suo presepe nella parrocchia di Capocastello escludendo il personaggio di san Giuseppe.  Niente maschi, niente padri, ancorché putativi, bensì una seconda figura femminile  a fianco della  Madonna.  Della mamma di Gesù. L’intento,  provocatorio, di questo pseudoprete,  sarebbe quello  di sollecitare e istigare  la Chiesa a interrogarsi su tutte le tipologie di famiglia, in modo inclusivo, cioè  senza “esclusioni”. Sostenendo in modo  iperbolico la famiglia arcobaleno.

E ci mette di tutto nelle ragioni della sua scelta blasfema.  Dalla società che escluide i poveri, i bisognosi,  ai migranti respinti in mare.  Dalla Chiesa che , a suo dire, respingerebbe  ai margini autentici testimoni di Gesù Cristo che urtano il potere, relegandoli non si sa dove. Dai “poveri di Dio”, soli e con disturbi psichici abbandonati dalle istituzioni, che percorrono strade sulle quali inciampano scandalizzati, i benpensanti.

Ma secondo lui,  lui che tutto sa, l’avvenire della Chiesa sarebbe proprio nell’inclusività . Dal

Se qualcuno riuscisse a spiegare la logica di queste posizioni, gliene sarei grata.

Si leva un grido anche dalla Camera.”Continuando di questo passo , arriveremo a togliere anche l’identità divina a Gesù.”  Una delle  reazioni politiche, soprattutto del centro destra destra.  «Un esercizio di fantasia che denota come una parte della Chiesa interpreti il progressismo come deformazione assoluta del cristianesimo».

Il presepe è un simbolo universale,  culturale che va  salvaguardato, perché un popolo che rimuove le proprie radici rinuncia al suo futuro. Il presepe  esprime soprattutto  valori di pace e fratellanza, di tolleranza e di comprensione reciproca.  Questo gesto blasfemo appare come una esibizione  fuori luogo. Infatti  certi spazi  di intimità religiosa  dovrebbero essere   lasciati alle percezioni   individuali evitando provocazioni. Specie da un uomo di Chiesa.

Del resto  far scomparire  San Giuseppe e mettere due mamme sul presepe  è sicuramente il modo peggiore per rilanciare il tema dell’omofobia. “Si fa un torto proprio a tutti quegli uomini che come lui hanno vissuto nell’assoluto e devoto rispetto verso le donne”.

Le esternazioni del prelato , i suoi modi di intendere la Chiesa, si presentano  non tanto come   spirituali ma, piuttosto ,  come mania di protagonismo. Evidentemente  il prete attivista non si rende conto che è proprio lui ad allontanare,  se non  escludere,   i fedeli, esercitando un potere, un aspetto,  politico   più che fideistico, che  non  andrebbe  mai esercitato  nelle chiese.

Chi frequenta i social, si  sarà certamente  imbattuto in uno strano post, fra il serio e il faceto, più inclusivo e laico. Così come è stato proposto.  Questa la descrizione:

“Non contiene più animali per evitare maltrattamenti. Non contiene più Maria, perché le femministe credono che l’immagine della donna non possa essere sfruttata. Quella del falegname Giuseppe, anche quella, non c’è perché il sindacato non lo autorizza. Gesù Bambino è stato rimosso perché non ha ancora scelto il suo sesso, se sarà maschio, femmina o qualcos’altro. Non contiene più i Magi, perché potrebbero essere migranti e uno di loro è nero (discriminazione razziale, xenofoba). Inoltre non contiene più un angelo, per non offendere gli atei, i musulmani e altre credenze religiose. Infine, abbiamo eliminato la paglia, a causa del rischio di incendio e perché non conforme alla norma europea NF X 08-070. È rimasta solo la capanna, realizzata in legno riciclato proveniente da foreste conformi agli standard ambientali ISO ( ma se è alta meno di 2.70 non  ha l’abitabilità,  devo controllare… )”

Lo scherzo è stato anche divertente, nonostante non lo sia affatto il concetto che esprime. Dove il rispetto delle minoranze prevarica  alla grande  quello della maggioranza. Cioè tutti  i cittadini che vogliono essere lasciati in pace e continuare a vivere con le proprie abitudini e fare le loro scelte. Nel loro Paese.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: bambino, centro destra, chiesa, futuro, genitori, Laici, mare, natale, personaggi, persone, religione, scuola, toscana

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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