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L’ITALIA HA BISOGNO DI UNA GIUSTIZIA GIUSTA E DI UNA SERIA PROGRAMMAZIONE TELEVISIVA. OCCORRONO UNA MAGGIORE SICUREZZA SOCIALE E UNA INFORMAZIONE CULTURALE EDUCATIVA, ETICA PER RINNOVARE LA FIDUCIA NELLA POLITICA E NELLE ISTITUZIONI.

di Domenico Civitano

di Domenico Civitano | 29 Novembre 2009

Le vicende della Giustizia sono seguite con interesse dalle famiglie italiane. Il contrasto tra la Magistratura e la Politica è il tema più discusso tra i cittadini italiani.
Per quanto riguarda la televisione, si ha un buon ricordo dei programmi in bianco e nero, mentre ci sono pareri negativi per quelli attuali. In effetti, dopo il bianco e nero, i programmi a colori sono stati un crescendo d’informazioni, di spettacoli d’intrattenimento sempre piu’ diseducativi, se non anche turbativi delle coscienze, in particolar modo, dei giovani che vedono svanire le regole del rispetto umano, della difesa della democrazia, dell’etica, della solidarietà umana e del corretto confronto delle ideologie e delle opinioni.
Il fenomeno, riguardante il degrado dei programmi televisivi, in onda sulle reti pubbliche e private italiane è oggetto di critiche per l’aspetto della correttezza idiomatica, del pseudo culturalismo, dell’intollerabile inserto pornografico, della violazione della riservatezza, come dell’accanimento a colpire chi osteggia i poteri forti.
Prevale in ogni programma la cultura della violenza, del male affare, della Mafia, della ‘ntragheda, della malavita organizzata, della droga, del bullismo, degli stupri, degli scippi e delle rapine.
La riforma della Giustizia merita un raggio d’azione superiore alla semplice divisione sia dei ruoli, sia della lungaggine dei processi civili e penali.
Non può sfuggire al Potere legislativo l’uso improprio che si fa del libero convincimento di colpevolezza da parte del PM, che finisce per influenzare il Gip a svolgere il processo col modello inquisitorio anziché accusatorio.
La riforma della Giustizia deve poter indicare l’area di competenza costituzionale della Magistratura e l’obbligo di rispettare solo le leggi emanate del Potere Legislativo, che esprime la volontà e la sovranità del Popolo italiano. Alla Magistratura va attribuito il diritto di chiedere alla Consulta l’esame di costituzionalità della legge non quello di emanarla, supplendo il Parlamento. Di grande attualità sono i tempi lunghi dei processi e la responsabilità civile del Giudice.
Il fatto strano è che dinanzi a tali problemi, essenziali per il Paese, le forze politiche dell’opposizione anziché collaborare per migliorare la Giustizia, organizzano manifestazioni di protesta contro il Governo e chiedere le dimissioni di Berlusconi. Evidentemente la stima e la fiducia popolare di cui gode Berlusconi preoccupano fortemente gli avversari politici.
In tale clima di poca responsabilità politica verso il popolo sovrano, un Giudice, con atteggiamento ironico e spavaldo afferma durante la trasmissione “Anno Zero”: “Cacciato Berlusconi i problemi, tra politica e magistratura, si risolvono in un niente”. Il pm di Palermo, nemico dichiarato da quindici anni di Berlusconi, ricorda quanto avvenuto in Germania con Helmut Kohl, che si fece da parte appena fu sfiorato da un’inchiesta giudiziaria. Il barbuto Giudice palermitano fece la gioia di Michele Santoro e di Marco Travaglio, che in nome del diritto di cronaca, processano in TV pubblica, prima ancora della Magistratura, il capo del Governo, colpevole di aver impedito ai comunisti stalinisti di governare l’Italia.
E’ scorretto, sia da parte del Giudice, che dei conduttori delle diverse rubriche televisive, non accettare democraticamente la volontà della maggioranza popolare, che ha scelto Berlusconi e la destra per assicurare in Italia la libertà e la democrazia.
Più avvelenato di Santoro è l’Ing. De Benedetti, nemico di Berlusconi, il quale, in perfetta armonia con i giudici comunisti offende e beffeggia quotidianamente gli italiani attraverso i suoi giornali.
Allo stato delle cose le previsioni per il futuro sono preoccupanti. I problemi che attanagliano tantissime famiglie, private del minimo per sopravvivere, servono alla sinistra per le manifestazioni di piazza contro il Governo, incuranti del pericolo che incombe sulla libertà e la democrazia.

