
La Bank Of Japan, nella riunione odierna di politica monetaria, ha deciso di mantenere invariato il tasso di interesse a breve termine al -0.1%, mentre quello dei rendimenti dei titoli decennali è fissato ancora intorno allo 0%. Il limite superiore della fascia di oscillazione di controllo della curva dei rendimenti viene portato intorno all’1%. Il controllo dei rendimenti verrà effettuato attraverso acquisti di Jgb su larga scala e in operazioni di mercato. La reazione del mercato non si è fatta attendere e lo Jpy che, ieri aveva recuperato oltre 100 pips contro dollaro, è tornato a scendere con il UsdJpy tornato prepotentemente sopra 150.00. Nessun segnale di intervento da parte della Boj sui cambi, anche se del resto era prevedibile dato che ha lasciato i tassi invariati. Ergo, la svalutazione dello Jpy, se lenta, sembra poter continuare considerato che la sua debolezza dipende esclusivamente dal Qqe voluto della autorità monetarie. I rendimenti del decennale JGB stamani è tornato a ridosso dell’1% a 0.924%. Intanto, nella giornata di ieri, i mercati azionari Usa hanno recuperato con l’S&P e il Nasdaq in guadagno di circa l’1.2% nella sessione americana mentre il Dow Jones ha guadagnato l’1.6%. Ma siamo ormai a ridosso della decisione della Fed di domani e i mercati appaiono cristallizzati anche se pronti a scatenarsi. Intanto sul fronte dati il Pmi manifatturiero cinese è uscito in calo a 49.5 contro il 50.2 del mese di settembre, e sotto alle previsioni del mercato che erano per una stabilizzazione sopra la fatidica quota di 50 a 50.2. La ripresa economica rimane fragile ed è necessario un maggiore sostegno politico per mantenere in atto la ripresa.
PIL E INFLAZIONE IN CALO IN GERMANIA.
L’economia tedesca si è contratta dello 0.1% nel terzo trimestre 2023. Si è trattato di un dato migliore delle attese, considerato che il consensus era per un -0.3%. Sono scesi i consumi privati, a causa dell’aumento dei prezzi e dei tassi di interesse elevati. Su base annuale la contrazione del Pil è dello 0.3%, migliore del consensus di -0.7%. Usciti anche i dati sull’inflazione tedesca, a +3.8% in calo rispetto al consensus di +4% e quindi migliore delle previsioni. Complici ovviamente il calo del Pil e dei consumi. Sul fronte cambi l’Euro ieri aveva guadagnato terreno rispetto al dollaro, con il superamento di quota 1.0600 e il test di 1.0625 durante la sessione americana. Sembrava che il mercato stesse scommettendo su una Fed ferma sui tassi e dati in rallentamento, cosicchè in tali condizioni il dollaro potrebbe scendere e perdere qualche posizione. Gli obiettivi potrebbero essere, in caso di breakout dell’area di 1.0635, i livelli compresi tra 1.0680 e 1.0700. Ma questa notte, in ragione del ritorno del UsdJpy sopra 150, il dollaro ha recuperato anche sull’Euro tornando a 1.0590. Sul Cable movimenti analoghi di rialzo, accompagnati da un ritorno e una correzione favorevole alla divisa Usa. Tutto è possibile anche su AudUsd e NzdUsd che si muoveranno in relazione alle aspettative che il mercato ha per domani. Franco svizzero che si è leggermente indebolito, dopo il ritorno del risk on ieri pomeriggio. In ripresa anche UsdCad, anche se i target sono in prossimità di 1.4000. Scesi ieri anche i futures sul greggio, di circa il 3% vicino ai minimi delle ultime settimane. Le ragioni sono le possibili restrizioni della domanda, a causa di prospettive economiche di rallentamento. Oggi, sul fronte dati attenzione al Cpi europeo, atteso a + 4.2% nel dato core su base annua e a + 3.1% nel dato generale. Nel pomeriggio, attenzione al Chicago Pmi e alla fiducia dei consumatori Usa.
Saverio Berlinzani

Lascia un commento