
In quei periodi critici non c’erano i tumulti che ci sono oggi tra personaggi poco colti, ma inconcepibilmente arroganti, presuntuosi e irremovibili dalle loro vaghe teorie vuote di contenuto programmatico per migliorare il presente e sviluppare un futuro migliore.
Il fatto grave è che i tanti personaggi inetti che sviliscono con i loro comportamenti i rapporti sociale e quelli tra le Istituzioni e i poteri dello Stato sono in molto per cui, è difficile poterli isolare e sostituirli con altri individui di migliore statura culturale creativa.
Quelli che diciamo avrebbero le qualità caratteriali e professionali per rimettere in binario il treno Italia deragliato, non si fanno avanti e respingono ogni invito ad assumere impegni, in particolar modo politici, perché sanno di doversi scontrare con presuntuosi ed energumeni perché protetti da lobbies e poteri forti. Allo stato delle cose è difficile sradicare tale gramigna dalle strutture politiche amministrative italiane. Peggiore delle lobbies c’è la commistione tra Istituzioni, Partiti politici e Ordini dello Stato per annullare un nemico comune.
Il governo Letta, frutto dell’intesa tra due partititi che si sono sempre combattuti come veri nemici, non doveva formarsi perché si sapeva che la tregua sarebbe brevissima. Infatti, il PD preso dal solo desiderio di cancellare il temibile concorrente a conquistare il potere legislativo, mai avrebbe tenuto un comportamento di amicizia verso il suo nemico che è stato, peraltro, accanitamente condannato dalla Cassazione, in via definitiva, a quattro anni di reclusione e due d’interdizione dai pubblici uffici.
I governativi di destra del Governo Letta, preso atto del perdurare dell’odio viscerale verso il loro Capo da parte di tutti i membri di sinistra, dovevano senza se e senza ma, dimettersi dal Governo e solidarizzare con il loro capo che non ha niente da farsi perdonare da parte di chicchessia.
Non aver agito in tal modo significa che non intendano rinunciare al prestigio e ai consequenziali privilegi di cui godono durante e dopo la loro presenza in Parlamento e al governo.
I tentati di evitare la scissione nel PDL sono inutili perché il dato è tratto e indietro non si torna.
Berlusconi, per parlar chiaro, non sarebbe più sicuro avere accanto dei traditori, anche se si dovessero pentire. Un bravo comandante deve essere severo e deciso a rompere senza rancore certi rapporti. Ciò è il destino dei grandi uomini della storia. Una cosa dispiace e fa star male, il tradimento verso i tantissimi cittadini italiani che guardavano con fiducia la compagine di destra con Berlusconi a capo.
Spesso viene alla mente la storia dei grandi uomini politici che hanno ingigantito la loro personalità anche per i giorni tristi della loro vita con specifico riferimento a quelli, trascorsi immeritevolmente in carcere.
Per quanto riguarda il comportamento del Capo dello Stato non è facile dare un giudizio negativo per non essere intervento con la sua autorità costituzionale a correggere gli errori commessi da personaggi sfacciatamente dichiaratisi nemici di Berlusconi. Non è improbabile che in questo caos generale che vige in Italia, tutto diventa formale e non sostanziale.
Il vero danno riguarda l’impossibilità di essere uniti a ridimensionare l’autorità della Merkel nei riguardi anche dell’Italia. Letta da solo se presiederà, il semestre italiano non potrà sostenere la fatica di trasformare l’Unione europea in Unione politica e non, com’è adesso, monetaria.
La soluzione migliore sarebbe, per dirla elementarmente, uscire dall’Ue.

ci associamo all’Unione Africana.