Domenico Civitano

Pubblicato in : Primo piano

Info Domenico Civitano

Nato a Bitetto (Bari) nel 1932. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bari. Socialista del PSI da giovanissima età a seguito lettura della triste fine di Giuseppe DÌ VAGNO. Sempre Nenniano e Craxiano. Vice Segretario Provinciale PSI. Dal 1957 Segretario della Sez. PSI di Bitetto. Anticomunista. Membro di Commissioni Amministrative provinciali, Vice Sindaco nel Comune di Bitetto.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Civitano Domenico

    1 Dicembre 2009 alle 17:57

    Caro Bartolomeo.
    Mi consenta di considerar La un caro amico nello scambio di riflessioni che riguardano la società in cui viviamo e che vorremmo, sono convinto, più impegnata a cercare di risolvere i tanti problemi economici, etici, strutturali, culturali per costruire un futuro migliore.
    Caro Bartolomeo, io sono un socialista del distrutto PSI, sin dall’età di tredici anni, dopo aver letto, per puro caso, su un trafiletto di giornale l’uccisione di Giuseppe DI VAGNO subito dopo il comizio tenuto a Mola di Bari in difesa dei lavoratori agricoli che reclamavano maggiori riconoscimenti per il lavoro che svolgevano al servizio dei feudatari dell’epoca.
    Quella lettura mi fece diventare, come per magia, adulto e osservatore critico di tutti gli avvenimenti di cui riuscivo a prendere atto.
    Nello PSI sono stato sempre, idealmente, con Nenni e poi con Craxi quando ha sostenuto la dignità e l’autonomia del Partito sia dal PCI, sia dalla DC. Mai ho ambito a cariche politiche e ho sempre criticato i tentativi di smarrimento dei postulati ideologici Socialisti (con la “S” maiuscola).
    Tale racconto ha un solo significato: Non sono Berlusconiano, non sono di destra come, non voglio sentir parlare dei comunisti che hanno sempre affermato di avere come primo obiettivo politico la distruzione fisica dei socialisti. Ho sempre criticato Luciano Violante quando organizzava i giudici a sposare la causa comunista contro il Partito Socialista Italiano e non contro la DC.
    Ho molte ferite sul corpo per colpa dei comunisti. Non sono le ferite che mi fanno criticare il comportamento dei giudici, dei conduttori di talk-Show televisivi, dei giornali dichiaratamente comunisti e nemici degli avversari politici.
    Oggi ai programmi pomeridiani del secondo canale TV s’è parlato moltissimo dei programmi televisivi da modificare perché spiccatamente diseducativi. Ci sono state delle lamentele peggiori delle mie. Ho avuto un momento di orgoglio costatare di non esser il solo a criticare determinati programmi della televisione, sia di destra e sia di sinistra. Anche la lettura, sul Corriere della Sera, del dissenso tra Caselli e Violante sulla necessità di riformare la giustizia mi ha soddisfatto.
    Caro Bartolomeo, scusami se mi sono lasciato prendere da fatti personali.
    Un fraterno saluto
    Domenico Civitano – Bitetto (BA)

    Rispondi
  2. Bartolomeo Gatto

    30 Novembre 2009 alle 18:29

    Le prime quattro righe del suo intervento sono una melodia…
    Poi pian piano le parole si perdono nel solito gioco delle parti e diventano quasi inutili, insulti all’intelligenza.
    Il male del paese, e della nostra società, secondo Lei, dipendono unicamente dai magistrati, da De Benedetti, Di Pietro e dalla sinistra? Mi sembra che lei osservi il mondo con una trave negli occhi.
    Purtroppo abbiamo bisogno di giustizia quella vera, di una televisione che valorizza le persone, le donne, la cultura, le arti, la solidarietà e salvaguardano l’ambiente. Annozero e i giornali di De Benedetti trovano terreno fertile perché ci sono i telegiornali e Porta a Porta che sono della stessa cava.
    Di Pietro ha successo perché qualcuno sfugge alla giustizia, vive nella strafottenza e alimenta le mafie. Ha motivo di esistere perché troppi politici vivono solo sfruttando la posizione del Cavaliere e, tanti giornalisti navigano in questo mare…
    Qualche volta sarebbe bello se si guardasse la realtà con gli occhi aperti e se dicesse come realmente stanno le cose da una parte e dall’antra.
    Sarebbe bello se qualcuno ci provasse.
    Bartolomeo Gatto

    Rispondi

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