Le percentuali calcolate sui soli votanti hanno occultato in parte la debacle dei partiti. A laici e socialisti dico che internet è importante purchè non sia usato per isolarsi dal mondo.

Parto dall’astensionismo. Non per motivarlo, ma per illuminarne gli effetti: una vera e propria eterogenesi dei fini. Non pochi lo sponsorizzavano e lo sponsorizzano “per dare una lezione a questi partiti”. Perfetto! La più classica delle autoreti direbbero gli specialisti delle radio e telecronache di calcio (fra i quali, immeritatamente, ho militato da giovane). I partiti sono usciti a pezzi, letteralmente, non metaforicamente. Si sono dimezzati e oltre, anche e soprattutto i grossi. Grazie alle astensioni, però, non si è potuto percepire quanto avvenuto nelle sue reali dimensioni. E’ bastato riferirsi alle percentuali, che notoriamente si fanno sulla base di coloro che vanno alle urne per occultare. Dunque si rassegnino i sostenitori dell’astensionismo pedagogico. Non funziona.
In questa campagna elettorale mi è capitato più volte di essere a contatto, a Pistoia, con donne e uomini che avevano dato vita alla lista “Pistoia Spirito Libero”. Di cultura e, alcuni, anche di esperienza politica laica e socialista, questi amici e compagni avevano sentito il bisogno di innovare prima di tutto loro stessi per rendere credibile la loro proposta di rinnovamento di una città che vanta una lunghissima continuità amministrativa, rappresentata dal PCI- PDS-DS-PD, ininterrottamente al governo dalla Liberazione ad oggi. Hanno raccolto, come forse saprete, un risultato non disprezzabile: il 7,5% dei consensi che permette loro di essere l’elemento decisivo dell’alleanza di centrosinistra che ha eletto un giovane sindaco, Samuele Bertinelli.
Ho scoperto una cosa che vorrei rivelare a tutti quei laici, liberali e socialisti che con gran livore ingaggiano cruenti duelli per stabilire quali siano i veri traditori della causa, chi, sia degno di fregiarsi dell’appellativo di socialista o di liberale e chi invece non dispone di una quantità sufficiente di carati. Parlando con i candidati di quella lista, giovani e meno giovani, ho scoperto che sono espertissimi di internet. Ma di queste dispute, dei siti che le ospitano e che pretendono di essere lo strumento per sovvertire il mondo, non sanno proprio niente. E se racconti loro di cosa si parla in quei siti, allora scopri che non frega loro proprio niente.
Insomma, cari amici e compagni laici, liberali e socialisti che vi baloccate ed incattivite nel vostro “buen retiro” dei forum e siti web per recriminare, rinfacciare e accusare: svegliatevi e convincetevi che la vita è altrove.

Sì, è vero, la vita è altrove.
E’ nei circoli culturali, nelle Logge massoniche, nelle piazze e persino nelle camere da letto ove far l’amore.
La vita che val la pena d’essere vissuta è quella che fa elevare lo spirito, non quella che lo annichilisce.
In effetti, è ora di finirla “con tutti quei laici, liberali e socialisti che con gran livore ingaggiano cruenti duelli per stabilire quali siano i veri traditori della causa, chi, sia degno di fregiarsi dell’appellativo di socialista o di liberale e chi invece non dispone di una quantità sufficiente di carati”. Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che fare almeno “massa critica” significa raggiungere una soglia minima quantitativa oltre la quale, e solo oltre la quale, si può coltivare la ragionevole speranza di ottenere un mutamento qualitativo.
Sergio
13 maggio 2012 – 17:32
Caro Direttore, sono in leggero disaccordo con lei sul fatto della volontà degli USA di distruggere l’Europa. Sono stato per 30 anni dipendente e dirigente di una multinazionale americana, della silicon valley. Ho girato il mondo per il 40% del mio tempo per lavoro.
Gli stati uniti hanno un sistema monetario dagli inglesi considerato una truffa, ma loro e solo loro possono tenerlo vivo: Hanno materie prime a josa e stampano danaro come vogliono. Lei sa benissimo che in un simile sistema, le tasse sono bassissime ed il danaro pubblico c’è perche si stampa a volontà. Essendo il paese più importante del mondo, almeno per ora, chi può avere paura non sono loro ma i loro creditori che hanno tutto l’interesse a tenerlo in vita.
