La riforma elettorale probabilmente non si farà e andremo ai referendum se, come tutti prevedono, la Corte Costituzionale li riterrà ammissibili.
Le manfrine di questi giorni portano univocamente a questa conclusione.
Tanto nel centro-sinistra, quanto nel centro-destra, il grande accordo viene ritenuto una iattura dalla maggior parte degli esponenti dei grandi (meglio sarebbe dire grossi) e piccoli partiti.
E’ come un puzzle: quando tutte le tessere sembrano essere collocate al loro posto, ecco che non si sa bene dove collocare l’ultima, e tutto ricomincia da capo.
Sfatiamo subito un luogo comune: la ragione di tutto ciò non sta nei piccoli partiti e nemmeno nell’eccessivo numero di partiti (anche se questo è certamente un male per il sistema).
La ragione vera è un’altra: i partiti dell’Unione per continuare a stare assieme hanno un bisogno vitale della presenza del grande nemico. E Berlusconi, il Cavaliere nero, incarna come nessun altro questa figura e caccia indietro i mille motivi che potrebbero determinare il crollo dell’alleanza.
E la ex Casa delle Libertà non è da meno: dal 2001, subito dopo la vittoria elettorale, è costantemente sull’orlo di una crisi di nervi. Oggi lo è più che mai, ma può continuare a dilaniarsi al proprio interno certa di poter recuperare consensi, se si presenterà unita, grazie alla presenza del “suo” nemico esterno che sono sostanzialmente i comunisti, i postcomunisti ed i loro alleati.
In questo non c’è molta differenza tra come andavano le cose prima del golpe mediatico giudiziario di tangentopoli e quanto accade oggi.
Per questo può persino accadere che Veltroni, Berlusconi e molti altri (rappresentanti cioè dei principali partiti e satelliti) dichiarino di preferire il sistema francese, ma poi escludano di poterlo sostenere perché mancherebbe la maggioranza in Parlamento. E’ solo l’ultima di tante bizzarrie che vanno a costituire questo autentico gioco delle tre carte: nessuno riesce mai ad indovinare la carta buona per raggiungere l’accordo.
Ancora una volta, dunque, si palesa una classe politica non in sintonia con i cittadini, autoreferenziale nei propri giochi tesi all’autoconservazione, che basa il proprio consenso in negativo, sulla necessità di combattere l’avversario, non sulle proprie proposte.
Ci sarebbe un’autostrada sgombra per chi avesse l’audacia di correre qualche rischio e proporsi in alternativa ed autonomia rispetto ad entrambi gli schieramenti (senza escludere, naturalmente, possibili alleanze per garantire la governabilità del Paese). Laici Liberali e Socialisti, compromessi solo marginalmente con questa stagione politica, avrebbero le carte in regola per interpretare una stagione nuova. Ma sono affezionati al proprio piccolo mondo antico, non riescono ad uscire dal guscio nel quale si sentono protetti per coltivare mediocri ambizioni.
Dovrebbero mettersi tutti assieme per costruire la loro nuova casa e invece non riescono a superare il complesso di Peter Pan.
Nicola Cariglia

“Ancora una volta, dunque, si palesa una classe politica non in sintonia con i cittadini, autoreferenziale nei propri giochi tesi all’autoconservazione, che basa il proprio consenso in negativo, sulla necessità di combattere l’avversario, non sulle proprie proposte.”
