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L’ITALIA É MALATA MA GLI ASPIRANTI DOTTORI SONO MESSI PEGGIO

Si vuole far passare la favola che le feste ed i festini sono l’origine e non l’ultimo atto di un percorso con molte tappe dai risvolti assai piu’ gravi e sostanziali. Vale la pena, ancora una volta, di ricordare che dal 1994 al 2010 ( gli anni ruggenti della “seconda repubblica”) centrodestra e centrosinistra hanno governato esattamente 8 anni ciascuno. Di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 19 Gennaio 2011

Non c’era bisogno di osservare dal buco della chiave delle ville di Berlusconi per capire il livello di volgaritá, di umiliazione e di degrado civile cui hanno ridotto l’Italia gli anni sciagurati della cosidetta seconda repubblica.
Le ragazzotte disinibite e avide che riempiono le pagine dei giornali, in un paese ipocrita ed opportunista come quello attuale, svolgono egregiamente altri compiti oltre a quello ( a quanto pare ben remunerato) di soddisfare voglie e megalomania del sultano di Arcore.
Si vuole far passare la favola che le feste ed i festini sono l’origine e non l’ultimo atto di un percorso con molte tappe dai risvolti assai piu’ gravi e sostanziali.
L’Italia é ridotta come é ridotta perché da molti anni la politica é andata in soffita e, a tutti i livelli, la rappresentanza e l’esercizio del governo sono diventati fatti privati.
E le tappe del processo sono facilmente individuabili ripercorrendo il tempo a ritroso:
– le inchieste di certa magistratura mirate ad influenzare il corso della politica e, sopratutto, dell’economia (quanti imperi industriali e finanziari sono passati di mano in seguito ad inchieste finite poi nel nulla?);
– i rapporti incestuosi tra giornali, politica e finanza;
– la morte dei partiti politici, del loro dibattito interno e della funzione di selezione della classe politica;
– l’insaturarsi del metodo della cooptazione:
– l’oscura obliquitá dei processi decisionali, non piú nelle sedi politiche ed istituzionali ma direttamente dai potentati economici attraverso i legami con i loro mediocri referenti politici e attraverso le loro corazzate mediatiche;
– infine, ma non da meno, la spoliazione esplicita dei diritti decisional dei cittadini, ovvero il furto di sovranitá popolare, attraverso leggi elettorali funzionali al mantenimento dello status quo e condivise (non ci prendano per i fondelli!) da centrodestra, centrosinistra e Centro Centro.
Vale la pena, ancora una volta, di ricordare che dal 1994 al 2010 ( gli anni ruggenti della “seconda repubblica”) centrodestra e centrosinistra hanno governato esattamente 8 anni ciascuno. E che i cosidetti partiti di centro (Fini, Casini, Rutelli) hanno fatto altrettanto dal momento che facevano parte dell’uno o dell’altro schieramento.
E allora, l’Italia é certamente malata, ma non si vedono in giro dottori in grado di curarla. Coloro che si autocandidano hanno giá fatto la loro parte di disastri e non é detto che non riuscirebbero a fare ancora peggio.
Senza qualcosa di nuovo non se ne esce. E solo la cultura laica liberale e socialista sarebbe in grado di produrre qualche novitá, al momento che dal ‘94 al ‘96 é stata totalmente assente.
C’é bisogno di un partito nuovo e riformista per dare una scossa. Ma, anche in questo campo, ci pare giá di vedere una predisposizione verso piccoli obbiettivi personali, non il gusto di un servizio elevato da rendere al Paese.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Patrizia Innocenti

    26 Gennaio 2011 alle 03:12

    Caro Nicola,
    ho letto con molto interesse questo tuo articolo, sai come la penso politicamente ed è superfluo dirti che condivido in toto l’analisi che fai sulla situazione del nostro “povero” Paese finito, da troppi anni ormai, nelle mani di ciarlatani emersi dalle ceneri di “MANI PULITE”.
    Concordo soprattutto quando dici:

    “”” …….. l’Italia é certamente malata, ma non si vedono in giro dottori in grado di curarla. Coloro che si autocandidano hanno giá fatto la loro parte di disastri e non é detto che non riuscirebbero a fare ancora peggio.
    Senza qualcosa di nuovo non se ne esce. E solo la cultura laica liberale e socialista sarebbe in grado di produrre qualche novitá, dal momento che dal ‘94 al ‘96 é stata totalmente assente.
    C’é bisogno di un partito nuovo e riformista per dare una scossa …………””””””

