La burocrazia e’ il necessario collante di tutte le organizzazioni, in particolare degli Stati, ma la citazione dell’accademico ed educatore canadese Laurence Peter ci ricorda il rischio che esse diventino una categoria a se’, autoreferenziale. In Italia la burocrazia statale e’ appiccicosa, soffocante, refrattaria ai cambiamenti. Lo stesso si puo’ dire delle istituzioni che rappresentano i tre poteri dello Stato, a cominciare dal governo.
Non importa se la maggioranza e’ costituita da leghisti concreti, 5stelle idealisti o PD progressisti. Una volta al governo sono tutti conservatori (dei privilegi). Ad esempio l’attuale governo giallo-rosso, idealista-progressista, in mezzo all’emergenza pandemica, con gli infettati che morivano per mancanza di letti in ICU come anche i medici per mancanza di dispositivi di protezione, ha trovato il tempo e le energie per litigare per due settimane sulle nomine di enti ed imprese statali.
Il Parlamento e’ composto solo formalmente da rappresentanti del popolo. Deputati e senatori per lo piu’ sono nominati dai partiti, non hanno rapporti con i loro collegi elettorali e raccolgono al massimo qualche migliaia di voti. Nelle ultime tre legislature il gruppo parlamentare piu’ numeroso e’ stato quello dei transfughi, cioe’ persone che per definizione rappresentano solo se’ stesse.
Il terzo potere, la Magistratura e’ l’intransigente custode della legalita’ (e della sua sovranita’), non si accontenta di fare rispettare le leggi, ma vuole combattere tutte le ingiustizie. Il nostro ordinamento giudiziario e’ garantista (il condannato resta in liberta’ fino alla Cassazione), ma anche giustizialista (carcerazione preventiva dell’indagato) ma e’ soprattutto interventista. Ogni fatto poco chiaro puo’ attrarre l’attenzione dei Procuratori. Un’intossicazione di turisti italiani a Timbuctu? Si apre un fascicolo. Un rigore sospetto dato alla Juve? Si apre un fascicolo. Un provvedimento poco ortodosso di un ministro? Si apre un fascicolo. Questi interventi della magistratura, immediati e prioritari, paralizzano l’attivita’ degli organi amministrativi di sorveglianza e sospendono la liberta’ di informazione. Ad esempio, pochi giorni fa, a fronte dell’eccessivo numero di decessi registrati nelle Case di riposo a Milano, la Procura ha ipotizzato una serie di reati. Cio’ significa che per un paio di anni (durata media delle indagini) non si potra’ sapere cosa non ha funzionato nelle case di riposo perche’ a causa del segreto istruttorio nessuno potra’ fare dichiarazioni agli organi di sorveglianza e d’informazione. Non dappertutto e’ così.
In Gran Bretagna i Pubblici Ministeri agiscono solo su richiesta da parte della polizia o altre autorita’ e portano a processo solo i casi con una probabilita’ di successo del 70% in base alle prove raccolte.
Stiamo vivendo un momento epocale, di cambiamento, come nel secolo scorso, quando nel primo dopoguerra ci fu l’avvento del fascismo e, nel secondo, quello della democrazia. Ovviamente il cambiamento non riguardera’ il sistema politico democratico, ma il modello economico. Purtroppo ci sono dei rischi, perche’ i nostri governi sono sempre stati succubi, per incapacita’ o disonesta’, di cricche di affaristi che in Russia chiamano oligarchi, ma noi molto piu’ graziosamente, definiamo “salotto buono della finanza”. La prova lampante fu la privatizzazione delle industrie di Stato che furono letteralmente regalate agli amici degli amici con un semplice sistema consigliato dalle banche d’affari Goldman Sachs e JP Morgan, il gatto e la volpe. Si costituisce una societa’ X per comprare Y (Telecom Italia, Finsider, Autostrade, Buitoni ecc) dallo Stato con soldi anticipati dalle banche. Una volta completato l’acquisto, la societa’ X si fonde con Y ed i debiti con le banche passano alla nuova societa’ XY. Questa, oberata di nuovi debiti, diventa poco competitiva, senza futuro e viene spolpata dai nuovi proprietari privati.
Questa devastante crisi economica, senza precedenti, puo’ solo essere affrontata rinnovando le istituzioni e la cultura di governo del Paese. Per esempio e’ inutile prestare soldi ad imprese gia’ indebitate fino al collo, sarebbe meglio offrire la possibilita’ di aumenti di capitale con la partecipazione di fondi d’investimento nazionale e locali, inventando nuovi strumenti finanziari.
La sfortuna ha voluto che in questo momento alla guida del Paese ci sia uno con il foglio rosa, che ha superato l’esame teorico ma non quello pratico. Vedi gestione pandemia. Con la Corea del Sud che ha avuto la prima vittima lo stesso giorno dell’Italia, ma con un totale ad oggi di 266 morti contro i 33000 nostri.
Dolores Portodos

Lascia un commento