Ci fanno piacere le lettere ed i commenti dei lettori di Pensalibero. Sinceramente: anche quelli che esprimono critiche al nostro indirizzo.
Sorridiamo quando veniamo accusati di fare il gioco di….Berlusconi (chi altri se no!).
Viviamo in una regione, la Toscana, nella quale quelli che hanno il coraggio di esprimersi in libertà sono stati accusati di ogni nefandezza. Perciò abbiamo fatto, in passato, il gioco dei padroni, della CIA (non gli agricoltori, ma l’Intelligence degli americani); a volte dei preti (ma questo lo dicevano non troppo forte e nemmeno troppo spesso proprio per non fare arrabbiare i preti).
Cosa volete ci faccia l’accusa di essere dei furbastri che senza confessarlo amano l’imprenditore che ha realizzato la fetta più ampia dei suoi miliardi durante i vari governi Prodi, D’Alema e Amato?
Il mondo va così: loro lo fanno arricchire, e alcuni che li votano si distraggono perché troppo impegnati a stare attenti che nessuno dia una mano al Cavaliere!
Ma, purtroppo, non possiamo sbrigarcela così. Perché il problema dell’informazione ai tempi dell’Unione esiste anche per noi di Pensalibero. Ed il rilievo che tempo fa ci ha rivolto Gino Di Maro, che fa parte della Direzione Nazionale del Polo laico, liberale e socialista, quindi non ha pregiudizi negativi verso di noi, ce lo conferma. Anche Di Maro, in sostanza, ci ha detto che siamo troppo contrari al governo Prodi, quindi cripto berlusconiani. L’occasione era stata un nostro articolo nel quale ce la prendevamo con Giuliano Amato per una sua infelice uscita che lo aveva portato a negare il diritto alla privacy per i clienti delle prostitute (posizione che ribadiamo).
Il problema esisteva anche prima. Se consultate gli archivi di Pensalibero o i commenti di molti esponenti politici alle iniziative dei Centouno, potete rinvenire accuse speculari di chi sosteneva che eravamo nati solo per indebolire il centro-destra.
E’ il pedaggio che deve pagare chiunque si collochi su una posizione autonoma rispetto ai due schieramenti.
Purtroppo, però, appare evidente che nel campo del centro-sinistra la sindrome del nemico occulto è assai più diffusa. Se non aderisci in toto sei un nemico: o con me o contro.
Vale qualcosa ricordare che il segretario dei radicali Capezzone, pur avendo il suo partito un ministro dice del governo cose che noi nemmeno immagineremmo?
E vale ricordare anche qualcuna delle tesi che abbiamo palesato per tempo? Cioè che questa era una coalizione buona per vincere le elezioni ma non per governare; che, visto l’esito del voto, l’interesse nazionale richiedeva un governo di larghe intese che approvasse una finanziaria seria e rigorosa, qualche altra legge, magari anche in materia elettorale, per poi ricondurci tutti alle urne; che l’appoggio a Prodi di importanti giornali e ambienti della finanza dovevano farci stare con gli occhi aperti sulle poche torte ancora da spartire; che dentro la Rosa Nel Pugno la coabitazione si faceva difficile anche a causa degli errori compiuti al momento della nascita.
Potremmo continuare, ma ciò che abbiamo scritto è sufficiente, secondo noi, a legittimare questa conclusione. Pensalibero si colloca, almeno per ora, al di fuori dei due poli. E’ naturale che l’azione di chi governa sia sotto la nostra lente più di quanto non lo siano i partiti di opposizione: sono le azioni del governo ad influenzare direttamente la nostra vita.
Nel nostro piccolo abbiamo anticipato temi che poi sono affiorati anche sui grandi giornali.
Non siamo più bravi e tanto meno più attrezzati. Abbiamo solo più libertà. Perché dovremmo rinunciarvi?
Nicola Cariglia

la radio – è uno strumento di diffusione assai
modesto ma capillarmente può entrare in ogni angolino di questo nostro sfortunato
paese. l’informazione ormai è saldamente
tenuta in mano ai maestri della bugia che
fingono persino di dimenticare la storia,
quella passata e recente, con un pelo sullo
stomaco da fa invidia alle scimmie. perchè
qualche partito di opposizione non cerca di
usare la radio per dare informazioni serie,
giornali radio sinceri e programmi di cultura
seri ? quando sarà possibile, in italia, udire qualche stazione radio indipendente, come
in altri paesi europei? eppure qualche stazione radio privata, pagata da noi, mantiene saldamente la staffa ai nuovi
padroni…