    E’ vero, l’Italia ha davvero bisogno di qualcosa di nuovo e di serio.
    Il nostro Paese ha soprattuto bisogno di persone capaci, oneste e che, senza “secondi fini”, abbiano la voglia, la capacità e l’entusiasmo necessari per dare una svolta positiva a questa nostra Italia.
    C’è bisogno di un nuovo modo di far politica, è necessario far riconquistare alla cittadinanza la fiducia nelle istituzioni dimostrando che,
    nonostante questo periodo buio,
    possiamo ancora essere capaci di rialzarci dalla melma in cui siamo affondati dal lontano 1992 in poi!!!
    Devo anche dire che mi è piaciuto molto l’intervento (su questo tuo articolo) fatto da Giuseppe Selvaggi.
    Sarebbe auspicabile che vi fossero tante persone come lui (giovani – visto che come dice ha 36 anni) con l’entusiasmo e la voglia di fare qualcosa di positivo.
    Sono comunque convinta che se la parte sana della cittadinanza (e voglio credere che sia un buon numero) potesse essere coinvolta in un nuovo progetto liberal/socialista sarebbe proprio questo il momento giusto per farlo perchè le persone sono stufe di vedere la nostra politica interessata ai soli problemi (veri o non veri che siano) di un solo personaggio!!!
    Ormai i cittadini “normali” (ovviamente non i facinorosi) si stanno rendendo conto che i nostri parlamentari sono impegnati a tempo pieno a trovare il modo di sradicare Berlusconi e che delle riforme e dell’economia del Paese non interessa niente a nessuno degli attuali politici!!!
    Un caro saluto
    (Patrizia)

    Rispondi
  2. s.c.

    24 Gennaio 2011 alle 19:21

    Solo per precisare a Paolo Francia che gl’inviti a restare tranquillamente dov’è, senza per questo far la morale a noi che ci attardiamo ancora nel nostro paese glieli avevo rivolti io e gli ho risposto solo per questo. Quasi.

    In più per fargli presente, sempre che gl’interessi, ma visto che l’ha detto, che io non “faccio politica” nel senso comunemente accettato del termine, ma altre cose. Se poi ogni tanto me ne occupo, anche scribacchiando qualcosa su pensalibero quando me ne viene il verso, è perché ho scelto di martoriarmi in questo paese in cui ho deciso di restare a vivere

    Rispondi
  3. Paolo Francia

    24 Gennaio 2011 alle 07:22

    Non capisco cosa c’entri, Cellino, questa sua mail e quali siano i suoi rapporti con Selvaggi (se rispondo a lui non vedo per quale motivo lei debba rispondere a nome di altri…), né comprendo le sue critiche nei miei confronti, mi spiace che lei non capisca assolutamente il significato dei miei messaggi e neppure del mio rapporto con l’Italia.
    Vede, lei forse aspira alla “grande famiglia”, leggo a volte mails che mi sembrano appartenere all’era dei dinosauri, con rigurgiti da Pentapartito.
    Quello che penso, e che a volte forse esprimo in maniera brusca, é il fatto che della situazione attuale tutti quanti siamo responsabili, e che un popolo si merita i politici che si sceglie.
    Purtroppo, al contrario di quanto lei pensi del sottoscritto, ho motivi personali che non sono di superiorità ma di semplice disgusto per le cose che in Italia non vanno come dovrebbero andare.
    Non credo che la politica potrà risolvere una mentalità che va cambiata nel profondo, destra o sinistra che sia e che noi cambia perché , sebbene nell’era di internet, senza frontiere come un tempo, la gente non guarda al di là del proprio naso, del proprio villaggio, della propria regione e Paese.
    Vedere cosa funziona fuori dall’Italia e applicarlo anche ad essa sarebbe la maniera piu’ logica e sana di trovare soluzioni per migliorare profondamente la vita dei cittadini.
    Non creare “grandi famiglie” e appiccicare sopra etichette stantie e inutil alla gente di oggi. Se siamo a questi livelli lo si deve anche ai politici che all’epoca si spartivano potere, denaro pubblico e cultura, tutti quanti, nessuno escluso!
    Ritorni invece sull’argomento, se si lanciano sassi é troppo facile terminare con un “sull’argomento non ritorno piu'”.
    Lei fa politica? Vuol fare qualcosa di utile per l’Italia? Bene lo faccia, io ho scelto un’altra professione. Ma crei allora idee e non “grandi famiglie”, la politica di oggi parte dalle idee di un solo individuo.
    Basta avere quelle giuste.

