per una classe politica senza ideali egoista e incurante della sovranita’ nazionale
Per uscire dalla complessa crisi che attanaglia l’Italia, ci sarebbe bisogno di uomini di formazione liberalsocialista o simili a quelli che seppero far rifiorire l’Italia dopo la seconda guerra mondiale.
Gli Italiani sono amareggiati e demotivati per l’enorme differenza tra i politici della così detta prima Repubblica, nata dopo la fine della seconda guerra mondiale e gli attuali parlamentari.
I Partiti politici i Movimenti rivoluzionari ricomposti dopo la fine della dittatura fascista si accordarono per ricostruire l’Italia.
Il Comitato di Liberazione Nazionale, formatosi a Roma il 19 settembre 1943, era composto di rappresentanti del Partito Comunista Italiano, della Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano Partito Liberale Italiano, Partito d’Azione e Democrazia del Lavoro.
La finalità di tale Comitato era l’opposizione al fascismo e all’occupazione tedesca in Italia rimandando il problema dell’assetto Istituzionale dello Stato a dopo la vittoria.
Alla riunione di fondazione del citato Comitato parteciparono Bonomi (DL), Scoccimarro e Amendola (PCI), De Gasperi (DC), Ugo La Malfa (PdA), Nenni (PSI), Ruini (DL), Casati (PLI).
Presidente del Comitato fu eletto Bonomi e rimase fino alla liberazione di Roma (4 giugno 44). Dopo Bonomi, alla Presidente del Consiglio furono eletti Ferruccio Parri, dal 21 giugno 1945 ai primi di dicembre e Alcide De Gasperi dal 10 dicembre fino al 28.7.53, passando per ben otto formazioni di governo. I primi tre governi erano formati da DC PCI PSI PLI DL. Nei successivi governi non faceva più parte il PCI. L’ottavo governo fu un monocolore DC.
Dalla storia dei governi innanzi citati si deduce il comportamento dei partiti politici e dei rispettivi rappresentanti verso l’Italia e i suoi problemi di ricostruzione, di ripresa economica, etica politica. Democrazia e Repubblica.
Fu un periodo di grande equilibrio tra i Poteri dello Stato e tra questi e l’Ordinamento giudiziario. Il Popolo sosteneva con orgoglio i rispettivi partiti e parlamentari perché essi erano seriamente impegnati a migliorare le condizioni di vita dei cittadini.
In tale periodo storico non si parlava di mafia, ndrangheta, sacra corona unita, di camorra, di rapine, di scippi, di furti, di stupri, di pedofilia, di arricchimenti illegali.
I primi conflitti politici iniziarono nel 1953, quando la Democrazia Cristiana propose una Legge elettorale che fu definita dagli altri partiti una legge truffa.
In quell’anno iniziarono le prime diffidenze politiche tra i partiti schieratisi a centro, a destra, a sinistra. Ad appesantire la situazione politica in Italia iniziò l’invasione Russa in Polonia e raggiunse il colmo la strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui morì il giudice Giovanni Falcone. Nello stesso anno iniziò lo storico processo di Mani pulite che cancellò dalla scena politica la DC PSI PSDI PRI. Da quella strage politica si salvò inspiegabilmente solo il PCI che non riuscì nel 1994 a vincere le elezioni che assegnarono a Berlusconi la maggioranza.
Il verdetto popolare irritò talmente quegli stessi giudici di Mani pulite, che immediatamente avviarono una serie interminabile di processi contro Berlusconi fino a farlo decadere da parlamentare. Le disgrazie di Berlusconi iniziarono con il combinato tradimento di Fini che spregiudicatamente rimase Presidente della Camera per ostacolare il cammino legislativo di Berlusconi graziarsi la sinistra e la Magistratura politicizzata.
Il virus Fini infettò tutti i Berlusconiani che avevano qualche peccato da farsi perdonare. Non avrebbe altra spiegazione l’allontanamento da Berlusconi del nutrito gruppo di onorevoli e senatori facenti capo ad Angelino Alfano, il Bruto (di storica memoria) di Berlusconi. Gli ignobili traditori, squalificati politicamente sono destinati a fare una fine politica peggiore di quella di Fini.
Alfano è già nell’occhio del ciclone per i problemi della moglie con la giustizia. Le richieste di dimissioni dalla carica di governo sono più che sufficienti per indurlo a fare la fine di Giuda.
Il caso Lupi ha confermato tutti i sospetti verso il Nuovo Centro Destra che è al governo per salvaguardare i problemi propri e non quelli dei tanti cittadini che si uccidono per non soffrire la povertà.
L’altro deprimente spettacolo è quello che sta recitando la minoranza del Partito Democratico per la libidine del potere. La maggioranza e la minoranza si lottano tra di loro come gli Orazi e i Curiazi. La minoranza del PD, votata dalle primarie, svoltesi nelle sedi del PD, combatte Matteo Renzi, segretario del partito e Presidente del Consiglio dei Ministri, per riconquistare la maggioranza nel PD e dettare la linea politica del governo.
Il Paese è in piena confusione perché il governo non riesce a controbattere l’imposizione dell’Ue a riduzione il debito pubblico applicando una politica rigorosa. E se non bastassero i problemi nazionali oggi, c’è quello dell’invasione degli immigrati con tutti i suoi enigmi e sospetti preoccupanti.
Per uscire dalla complessa crisi che attanaglia l’Italia, ci sarebbe bisogno di uomini di formazione liberalsocialista o simili a quelli che seppero far rifiorire l’Italia dopo la seconda guerra mondiale.
Il 25 aprile 2015 potrà essere la giornata non solo della memoria stoica, ma anche il giorno della concordia nazionale e della ripresa del lavoro per il trionfo dell’Italia.

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