L’Europa, povera in tutto, ha esacerbato e peggiorato molto il loro sistema monetario, rendendolo ingiusto e soprattutto di parte.
In tutto il mondo del lavoro, sono stato accolto come un sottosviluppato, ma quando ho dimostrato le mie esperienze, mi sono fatto amici sinceri e collaborativi.
Quando si parlò di Europa, si lamentavano con noi poichè volevamo più di loro, la “povera” europa voleva vivere agiatamente senza lavorare, e questo non lo accettavano.
Da noi, prima dell’entrata nell’Euro, negli anni fine 60, sinistra e cattocomunisti hanno “abolito il lavoro”, alzando stipendi e privilegi, e facendo aumentare considerevolmente il costo della vita. Complici i sindacati, si è voluto spartire una torta prime di farla, anzi distruggendo il suo inizio.
L’Italia, specie dai paesi nordici, è sempre stato considerato come il paese più ignorante e meno sociale del mondo. Negli anni 70 mi arrabbiavo, adesso lo dice anche la nostra TV di stato.
Adesso siamo con l’acqua alla gola e non sappiamo come tornare indietro. Se fossi giovane, come molti dei miei colleghi, andrei in USA ma ad 80 anni con una famiglia è difficile.
Nel suo giornale si parla sempre di possibile unione di laici, socialisti e liberali. Come fa un paese ad avere un governo laico quando il 93 percento degli italiani si dichiara credente cristiano ?
Anticipo la sua risposta: Gran parte sono falsi cristiani ! E’ vero, questo è il problema. La Chiesa, quella vera, andrebbe d’accordo con Socialisti e Liberali: Il fascismo era un Nazional Socialismo e d’accordo con la Chiesa ha fatto grandi cose, Dio ci ha fatto liberi, ma pochi di noi hanno “libero arbitrio”.
Massimo Cacciari, uomo di sinistra, che conobbi in una conferenza religiosa, a Torino, disse: La mondializzazione è un disastro universale e la crisi rende a qualcuno perciò ci sarà sempre perchè frutta a qualcuno !
Sono parole anche di Jaques Attalì, l’ex consigliere di Mitterand; l’unica speranza che abbiamo, dicono tutti e due, sarebbe quella che i Cristiani tornassero a fare quello che Cristo ci ha comandato; non pretendendo quello che non siamo capaci di creare, ma amandoci gli uni gli altri ed aiutandoci a vicenda !
Sono poche parole scritte per l’unico giornale che considero sincero e veritiero, molti vostri articoli sono sul mio profilo Facebook.
Sono anche io contro la chiesa di oggi, ma si potrebbe tentare di riportarla a quella che per secoli ha guidato il mondo.
Sergio Centroni
Carissimo Nicola, carissimi tutti.
Non finirò mai di ringraziarvi per avermi consentito la pubblicazione delle
mie “traquandate” sul vostro giornale. Il contenuto del virgolettato non è mio ma del cugino di mio padre, affatto intelletuale ma benpensante e ben operante.
Ma fate finta di non capire? O cos’altro?
Accetto per vero che in questo particolare momento socialisti , liberali e repubblicani, considerino superato il tempo delle divisioni, aspre e laceranti,
che li videro impegnarsi su opposti fronti fino a non molti lustri fa.
Adesso, per i laici, democratici, eredo di un glorioso passato, è tempo di agire.
Dunque occorre tracciare una strada, intraprendere un tragitto che si diparta dalle attuali problematiche, per definitivamente dipanare l’intricata matassa del gomitolo di lana che il gattino della magliaia ha scombinato.
Due cose, fondamentalmente, vanno fatte.
La prima è mettere nero su bianco, scrivere un documento, nel quale sancire
tutto quanto, secondo noi, occorrer possa.
Stabilire un minimo comune multiplo, pietanza di principi su cui fondare il
futuro operare.
La mia proposta è conosciuta: riforma costituzionale in senso presidenzialista. Il capo dello stato eletto con suffragio universale, cui sia affidato la gestione dell’esecutivo. Due i rami del Parlamento, uno, composto da 250 elementi, eletti con il sistema proporzionale, affinchè una pluralità di diverse opinioni si affronti alla Camera dei Deputati, per licenziare le leggi dello Stato; l’altra, il Senato, composto da 100 prescelti, eletti, sempre con il sistema proporzionale, con liste presentate non da partiti, ma dalle componenti associazioni riconosciute dallo Stato, di categoria sociale.