    Rispondi
  4. Silla Cellino

    23 Gennaio 2011 alle 22:03

    Mi spiace, Paolo Francia, che addebiti a Selvaggi le mie colpe. Sono però curioso di sapere dove ritrova l’intento moralistico in ciò che scrivo, mentre constato che i suoi numerosi interventi ne sono zeppi e senza nessun costrutto. Niente male: ognuno è libero di pensarla e scrivere come meglio crede, salvo accettare serenamente che qualche critica possa essergli mossa.

    Avrà invece capito – e in caso contrario glielo dico io, ma se mi sbaglio mi corregga pure – che ciò che a me personalmente dà noia nei suoi scritti è quest’aria di superiorità per il fatto di vivere altrove ed una sorta di commiserazione per noi poveretti che invece si arrabattano ancora in questo disgraziato paese.

    Bene, visto che per tutta la vita, nella mia passata e molto modesta vicenda politica e nella mia attività privata e personale ho sempre lottato per migliorare me stesso e l’ambiente che mi circonda, magari non sempre riuscendoci, vuol dire che continuerò a fare come ho sempre fatto, impegnandomi nel mio piccolo per ciò che mi sento di fare o che mi viene richiesto, prestando l’attenzione che merita a chi, legittimamente, ha ritenuto di fare altre scelte.

    Prometto fin d’ora che su questo argomento non tornerò più.

    Bonne chance

    Silla Cellino (in breve s.c.)

    Rispondi
  5. Nicola Cariglia

    23 Gennaio 2011 alle 11:58

    Caro Selvaggi,
    leggo con piacere il suo nuovo inervento e spero che lei possa leggere il mio prima che l’inesorabile webmaster, Claudio Tirinnanzi, inserisca la nuova newsletter che sto preparando. Avremo modo, in ogni caso, di proseguire la discussione, sempre più interessante, commentando i nuovi articoli che appariranno stasera o domani.
    Al dunque: lei, per me, non è nè cencio, nè straccio. Il modo di dire toscano io lo applico a centrodestra e centrosinistra che condividono le responsabilità della non esaltante situazione italiana ma se le palleggiano a vicenda. E’ per questo che penso e scrivo che senza elementi di novità non ne usciamo. Ed è per questo che lei mi da conforto con il suo entusiasmo in seguito alla partecipazione alla manifestazione romana. E’ ciò che auspico. Poi, spero che gli amici repubblicani facciano uno sforzo per ampliare l’orizzonte a favore di uno schieramento più ampio, assieme a tutti i laici, liberali e socialsti e socialdemocratici. Diversamente, saignificherebbe proseguire nell’errore di dare vita ad iniziative di corto respiro, giusto per spuntare qualche seggio da uno dei due veri contendenti (PDL e PD), senza influenzare il corso degli avvenimenti.

    Caro Paolo,
    non criticol a sua scelta di andarsene in Francia. Per quanto le sembri strano, continuo ad amare l’Italia e per questo la vorrei migliore. Non ho perso le speranze…

    Rispondi
  6. Paolo Francia

    23 Gennaio 2011 alle 11:32

    Non si preoccupi Selvaggi, stia sereno, che in Italia non ci torno!
    Legga pero’ meglio le mails degli utenti prima di affermare il falso, non faccio la morale a nessuno come invece lei sembra fare.

