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L’imprudente “captatio benevolentiae” del nostro primo ministro

di Giorgio Castriota Santa Maria Bella | 22 Dicembre 2014

Probabilmente per acquisire meriti agli occhi del Governo turco e dei nostri esportatori ed investitori in Turchia il Primo Ministro Renzi, in occasione della recente visita di Stato ad Ankara, ha dichiarato che il nostro paese avrebbe sostenuto la domanda di quel Governo di adesione all’Unione Europea, richiesta che da tempo giace sui tavoli delle Cancellerie dei paesi membri.

Tale dichiarazione (peraltro preceduta tempo fa -se non andiamo errati- da un’analoga pronunzia del Presidente Napolitano) ci appare del tutto inopportuna.

Non ci risulta, infatti, che il Parlamento Italiano abbia votato a favore di un’eventuale adesione della Turchia all’Unione Europea.

Anche se ci fosse stata una presa di posizione in tal senso prudenza avrebbe voluto che non ci si impegnasse in maniera così formale.

Molti paesi membri dell’Unione Europea sono, infatti, contrari all’adesione “de qua “soprattutto in considerazione delle caratteristiche ideologiche della maggioranza governativa di quel paese improntate ad un islamismo molto spinto, della possibilità che Ankara favorisca vieppiù il già praticato libero ingresso sul proprio territorio e, in caso di adesione all’U.E., i n quello dell’Unione, di cittadini dei paesi turcofoni.

Gli avvenimenti di questi giorni in Turchia(arresti a vario titolo degli oppositori) rafforzano, se ce ne fosse stato bisogno, i dubbi, anche presso i nostri partner europei, circa la democraticità del partito di Erdogan e, per conseguenza, fanno risaltare l’errore compiuto dal nostro Primo Ministro.

Questi, nella sua giovenil baldanza, non ha tenuto presente il consiglio di Seneca:”Quidquid agis prudenter agas et respice finem “(=Qualsiasi cosa tu faccia fallo con prudenza e pensa alle conseguenze) .

Pubblicato in : Primo piano

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