
Dopo le turbolenze degli ultimi giorni, il governo conferma la volontà iniziale di non procedere a modifiche alla Legge di Bilancio. Ma maggioranza si allinea così alla volontà del Governo e rinuncia ad ogni emendamento annullando così il ruolo del Parlamento. Dopo l’incontro del centrodestra, Palazzo Chigi fa sapere che il testo della manovra sarà trasmesso già oggi in Parlamento. Venerdì in Consiglio dei ministri arriva il decreto sulle riforme costituzionali. L’indicazione è arrivata con una nota di Palazzo Chigi al termine del vertice dei leader di maggioranza con Giorgia Meloni: “Le forze di maggioranza hanno confermato la volontà di procedere speditamente all’approvazione della Legge di Bilancio, senza pertanto presentare emendamenti. Il governo terrà conto con grande attenzione del dibattito parlamentare e delle considerazioni delle forze di maggioranza ed opposizione, si legge nella nota. Il testo della Manovra, dopo il passaggio al Colle, è atteso in Parlamento.
I partiti di maggioranza hanno trovato un’intesa anche sulla proposta di premierato che venerdì andrà in Consiglio dei ministri. Si confermano dunque le ipotesi circolate in queste ultime ore: si introduce l’elezione diretta del presidente del Consiglio, nessuna sfiducia costruttiva e un premio di maggioranza al 55 per cento.
Maraio: “Premierato incompatibile con sistema liste bloccate”
“Ogni ipotesi di premierato, o più in generale di elezione diretta del Capo del Governo, è incompatibile con il sistema delle liste bloccate. Con un Parlamento di nominati e con i partiti personali, finita la stagione dei Congressi, il rischio deriva è dietro l’angolo e salterebbero tutte le garanzie di indipendenza e controllo democratico. I socialisti italiani sono stati fra i primi a parlare di Presidenzialismo. Lo facevano però quando era chiaro il peso dei parlamentari e quando i partiti non si erano trasformati in comitati elettorali del finanziatore di turno.” Lo ha dichiarato il Segretario del Psi, Enzo Maraio.
Ginevra Matiz

Lascia un commento