    Rispondi
  7. Giuseppe Selvaggi

    23 Gennaio 2011 alle 11:18

    Caro Cariglia,
    sabato 22 gennaio a Roma (Teatro Sala Umberto) ho partecipato ad un incontro nazionale dei Repubblicani. Era dal lontano 2001 che non partecipavo ad una manifestazione Repubblicana con grande partecipazione popolare. Per tanti anni ho preferito farmi da parte ed attendere l’inizio della fine del miraggio berlusconiano. Io non so se siamo alla fine politica di Berlusconi, una cosa sola è certa non siamo purtroppo alla fine del berlusconismo. Ci vorranno anni forse decenni per ripulire l’Italia dal degrado politico e culturale causato dal nefasto terremoto di tangentopoli e dalla sua pessima legge elettorale con conseguente comparsa di Berlusconi sulla scena politica.
    Partecipando alla manifestazione di ieri a Roma ho potuto finalmente mettere da parte (per il momento) il mio innato pessimismo della ragione e far prevalere l’ottimismo della volontà. Ho visto una sala gremita da giovani e meno giovani provenienti da ogni regione italiana (dal Nord al Sud), bandiere rosse (quelle repubblicane), il tricolore della Patria ed ascoltare il suo meraviglioso inno di Mameli. Ho ascoltato interventi qualificati all’insegna della competenza e della razionalità. Ho ritrovato lo spirito autentico del partito che fu di Ugo La Malfa e che sempre pose al centro del proprio agire politico l’interesse del Paese. Nell’Italia di oggi (per intenderci quella di Ruby e dei suoi sostenitori) quanti movimenti politici possono riuscire a mettere insieme tante persone di buona volontà che non hanno meschini interessi e che sono spinte solo dal bene pubblico? Ieri i Repubblicani ci sono riusciti e hanno aperto la strada ad altri movimenti politici che oggi faticano ad emergere perché divisi o perché scoraggiati e delusi, penso ai socialisti, ai socialdemocratici, ai liberali. Erano anni che non sentivo politici, intellettuali, studenti, lavoratori discutere in modo così appassionato del futuro dell’Italia. Con sommo piacere ho ascoltato l’intervento dell’on. Giorgio La Malfa svolto come sempre con competenza e senza alcuno spirito polemico verso alcuno. Al centro del dibattito solo ed esclusivamente il bene dell’Italia. Fare tanti chilometri mi è servito a vedere meno nero il futuro di questo Paese.
    Tornando al motto toscano di cencio e di straccio. Non so se io sono uno o l’altro o entrambi, poco mi importa. Le dico solo che ho 36 anni, ho avuto la tessera del Pri dal 1995 al 2000, non ho mai avuto incarichi remunerati anzi sono io che finanziavo il partito con abbonamenti alla Voce Repubblicana e con il mio tempo e denaro. Ho fatto politica sempre con entusiasmo e non ho mai tratto alcun vantaggio materiale dal mio impegno. La mia sola gratificazione è stata ascoltare POLITICI competenti e discutere con persone culturalmente preparate. La mia coscienza è serena e posso permettermi di criticare a testa alta senza vergognarmi il degrado attuale senza per questo temere i rimbrotti dei soliti soloni di turno. A chi predica che siamo tutti uguali io rispondi di NO. Io non sono uguale a nessun losco individuo che da decenni opprime l’Italia con la sua incapacità e immoralità. Tutto ciò che ho avuto nella vita (dal rispetto degli amici alla laurea) me lo sono guadagnato con sforzi e sacrifici. Mi consenta la battutina: non ho mai indossato il camice senza vestiti per far piacere al sultano di turno.
    Mi è piaciuto il riferimento che ha fatto a Saragat e al suo motto preferito: “Si faccia quello che si deve, accada quello che può”. Torni a ragionare seguendo Saragat e vedrà che anche Lei come me potrà tornare a sperare.
    Cordialmente, Giuseppe Selvaggi.

    Rispondi
  8. s.c.

    23 Gennaio 2011 alle 09:37

    Bisogna essere molto contenti che Paolo Francia sia dov’è e soprattutto che ci resti. Evitando possibilmente di farci la morale. Ché siamo abbastanza grandi per farcela da soli.

    Rispondi
  9. Paolo Francia

    23 Gennaio 2011 alle 00:03

    Caro Nicola, lei mi parla di Italia malata, ebbene accade che talvolta ci si debba arrendere al fatto che la malattia é incurabile e che non c’é niente da fare. Non é rassegnazione, ma constatazione della realtà!
    Certo, mi rendo conto che non tutti possono andar via e non sarebbe giusto, ma se avessi un figlio vorrei che vivesse lontano dall’Italia.
    La vita é, ahimé, troppo corta per rovinarsela completamente per i principi….io me la sono salvata,e lo posso dire forte, andando via!
    Forse era solo il mio destino, forse doveva solo essere cosi!

