Due settimane fa avevamo scritto in questa rubrica che il Pd in Toscana aveva già chiuso i giochi per le elezioni regionali, decidendo il candidato unico, la composizione della giunta, le alleanze strategiche, e dunque nulla lasciando agli elettori se non lo stanco dovere di recarsi alle urne a ratificare con il proprio voto le scelte altrui. Oggi torniamo sul tema perché grazie al Pdl – che sempre ci offre il rovescio ironico, per non dire da commedia, della medaglia – possiamo analizzare l’altra faccia della partitocrazia, per l’esattezza la ricaduta negativa di certe scelte che puntualmente si verifica appena passate le scadenze elettorali. In occasione delle amministrative di giugno, per la terza volta consecutiva, il Pdl aveva candidato a Firenze non un esponente delle proprie fila ma un cosiddetto esponente della società civile – anzi, per dirla con il Coordinatore nazionale Verdini, della “civicità”, che è la stessa cosa ma sembrava fare più fine – nella persona di Giovanni Galli, ex portiere di Fiorentina e Milan, oggi commentatore sportivo per le reti Mediaset, in ogni caso del tutto digiuno di politica. Allora scrivemmo che questa era una scelta sbagliata, a causa dell’assoluta mancanza di esperienza politica del candidato, ed anche autolesionista, poiché il Pdl ostinandosi a non scegliere come candidato sindaco un proprio uomo, radicato sul territorio, pareva sconfessare la propria stessa reale consistenza, nonché negare fiducia ai propri esponenti. Oggi, alla notizia del malumore di Giovanni Galli che vuole abbandonare il ruolo di capogruppo del Pdl in consiglio comunale per rendersi indipendente con la propria lista civica, non sappiamo se ridere di più per l’assoluta insipienza di certe dichiarazioni, sulle quali torneremo più avanti, o sul record assoluto stabilito dal Pdl: tre candidati su tre, una volta passate le elezioni, naturalmente perse, sono usciti dal partito sbattendo la porta, e forse anche qualcos’altro che le cronache non riportano ma lasciano intuire. Questa soap opera ormai più lunga di Beautiful sarebbe di fatto assolutamente divertente, se non altro per il ridicolo che getta su certi personaggi che si travestono da volpi della politica e poi finiscono sempre per rivelarsi scarsissimi inventori dell’acqua calda quando le loro scelte mostrano tutta la pochezza che le sostiene, se non fosse la faccia deteriore – chè quella malsana sta nella pretesa stabilita per legge di avocare a sé ogni scelta – della partitocrazia vista nell’espressione peggiore della vita democratica. Leggere oggi le dichiarazioni di Galli, che si dichiara deluso e tradito da un partito che l’aveva scelto come candidato sindaco, e rivendica un’autonomia decisionale in sede di consiglio comunale, fa ridere quanto leggere le dichiarazioni di tutti coloro – esponenti del partito a vari livelli – che a suo tempo ci obbiettarono che Galli rappresentava la scelta “migliore” per la città – e peccato che la sottoscritta fosse così stupida da non capirlo – e che oggi rimproverano pubblicamente a Galli la sua mancanza di esperienza politica, mentre privatamente gli fanno la fronda e spingono perchè se ne vada al più presto. Ora, il ruolo di Cassandra non ci piace, anche perché fece una brutta fine, però ci piacerebbe, questo sì, vedere un minimo di coerenza anche nell’errore: come si può scoprire oggi che Galli non aveva alcuna esperienza politica?! E come può lui svegliarsi solo oggi alla consapevolezza che nessuna autonomia gli sarebbe stata riconosciuta, dovendo egli sostenere solo il ruolo di specchietto per le allodole e di freno alle ambizioni – peraltro giustificate – di coloro che lavorano sul territorio e vorrebbero poi vedersi candidare alle elezioni?! Chi esce sconfitta in tutto questo è la vita democratica fiorentina, perché ancora una volta il ruolo dell’opposizione viene svilito, sminuito ed infine polverizzato da chi comunque ha ricevuto mandato dai propri elettori di rappresentarlo invece con pregnanza, come d’altronde vorrebbe un corretto funzionamento della democrazia. Se fossimo elettori del Pdl – e non lo siamo – riterremmo abbondantemente giunto il momento di chiedere conto a brutto muso ai vari Coordinatori che pullulano da queste parti delle loro disastrose scelte, e della privazione di rappresentanza impostaci senza neanche consultarci. Ma poichè elettori del Pdl non siamo, ci limitiamo a ricordare a chi ne avesse interesse che protestare, in questo sistema partitocratico, non si può: non ci sono mezzi per farlo, non c’è più il voto di preferenza, aborrito ed abolito dal Pdl in combutta col Pd, non ci sono primarie per tentare di far emergere facce nuove, non c’è nulla se non l’assoluto sprezzo del ridicolo di chi sbaglia e continua a farlo senza mai disturbarsi a fare quantomeno un minimo di autocritica per questo. Intanto, si avvicinano le elezioni regionali, e siamo certi che il Pdl si produrrà in una nuova sbalorditiva candidatura – l’incredibile sta nel fatto che ci siano ancora elettori che ci cascano….per quanto?!
ChiBo

Per quanto ci cascheranno non si sa; ma il grave ,lo sappiamo bene , è che questi signori hanno trasformato la “tornata elettorale” da manifestazione di scelta in uno schierarsi per tifoseria . Ed il tifo da stadio non consente meditazioni o riflessioni. Ricordo Il grande Gaber cantare che qualcuno era comunista….perchè si , e le motivazioni spicciole le ricordate anche voi . Mentre oggi qualcuno vota PDL con manifestazioni “ideali” simili a quelle , o magari per “opposizione” o paura. Le “appartenenze” non sono ideali ,oramai ,ed in simili condizioni è difficile districarsi ,riportando l’agone politico alla ricerca del bene comune. La res publica non sembra esistere più , ed anche Galli se ne sta accorgendo . Annotare che oggigiorno è “l’incredibile” il fatto di cascarci ,viene sostenuto da un altro dato : la scarsa affluenza alle urne, ed ho paura che sia quest’ultima evenienza che rende i “padroni del vapore” sicuri di mantenere il proprio potere. Non sarà il caso ,tra le altre cose ,di prevedere un alto “tasso minimo “di votanti (in generale ,non per partes) come per i referendum ?