Questo è il problema. Il problema dei problemi . Il “muro di Berlino” edificato nella politica mondiale ha condizionato nell’epoca moderna e continua a condizionare ogni attività semplificando gli schemi e uniformando le strategie . La difficoltà di garantirsi un seguito trova un enorme sostegno in questo , ovviando al grosso handicap della mancanza di ideali ,di motivazioni sociali ed etiche ,distrutte sull’altare della “modernità” ,di una “laicità ad ogni costo” piuttosto bigotta, dell’insofferenza per schemi preesistenti distrutti ma non sostituiti (data la rapidità storica del cambiamento ). Quello da non fare , che è di moda dare come consiglio agli altri (non buttare il bambino con l’acqua sporca ) , lo si è invece già fatto ,nella foga di procedere ; ed ora l’unico valore appare lo schieramento . Destra o sinistra ,appare l’alternativa fondamentale anche se i termini hanno perso significato .Mentre la politica si è ridotta alla problematica per la tutela esistenziale dei tenutari delle istituzioni . Più che complesso di Peter Pan , per gli esclusi dal potere, o di” piccolo mondo antico “, mi sembra ci sia incapacità di evidenziare obiettivi strategici , perché di essi si è perso il
sentore .E’ cosi che l’agone politico si è trasformato in una guerra di trincea .E giustamente le regole elettorali si adattano alla funzione di costituirsi in terrapieni difensivi della posizione. Mentre il famigerato gioco delle tre carte ha successo sintanto che qualcuno sta al gioco ,senza rendersi conto che non di un invito alla prova si tratta , ma di un incantesimo.
Per questo occorre rebbe davvero trovare il coraggio di una “alternativa ed autonomia “;rendendosi comunque conto che tale coraggio non si palesa appieno ipotizzando da subito “possibili alleanze”.
Riceviamo il commento del Sig.Mario Tinti
di fronte a quello che vedo a napoli mi domando come e’ possibile per il mondo politico tacere il popolo e’ fortemente indignato con personaggi cosi’ lontani dai problemi della gente non si pensa all’interesse collettivo ma solo al proprio interesse individuale la politica non e’ piu’ una missione e’ solo un modo per campare che tristezza tutti i politici campani dovrebbero dimettersi per non avere saputo difendere la belezza di una terra che la natura gli aveva regalato VERGOGNA Bassolino Pecoraro Scanio sig.ra iervolino che tristezza………..
Vi vorrei segnalare quanto segue dal blog di Bla legge elettorale non si fa senza Berlusconi
Per Veltroni la legge elettorale si fa senza gli italiani
Per Veltroni la legge elettorale non si fa in Parlamento
Per Veltroni la legge elettorale non deve tenere conto delle tre proposte della legge di iniziativa popolare: “Parlamento Pulito”
Per Veltroni la legge elettorale si discute nei salotti dei segretari di partito, in segreto
Per Veltroni 350.000 italiani che hanno firmato per cacciare i condannati dal Parlamento valgono meno di un prescritto
Per Veltroni la legge elettorale è un fatto interno ai partiti e il referendum non si ha da fare
Per Veltroni la legge elettorale non va discussa alla Camera e al Senato sotto gli occhi del Paese
Per Veltroni chi ha il controllo dell’informazione è il vero interlocutore
Per Veltroni la preferenza diretta del candidato è fuori discussione
Per Veltroni il limite di due legislature e poi a casa è impraticabile
Per Veltroni la Mondadori è legittimamente dello psiconano
Per Veltroni Rete 4 non deve andare sul satellite
Per Veltroni chi ha il controllo dei media può fare politica
Per Veltroni il milione e mezzo di persone che hanno partecipato al V-day può andare a fanculo
Una domanda: “Ma chi è Veltroni?”
Una risposta: “E’ il sindaco di Roma”
Una domanda: “E come lo fa?”
Una risposta (del Papa): “A Roma gravissimo degrado”
Topo Gigio Veltroni non è deputato, non può presentare leggi, fa il sindaco part time. Quest’uomo vuole decidere per noi. Si faccia eleggere, entri in Parlamento e presenti una sua proposta. Per ora si occupi della sua città, visto che è pagato per farlo.
Ps: La prima Commissione Affari Costituzionali del Senato ha iniziato l’esame della legge “Parlamento Pulito”. L’esame del testo è stato congiunto a quello di altri sulla stessa materia. Nel resoconto della seduta (www.senato.it, poi cliccare su “IN SEDE REFERENTE”) si legge, tra l’altro:
“Il PRESIDENTE [Enzo Bianco] condivide la proposta avanzata dalla senatrice Brisca Menapace e si riserva di sottoporre all’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari le modalità e i tempi di svolgimento di una audizione di rappresentanti dei promotori di entrambi i disegni di legge d’iniziativa popolare (nn. 1900 e 1936), ai sensi dell’articolo 74, comma 3, del Regolamento.”