    Rispondi
  10. Nicola Cariglia

    22 Gennaio 2011 alle 10:49

    Caro Paolo,
    le vedo anch’io le cose che vede lei.
    Ma la cialtroneria mi fa arrabbiare quanto la rassegnazione e l’indifferenza: quelle verso l’assoggettamento allo straniero, al fascismo, alla partitocrazia prima e alla mignottocrazia poi….
    “Si faccia quello che si deve, accada quel che puó” era la citazione preferita da Giuseppe Saragat, un ostinato che talvolta aveva torto e spesso ragione contro tutto e contro tutti. Ecco: le poche speranze di successo non sono una giustificazione per essere complici.

    Rispondi
  11. Paolo Francia

    22 Gennaio 2011 alle 10:21

    Caro Cariglia, ma lei crede davvero che l’Italia sia riformabile?!? Sono ritornato 3 giorni nella mia città, Livorno, e ho ancora in testa le immagini di puro degrado di tutto! Degrado culturale, paesaggistico, architettonico…edifici che altrove in Europa sarebbero rimessi allo stato d’origine e valorizzati ridotti in macerie, strade da città africana, sporcizia e distruzione dopo poco tempo di lavori terminati (la Piazza del Teatro Goldoni appena pavimentata é già da rifare ), le aree verdi ridotte a sterpaglia bruciata!
    Vista la situazione la domanda che ci si pone é la seguente! Alla gente “piace cosi'” ed é inutile agitarsi per cambiare le cose perché si disturba il quieto vivere, si creerebbero rumori fastidiosi e disagi per i restauri, la gente non vuole…come su Berlusconi, la gente lo vuole, sono gli italiani, la maggioranza, che sono cosi’, inutile voler cercare di cambiare, a chi non sta bene, conosco solo la via dell’andarsene e di rifarsi una vita in un Paese piu’ civilizzato.

    Rispondi
  12. Nicola Cariglia

    21 Gennaio 2011 alle 18:30

    Caro Selvaggi,
    nel mio aticolo ho cercato di affermare un giudizio che é altrettanto, se non maggiormente, severo del suo sulle condizioni del Paese: la volgaritá nella quale ci troviamo si esprime in cose molto piú gravi e importanti delle ragazzotte avide e disinibite al centro dell’attenzione dei giornali.
    Ed al riguardo, quando sento le critiche che i diversi partiti si scambiano vicendevolmente, mi viene subito in mente un efficace modo di dire fiorentino: cencio parla male di straccio. E poco importa sapere chi é cencio e chi é straccio.
    Un caro saluto,
    Nicola Cariglia

    Rispondi
  13. Federico Baldini

    21 Gennaio 2011 alle 17:34

    Carissimo Nicola,
    ho letto con grande interesse i tuoi ultimi tre articoli e condivido in pieno la tua analisi: la malattia è evidente ma purtroppo non vi sono medici in giro in grado di curarla. Non credo tra le altre cose che i medici del “terzo polo” , ai quali anche noi contestatori del bipolarismo un tempo prestammo attenzione, nè tantomeno il trio Bersani-Vendola-Di Pietro possano toglierci fuori dai guai. Per ora ha evitato il peggio, ovvero il tragico finale stile Grecia o Irlanda, il solo Tremonti con l’ausilio del Governatore Draghi ma come si è visto già in passato questi poteri tecnici-economici senza il supporto della politica non possono reggere da soli il peso del governo dell’Italia. Ci vorrebbe qualcuno o qualcosa che riuscisse a mettere al centro della scena politica quella “rivoluzione liberale” della quale l’Italia ha estremo bisogno e che è stata annunciata e mai realizzata nè da Berlusconi nè dalla Lega. Ad oggi non vedo nulla di tutto questo all’orizzonte ma ho l’impressione che ancora una volta saranno eventi esterni a sbloccare, non so con quali esiti, l’impasse che si è creata.

    Rispondi
  14. Giuseppe Selvaggi

    21 Gennaio 2011 alle 12:11

    Caro Trevigiano,
    io non mi indigno per l’elemento piccante/erotico di tutta questa assurda faccenda. Il sesso lo sappiamo bene, dalla notte dei tempi, che è uno dei punti deboli degli esseri umani diciamo pure di una buona parte di essi (e confortiamoci pure leggendo sant’Agostino). Quello che mi indigna è il repentino cambiamento rispetto al passato e cioè la vergognosa arroganza di chi considera le donne e quindi le apprezza non per meriti intellettuali, morali etc… ma SOLO per l’aspetto sessuale. Siamo passati da santa Maria Goretti a Ruby come se niente fosse.
    Possiamo parlare di Marie de Gournay, Eleonora de Fonseca Pimentel, Anna Kuliscioff, Angelica Balabanoff, Ada Gobetti e di tutte quelle donne che silenziosamente hanno dato all’umanità non un contributo solo ed esclusivamente sessuale ma anche morale ed intellettuale?
    Il sesso è importante lo sappiamo bene(Freud lo insegna, per chi ci crede), ma vi prego poniamo un limite all’oscenità dilagante. Questo non è erotismo ma è pura pornografia di stato.
    Cordialità.

