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L’ Italia: un Paese che cova la rabbia

Non sono certamente le proteste rumorose delle categorie più colpite dalla crisi a preoccupare, ma preoccupa invece quello che sta a monte. Difficile da intuire. E quando i soldi finiscono, tutto diventa possibile. Di Roberto Caputo

di Roberto Caputo | 19 Aprile 2021

Schiuma la protesta. Ma non è solo per la pandemia. Anche. Non è solo per un problema economico. Anche.  Ma la Nazione virava verso una brutta china, anche prima del covid. Nell’ attuale Parlamento non vi è nessuna maggioranza espressa dagli elettori.  Prima è nato un governo Lega e M5s, poi un governo PD e M5s, ma sempre con lo stesso presidente del Consiglio. Uno sconosciuto avvocato, mai eletto, ma buono per tutte le stagioni. Caduto l’avvocato, di fronte ad un disastro annunciato, ha deciso Mattarella per una maggioranza di unità nazionale, ad esclusione della Meloni. Come presidente del Consiglio un altro non eletto, Draghi, uomo di grande autorevolezza internazionale. Con tutti i partiti boccheggianti. Il Pd ha cambiato il segretario, il M5s è caduto in uno psicodramma continuo. Purtroppo la dimostrazione lampante di una classe dirigente e politica incapace ad assolvere i compiti più elementari. Il cosiddetto popolo per un po’ si è rassegnato. Gli italiani lo hanno fatto spesso. Poi, però, spesso nella storia hanno dato vita a soluzioni dirompenti e non equilibrate. Non sono certamente le proteste rumorose delle categorie più colpite dalla crisi a preoccupare, ma preoccupa invece quello che sta a monte. Difficile da intuire. E quando i soldi finiscono, tutto diventa possibile. Si è dovuti ricorrere ad un generale degli Alpini per gestire il piano vaccini. Un piano di pace. Ma non può essere sempre così. La storia insegna che quando in politica si crea un vuoto, vì è sempre qualcuno pronto a riempirlo. Chiunque esso sia..

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: classe dirigente, crisi, draghi, governo, italia, la nazione, lega, meloni, nato, nazione, parlamento, pd, presidente del consiglio, soldi, unità nazionale

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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