• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’effetto crisi pesa anche sulle ‘morti bianche’

di Barbara Conti | 2 Dicembre 2012

In Lombardia, solamente nel mese di ottobre, sono avvenuti ben 53 decessi. Seguono: l’Emilia Romagna (55), la Toscana (38), la Sicilia e il Veneto (35), la Campania (31) e l’Abruzzo (25).

È ancora allarme sicurezza nel mondo del lavoro. Secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro della Vega Engineering di Mestre, infatti, dall’inizio del 2012 le “morti bianche” sarebbero pari a 553. La fascia più colpita sono i 50enni e gli over-65.
Dunque neppure l’esperienza sembra allontanare il rischio di incidenti mortali. Gli stranieri deceduti sul lavoro sono l’11,1% del totale, soprattutto rumeni.
Non c’è da abbassare la guardia, tanto che, in Lombardia, solamente nel mese di ottobre, sono avvenuti ben 53 decessi. La Regione sale a quota 60 dall’inizio dell’anno. Seguono: l’Emilia Romagna (55), la Toscana (38), la Sicilia e il Veneto (35), la Campania (31) e l’Abruzzo (25). Quest’ultima, analizzando l’incidenza delle vittime rispetto alla popolazione lavorativa, su una media nazionale pari a 19,5, fa registrare un indice di 50,7 (più del doppio della media della Penisola). Secondo il Trentino Alto Adige (38,3), terza la Valle D’Aosta (35,1), quarta la Calabria (33,1), quinta l’Emilia Romagna (28,4). Dunque ci sentiamo di poter dire che in Italia c’è una politica sbagliata non in grado di fronteggiare le emergenze (quelle sismiche dopo i terremoti dell’Emilia Romagna e del precedente in Abruzzo, come quella della sicurezza sul lavoro). In tempi di crisi si continua a “tagliare” in settori importanti, come quello del lavoro, dove è in gioco anche la vita delle persone. Anzi questo settore è uno di quelli che viene tassato pesantemente (anche per cose di secondaria importanza, dopo controlli spesso troppo rigorosi), impedendo alle imprese di investire sulla sicurezza e sulla manutenzione dei macchinari.
Il settore con il maggior numero di morti bianche è l’agricoltura con il 36,5% del totale. A seguire: quello delle costruzioni con il 24,5%; quello del commercio e delle attività artigianali con il 7,9%; quello dei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni con il 5,6%. Ciò spiega per quale motivo gli infortuni mortali avvengano in maniera preponderante in determinati mesi dell’anno, ovvero quelli caratterizzati da una più intensa attività agricola ed edile, come accaduto in Lombardia.
“Gli indici di incidenza – si legge nel rapporto dell’Osservatorio – dovrebbero indirizzare le politiche nazionali e regionali ad adottare ulteriori provvedimenti soprattutto nelle zone che presentano valori elevati”. Ciò, tra l’altro, era già emerso a proposito della situazione del Sud, che desta sempre preoccupazione, dal Rapporto Svimez, che denunciava appunto scarsi investimenti in tale area. Soprattutto qui è la fascia dei più giovani ad essere colpita. “La poca esperienza e la precarietà, che costringe i giovani lavoratori a cambiare spesso lavoro senza venire adeguatamente formati ed informati sui rischi connessi, sono elementi – prosegue il rapporto dell’Osservatorio – che contribuiscono a produrre condizioni gravose per la salute e la sicurezza di ragazzi e ragazze. Anche i lavori più “tranquilli” non vanno sottovalutati. La più frequente causa di mortalità è la caduta dall’alto nel 24% dei casi, seguita dal ribaltamento di un veicolo o un mezzo in movimento (19,8%) e dallo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti dall’alto (16,6%), che dimostrano che probabilmente non sono state adottate le misure di sicurezza previste dalla normativa di categoria.

Pubblicato in : Primo piano

Info Barbara Conti

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti