L’idea della Grande Firenze comincia a rimbalzare con una certa assiduità nei dibattiti politici e sulle pagine dei giornali. Ma per ora è pur sempre un argomento di nicchia. Nella Toscana dei liberi Comuni ipotizzare l’azzeramento di tante municipalità è un procedimento impercorribile senza il consenso popolare. Una “fusione fredda” rischierebbe di fermare la digestione di un processo che presenta indubbie opportunità ma anche numerosi dubbi. Prima di tutto i confini. Facile vedere Firenze che si allarga ed ingloba Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signa, Lastra a Signa, Calenzano, Fiesole e Bagno a Ripoli. Territori in continuità anche urbanistica col capoluogo. Ma che fare di centri come Pontassieve, Rignano, Impruneta, San Casciano, Vaglia a ridosso della cintura metropolitana ma il cui territorio presenta soluzioni di continuità rispetto a Palazzo Vecchio? C’è poi da considerare metodi (e tempi) per favorire la fusione. Il timore dei comuni della cintura è che il capoluogo possa procedere con una sorta di annessione. La razionalizzazione dei servizi è probabilmente inevitabile, ma il rischio di un azzeramento delle peculiarità di ogni territorio, delle proprie tradizioni e di uno spazio consistente di autonomia decisionale vanno scongiurati nell’immaginario collettivo prima ancora che nella costruzione del procedimento burocratico. Insomma il coinvolgimento dei cittadini, in questo periodo invocato da tanti, talvolta anche in modo strumentale e demagogico, per un progetto così dirompente è ineludibile. Stabilire come non sarà facile. Partecipazione e condivisione sono i primi ingredienti ai quali, chi punta alla Grande Firenze, dovrà ricorrere. La ricetta è ad alto quoziente di difficoltà. Una sfida ardua nella terra dei mille campanili. Auguri.
La “Grande Firenze”
Una “fusione fredda” rischierebbe di fermare la digestione di un processo che presenta indubbie opportunità ma anche numerosi dubbi.
Info Francesco Matteini
Francesco Matteini, giornalista, ha iniziato l’attività nel 1975 con Radio Libera e Tele Libera Firenze; nel 1980 è stato tra i fondatori del quotidiano La Città; dal 1988 al 2007 ha lavorato a La Nazione ricoprendo gli incarichi di capocronista, capo della redazione cultura e spettacoli, capo della redazione sportiva, vicecaporedattore della redazione province e poi all’ufficio centrale; nel 2008 è passato al Corriere Fiorentino (inserto locale del Corriere della Sera) come caporedattore centrale; dal 1982 al 2007 è stato corrispondente de La Stampa per Firenze e la Toscana. Attualmente collabora con i siti Toscana24-ilSole24Ore e Fiorentinanews, con Radio Bruno Toscana, con l’emittente televisiva Rtv38. Ha un proprio blog, “Viola, amore e fantasia” (www.violaamoreefantasia.it) dedicato alla Fiorentina ma non solo.

Lascia un commento