    Rispondi
  15. Trevigiano

    21 Gennaio 2011 alle 11:41

    Caro Selvaggi,
    giusto un appunto da nulla, ricordo di Spadolini, quando durante una trasmissione televisiva, per quasi 5 minuti, non ha più lasciato la mano, di una incauta soubrette, nonostante la sua evidente riluttanza,…poi la trasmissione è stata terminata…
    D’altra parte oltre 40 anni fa, avendo per casuale ospite un ballerino della Rai, ho sentito storie che al confronto quelli attuali…
    A volte poi fanno comodo, altre fanno fastidio, ma certamente Hollywood, Cinecittà e TV Berlusconiane, chi ci trova differenze imbroglia.

    Rispondi
  16. Giuseppe Selvaggi

    21 Gennaio 2011 alle 10:33

    Caro Cariglia,
    per tutta la mia giovane vita ho amato e venerato uomini come Mazzini, Cavour, Ugo La Malfa, Piero Gobetti, Spadolini e mi fermo qui perché non vorrei tediarLa.
    Posso indignarmi per lo squallore che mi/ci circonda? Mazzini diceva che: “L’indifferenza è l’immoralità della mente”. Le sembra il caso di continuare su posizioni da società degli Apoti di prezzoliniana memoria?
    Il degrado è ovunque questo lo vedo benissimo (purtroppo!). E so bene che la critica a Berlusconi arriva da persone che dovrebbero prima farsi un esame di coscienza. Ma l’Italia ha un solo Presidente del Consiglio non migliaia. Non posso minimamente paragonare le debolezze del mio rappresentante di quartiere con quelle del signor B. Se continuiamo a ragionare così tutto è inutile perché tutti sono uguali. Un Premier rappresenta nel suo paese e all’estero l’intera Nazione, il Primo ministro è il suo Paese. Ci rendiamo conto di questo?
    Tutto questo ragionare sul cavillo mi ricorda il ventennio fascista quando qualcuno diceva che Mussolini era uguale a Giolitti. O l’uno o l’altro che differenza corre. Abbiamo visto come è andata a finire la storia.
    Grazie a Lei. Cordialità.

    Rispondi
  17. Nicola Casriglia

    21 Gennaio 2011 alle 10:08

    Caro Selvaggi,
    non so a chi siano rivolte le sue “pressanti domande”. Certo non a Pensalibero e/o al suo direttore.
    Nel caso ci fosse qualche dubbio dovuto alla poca chiarezza della mia esposizione, confermo che:
    – noi non ci indignamo di niente. Ci mancherebbe, non rientra proprio nella nostra mentalitá. L’indignazione in questo ed altri campi la lasciamo volentieri a bacchettoni e moralisti;
    – siamo fortemente a-berlusconiani. Vorremmo uno schieramento alternativo al centrodestra costruito sulle proposte e non sulla puzza sotto al naso;
    – siamo fortemente contrari a sostituire governi e maggioranze saltando a pié pari gli elettori;
    – abbiamo, per la tradizione culturale laica alla quale ci richiamiamo, forte senso dello Stato. E rileviamo, purtroppo, che é proprio ció che manca a Berlusconi e a grandissima parte dei leaders politici attuali non esclusi quelli di opposizione.
    – infine, una cosa nel merito della vexata quaestio Berlusconi-magistrati: non sappiamo se la competenza sia dei milanesi o del Tribunale dei ministri e non ce ne importa granché. Ma tutto questo attaccamento alla competenza di Milano, come se ci fosse da fidarsene di piú, é singolare in coloro che esortano a fidarsi dei magistrati e, poi, considerano una iattura il passaggio degli atti al tribunale dei ministri.
    Rilevare tutte queste cose, secondo noi, non é difendere questo o quello. E’ soltanto compiere il nostro dovere di giornalisti indipendenti ( scusi se puó sembrare, e lo sembra anche a me, un tantino retorico).
    La ringrazio per il suo contributo, prezioso,
    alla discussione e la saluto cordialmente.
    Nicola Cariglia