Suddivisione del ruolo dei magistrati tra potere giudicante, che deve sortire da il voto popolare e quella inquirente, indipendente, sottoposta al controllo statale, selezionata tramite concorsi e stages.
Questo per cementare l’idem sentire.
Poi, l’altro binario su cui far viaggiare la nostra locomotiva è avere delle radici.
Le radici ci sono, laiche, storiche, antiche, democratiche, italiane ed europee financo.
Carlomagno, ad Acquisgrana, e Federico II a Palermo, si erano circondati di artisti, letterati, filosofi, alchimisti, matematici, studiosi provenienti da sviariate culture. C’erano, oltre i cattolici, i bisantini, gli arabi, gli africani e gli asiatici, che lavorarono fianco a fianco, confrontandosi, senza mai eccedere.
Il primo e il secondo medio evo è colmo di geni studiosi che hanno ben operato nei margini della ritualità egemone. Vittorino da Feltre, Marsilio Ficino, Nicola Cusano, Pico della Mirandola, solo per citarne alcuni fra i tanti.
Si arriva ai secoli del rinascimento e dell’arcadia, dell’illuminismo e delle due epocali rivoluzioni sociali, in America e in Francia.
I nomi, tantissimi, tra cui spiccano quelli di Giordano Bruno, Leonardo da Vinci eccetera, fino ad arrivare a Melchiorre Gioia, colui che scrisse il librtetto: “Quale dei governi liberi meglio convenga alal felicità degli italiani”.
Lo spazio mi è tiranno.
Organizzatemi a Firenze una conferenza,
Verrò volentieri a trovarvi.
Un abbraccio
Renato Traquandi – repubblicano mazziniano (*)
Ci sono due categorie di “mazziniani” una è composta dagli studiosi.
Intellettuali che tutto sanno di Giuseppe Mazzini ma che sono lungi da
mettere in pratica i suoi postulati; l’altra, a cui appartengo,
ha da offrire “buone soluzioni, utili alla felicità degli italiani”, mettere in pratica, fra le tante cose, anche “capitale e lavoro nelle stesse ,ami”.
Renato Traquandi
Sbagliato continuare a distinguere i laici-socialisti in “buoni” e “cattivi” a seconda di dove sono collocati.Tanti elettori dei rispettivi schieramenti sono “in parcheggio”,ed aspettano di vederci chiaro in questa melassa.
Tanti inoltre impegnati nel Centro-Destra,hanno addosso “piaghe” e ferite sanguinanti per le responsabilità di chi ,con falsi ed ipocriti processi ha voluto distruggere i l loro storico Partito.Fino a quando questi signori continueranno a recitare sul palcoscenico politico, e sono ancora non solo troppi ma tanti e con incarichi di responsabilità,la vedo molto molto dura. Spero tanto in nuove generazioni sia nel Centro-Destra che nel Centro-Sinistra in grado di fare PULIZIA,anche se come ripeto è dura ed anche se come ripeteva Gramsci:”E’ molto pericoloso se morto il vecchio ,il giovane tarda a venire”Eppure non c’è altra strada.
in questo paese non si pulisce, anzi si sporca tutto, a cominciare dalle parole, con il continuo trasformismo e il balletto per entrare nelle possibili maggioranze e comunque guadagnare un pur modesto strapuntino- Il liberalsocialismo o viceversa rimane da decenni una chimera, l’impossibile ircocervo, mentre sedicenti laici liberali e socialisti si accoppiano volta volta allegramente con catto-fascisti o catto-comunisti. Poi ci si sorprende o si fanno boccucce per il successo di Beppe Grillo. Ma dove si intravede un programma e un leader per una diversa alternativa appena concreta? Ancora si parla di astensionismo o meno..
Non riesco a capire come si possa continuare a discutere sulla differenza che separa i socialisti dai liberali e repubblicani. ( esclusi quelli che militano nel PDL , quelli non sono laici) non siamo più agli anni del dopo guerra, questi comportamenti non fanno altro che premiare chi di laico e socialista non ha proprio nulla e fino a che non capiremo queste cose l’idea di una vittoria rimarrà una utopia………………………