
Geroge Weigel
Con questo libro George Weigel porta a compimento il suo lavoro monumentale sulla figura del grande papa del XX secolo. Dopo il bestseller internazionale Testimone della speranza, Weigel torna a parlare di Karol Wojtyła raccontando gli ultimi anni del suo pontificato e ricostruendo in maniera accurata e ben documentata, la sua lunga e durissima lotta contro il comunismo in difesa della verità, della libertà e della dignità umana.
Il pontificato di Giovanni Paolo II può essere definito senza dubbio uno tra i più incisivi in duemila anni di storia cristiana. Come scrive Weigel, il papa Polacco ricordò alla Chiesa che non esisteva per sé ma per la sua missione evangelica. Oltrepassando le mura vaticane nei suoi interminabili pellegrinaggi attraverso i cinque continenti Wojtyła presentò al mondo un volto nuovo della Chiesa universale che accese le coscienze provocando risposte inaspettate. La forza e l’incisività del suo messaggio forse fu proprio nella sua disarmante semplicità. Con la sua testimonianza Karol Wojtyła incarnò il significato originario del titolo di “pontefice” attribuitogli per tradizione, facendosi egli stesso “ponte”, non soltanto fra la terra e il cielo, ma anche fra gli uomini, fra le generazioni, fra le confessioni religiose, fra la fede e la scienza. Paladino della libert&agrav e; (una libertà legata alla verità morale e ordinata al bene) e punto di riferimento morale globale, Giovanni Paolo II rinvigorì spiritualmente e intellettualmente la Chiesa restituendo a molti il senso dell’avventura di essere discepoli. Il suo appello a vivere una vita eroica nella virtù contagiò i giovani di tutto il mondo che risposero con entusiasmo alla sua esplicita sfida.
Il suo magistero sollevò sentimenti profondi e spesso contrastanti: rispettato da centinaia di milioni di persone, molte delle quali né cattoliche, né cristiane, fu criticato ferocemente da molti intellettuali e attivisti cattolici, giudicato dagli oppositori come fautore di una “restaurazione” che abbandonava gli impegni assunti con il Vaticano II.
Le pagine inedite che George Weigel ci regala sono frutto di lunghe conversazioni personali con il pontefice, con il suo segretario Stanislaw Dziwisz e con molti testimoni e protagonisti della sua intensa vicenda, oltre che dell’accesso a documenti finora secretati del vastissimo archivio sovietico. Esplorando questi materiali resi disponibili nei primi anni dopo la morte del pontefice, è possibile intuire non solo il valore e il significato profondo dell’impegno di Wojtyła contro il comunismo, ma anche come le autorità del comunismo polacco, i loro capi a Mosca e i paesi alleati del blocco sovietico considerassero Giovanni Paolo II, dopo la sua elezione al soglio di Pietro, un nemico mortale e una minaccia letale. La rivoluzione delle coscienze guidata da questo “uomo dell’est” era certamente più pericolosa di qualunque aggressione armata. Le nuove informazioni raccolte da Weigel mettono in luce gli sforzi, tan to massicci quanto inefficaci, del comunismo per ostacolare Wojtyła nella sua opera e distruggere la sua reputazione. Corruzione, ricatti, reclutamento di informatori, inseguimenti, intercettazioni, giochi politici: nulla riuscì a scalfire la grandezza di Giovanni Paolo II.
“Universale testimone morale della dignità della persona umana e dei diritti umani”, “singolare incarnazione delle tribolazioni delle tragedie e dei trionfi umani, per miliardi di persone”, Karol Wojtyła nel suo pontificato semplicemente estese al mondo intero la convinzione maturata nella sua esperienza di sacerdote, educatore e infine vescovo a Cracovia nella Polonia comunista: la sopravvivenza della Chiesa è legata alla sua vitalità, alla sua forza nel promuovere e difendere la dignità umana.
DALL’INTRODUZIONE”: Mentre marzo cedeva il passo ad aprile nella primavera del 2005 e il mondo vegliava all’esterno dal palazzo apostolico, il pontificato di Giovanni Paolo II, che si stava avviando verso una conclusione commovente, veniva già descritto come uno tra i più incisivi in duemila anni di storia cristiana.
Otto mesi dopo l’elezione al soglio pontificio, il 16 ottobre 1978, Giovanni Paolo II aveva acceso una rivoluzione nella coscienza della sua nativa Polonia, una sfida morale allo status quo della guerra fredda che fu all’origine di quel dramma internazionale che sarebbe culminato con il collasso del comunismo europeo nel 1989 e la fine dell’Unione Sovietica nel 1991. Tuttavia l’impatto mondiale del papa del millennio non si limitò alla sua patria. Durante i primi due decenni del suo pontificato, Giovanni Paolo II ebbe un ruolo importante anche nelle transizioni democratiche in luoghi che andavano dall’America centrale e meridionale all’Asia orientale, proprio mentre si poneva come un universale testimone morale della dignità della persona umana e il principale esponente mondiale dell’universalità dei diritti umani. Nel periodo in cui si avvicinava alla fine del suo pellegrinaggio terreno, Giovanni Paolo II – che il mondo conosceva ben poco all’inizio del suo pontificato – era diventato la singolare incarnazione delle tribolazioni, delle tragedie e dei trionfi della seconda parte del XX secolo per miliardi di esseri umani.

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