    Rispondi
  18. Giuseppe Selvaggi

    21 Gennaio 2011 alle 10:04

    Per certi sostenitori del sultano e del suo gioioso ed innocente harem tutto si giustifica con il libero arbitrio. Bene.
    Non sapevo che Grillini, Luxuria, Marrazzo, Sircana fossero stati Presidenti del Consiglio della Repubblica Italiana. Lo dico sempre alla mamma che dobbiamo leggere i libri dell’ottimo Bruno Vespa se vogliamo veramente conoscere la storia d’Italia.
    Ho dimenticato di aggiungere nel mio precedente intervento le barzellette blasfeme contro Dio che un certo signore si diverte a raccontare in giro. In una delle numerose intercettazioni della piccola fiammiferaia Ruby è venuto fuori che il sultano sarebbe “come Gesù” per la sua magnifica e disinteressata generosità. Questo accostamento blasfemo ha dato fastidio persino ad un laico inveterato come me. Ma immagino che il cattolico di turno invocherà il “Trattato delle barzellette” di Achille Campanile. Poi per la piccola fiammiferaia il solito cattolico dirà che fare l’elemosina è un dovere di ogni bravo cristiano.
    Accidenti che avvocati ha il sultano, l’avv. on. Ghedini facesse attenzione potrebbe perdere il posto con simile concorrenza!

    P.S: rimane da confutare la telefonata fatta in questura e gli uomini della sicurezza (che noi paghiamo con le nostre tasse, ma è argomento da qualunquisti) usati per riaccompagnare le povere orfanelle sane e salve nel loro bel castello fatato.

    Rispondi
  19. puccio cartoni

    21 Gennaio 2011 alle 08:55

    “I divorziati possono fare la comunione? No se ti chiami pingo pallino, sì se ti chiami Silvio B.”…oops,ho dimenticato G.F.Fini oppure Casini !
    “Ma il signore di Arcore non è lo stesso individuo che ha condotto la crociata contro i matrimoni tra omosessuali in nome dei princìpi cattolici? “.Quindi è diverso da un Sircana, un Grillini , un Luxuria , un Marrazzo : e allora? “Ricordo a qualche indignato che secondo il catechismo di Santa Romana Chiesa avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio senza procreare “…appunto, è convinzione (mutuata dalla Natura) ecclesiale,è proibito ?
    “Ma il signore di Arcore … è contro l’eutanasia”…beh ,anch’io ! Tutti malati gli altri ,solo Sevaggi e pochi intimi sono sani !Come Stazione egocentrica non è niente male ! E buon …venticello…
    Se tutti (gli altri ) sono ladri ( per riscontro ,non solo per sentito dire ),perchè devi rubare ?

    Rispondi
  20. Giuseppe Selvaggi

    20 Gennaio 2011 alle 23:37

    “…i toni moralistici delle opposizioni” indignano più delle cenette a lume di candela del sultano di Arcore? Qualcuno mi dirà sicuramente che entrambe le cose lo indignano. Bene, detto ciò cosa abbiamo risolto? Per la serie tutti sono ladri tanto vale rubare?
    Ma il signore di Arcore non è lo stesso individuo che voleva salvare Eluana Englaro in nome dei princìpi cattolici? Quindi è contro l’eutanasia.
    Ma il signore di Arcore non è lo stesso individuo che ha condotto la crociata contro i matrimoni tra omosessuali in nome dei princìpi cattolici? Quindi è contro i Dico.
    Ma il signore di Arcore non è lo stesso dell’esenzione Ici per la Chiesa e dei finanziamenti alla scuola cattolica? Quindi è contro la laicità dello Stato.
    La morale cattolica vale solo per i chierichetti o vale per tutti i politici cattolici? Sbaglio oppure ho visto in più occasioni il cavaliere di Arcore baciare l’anello al Santo Padre?
    Ricordo a qualche indignato che secondo il catechismo di Santa Romana Chiesa avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio senza procreare equivale a commettere grave peccato.
    I divorziati possono fare la comunione? No se ti chiami pingo pallino, sì se ti chiami Silvio B.
    E’ corretto tutto ciò? C’è qualche indignato nei paraggi in grado di rispondere ai miei dubbi?

    P.S: La telefonata fatta in questura per liberare la nipotina spaurita di Mubarak indigna qualche indignato che si indigna per il moralismo dei perbenisti che condannano il sultano di Arcore?

    Rispondi
  21. Nicola Cariglia

    20 Gennaio 2011 alle 17:40

    Caro Luigi,
    io sono disoposto a credere a tutto ma anche a metterlo in discussione.
    Quanto a Babbo Natale, le cronache di questi giorni lo fanno singolarmente somigliare a Berlusconi, mentre i toni arcigni e moralistici degli esponenti delle opposizioni richiamano alla mente le sembianze e le imprese della befana.
    Non è che sei tu a credere ad entrambi, confidando eccessivamente nello staus quo?

    Rispondi
  22. Trevigiano

    20 Gennaio 2011 alle 13:49

    Caro Nicola,
    Ma tu credi ancora a Babbo Natale e all’Italia, come tuo amico devo invece confessarti, che Babbo Natale lo faceva il tuo Papà e l’Italia l’hanno fatta i Francesi e ora la comandano gli Americani della Cia, punto.
    Per forza che i politici pensano solo a divertirsi, tanto poi arrivano gli ordini, più tasse, basta seguirli, diciamo che Berlusconi almeno non ci aggiunge la propria percentuale come la sinistra, perché li ha già.
    Quanto al sistema bipolare che ricorda ai lettori più informati, Guelfi e Ghibellini è da sempre il modo di comandare degli Imperi in decadenza perché permette di castigare i sottoposti tra loro stessi, in un modo tale che sarebbe persino indecente se fosse riferito a loro (Cia), invece tra avversari Politici è tutto concesso, e via al De Benedetti show, che se l’avesse con un cane, come ce l’ha con Berlusconi lo metteremmo in galera, o l’apprezzamento di Berlusconi per i Giudici che se fossero Gatti, come sopra.
    Ogni tua proposta si scontrerà con questo, che gli dici poi ai nostri padroni? Prego andare? Quelli ti fanno un C… così.
    Scusami ma tra amici bisogna parlarsi chiaro.
    Per fortuna che l’Inglese, in fondo, è più facile dell’Italiano,
    specialmente per i Veneti.

    Rispondi
  23. Giuseppe Selvaggi

    20 Gennaio 2011 alle 08:50

    Forse prima di rivolgerci a qualche bravo chirurgo per asportare il cancro che mina la salute della malferma Italia dovremmo tentare di diagnosticare la malattia.
    La mercificazione della sfera pubblica è anteriore o posteriore al terremoto tangentopoli? La parabola politica del sultano di Arcore ha fatto crescere o precipitare nel baratro l’Italia?
    Di una cosa sono più che certo: è dal lontano 1994 che non sento altro che parlare di magistrati e dei guai giudiziari del cavaliere. Io mi sono stufato di tutto questo protagonismo berlusconiano e considero Roma la capitale d’Italia e non Arcore. E’ a Roma che si dovrebbero risolvere i problemi della Nazione e non al palazzo di giustizia di Milano. Qualcuno si occupa della politica economica, della politica internazionale ? Un paese cresce con la riforma dell’economia o con il legittimo impedimento? Rivoluzione liberale, sì o no?
    E’ facile fare i soloni e condannare sempre quelli che tentano di risolvere i problemi con qualche iniziativa. Stare sempre all’opposizione e dir sempre male di chi opera è un vezzo antico e tutto italiano. Tipico di un paese di Guelfi e di Ghibellini.

    Rispondi
  24. fabrizio andrei

    19 Gennaio 2011 alle 20:04

    d ‘accordo sù tutto, è quanto si diceva gior
    ni fà. Ma con questa legge elettorale non
    si può andare alle elezioni con la speranza
    di invertire timidamente la rotta. O no?

    Rispondi
  25. Angelo Bugiani

    19 Gennaio 2011 alle 16:53

    Messe cosí le cose non esiste soluzione. Se la scelta deve restare tra Berlusconi e una alleanza che comprende il vecchio del vecchio (Di Pietro, Vendola, Fini, Casini, D’Alema) conviene che si pronuncino gli elettori. Non si possono scegliere i governi con i giochi di palazzo.

    Rispondi

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