Ci sta che il Governo Renzi passi alla storia … come quello che più si loda e si autoincensa per tutto quello che fa o dice di avere fatto, per tutto quello che pensa e per tutto quello che penserà, per tutto quello che gli altri dicono e diranno, ecc. ecc..
Tanto per fare un esempio, proprio qualche giorno fa , sulle pagine di Pensalibero, è apparso un articolo dal significativo titolo “Fanno festa perché ci hanno spostato la scadenza della cambiale”, alludendo alla modesta flessibilità di spesa accordata all’Italia dalla Commissione europea sui conti del 2016.
Il giubilo in effetti è stato così appassionato che ha fatto dimenticare come la partita – e malauguratamente la eventuale resa dei conti – è solo rinviata a ottobre.
Che in effetti la modestia non sia la principale virtù dell’attuale classe politica è quindi sotto gli occhi di tutti.
Ora va bene che Napoleone definì la modestia la virtù degli imbecilli ma di Bonaparte all’orizzonte non se ne vedono molti, per cui una minore autocelebrazione dei nostri governanti non guasterebbe. Anche perché vi sono campi dove invece una maggior intraprendenza, una migliore capacità di comunicazione nei confronti dei cittadini e una sorta di sponsorizzazione del proprio operato di certo non guasterebbero e porterebbero a rimpinguare le esangui casse dello Stato.
Se un vecchio detto ci avverte che “la pubblicità è l’anima del commercio”, perché non applicarlo al nostro caso?
Ma procediamo con ordine, vediamo di che si tratta e qual è sfida che da lanciare al Matteo nazionale.
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Un noto quotidiano a diffusione nazionale ha riportato la notizia che nel 2016, sulla base dei redditi 2014 dichiarati nel 2015, lo Stato italiano ha versato alla Chiesa cattolica 1.018.842 euro, una cifra più alta del 2,34 per cento rispetto a quella dell’anno precedente, ma più bassa rispetto al 2014 quando si registrò il record assoluto di 1 miliardo e 55 milioni.
A decretare la quota è stata la percentuale di firme che gli italiani hanno posto sulle proprie dichiarazioni dei redditi alla voce relativa all’8xmille (alla Chiesa cattolica è andato infatti l’80,91 % delle scelte, in lieve crescita rispetto al 2015 ma molto distante rispetto ai picchi raggiunti tra il 2003 e il 2005 quando si sfiorava il 90%) nonché il meccanismo delle scelte inespresse (si ricorda che le opzioni possibili sono lo Stato, la Chiesa cattolica o una delle Confessioni religiose che con lo Stato hanno stipulato l’intesa di cui all’art. 8 della Costituzione ).
Il meccanismo delle scelte inespresse, come è noto, funziona nel senso che la quota dell’ 8xmille che il contribuente non destina ad alcuno dei potenziali beneficiari viene ripartita fra questi ultimi proporzionalmente alle scelte espresse dagli altri contribuenti.
Ed è così che, appunto per i redditi del 2014, alla Chiesa cattolica è stato attribuito circa l’82 % del totale, a fronte di solo un 38% di “preferenze” ricevute. Un bonus quindi che ha fatto lievitare il risultato dell’8xmille da 485 milioni di euro al 1.018.842 di cui si è prima detto. Che è molto rispetto a quello che prendono gli altri beneficiari …
Un meccanismo che provoca da anni polemiche, che sono state suffragate anche in un parere espresso dalla Corte dei Conti secondo cui l’approccio utilizzato “neutralizza la non scelta” , e che fa sì che da anni si rincorrano proposte di legge, correttive del sistema.
Intanto le prebende che allo Stato arrivano dal gettito IRPEF sono ben più magre di quelle degli altri e della Chiesa cattolica in particolare.
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Se il contribuente è così refrattario a destinare il suo 8xmille allo Stato, perché lo Stato non prova a emulare chi in questo è maestro e che, in prossimità della fatidica scadenza della denuncia dei redditi, fa arrivare nelle nostre case, tra un programma televisivo e l’altro, i suoi spot pubblicitari e che, con immagini soavi e voce flautata, fa conoscere quali sono state le opere che con il tributo dei cittadini ha realizzato?
Non potrebbe ugualmente essere detto a tutti, in modo semplice e diretto, che il restauro del nostro patrimonio artistico o l’edilizia scolastica si alimentano anche grazie alle nostre opzioni ?
Se, come si è prima detto, la pubblicità è l’anima del commercio, vuoi vedere che anche in questo caso può funzionare?
Renzi perché non ci prova? Non gli piacerebbe potersi vantare e dire che la più grossa moltiplicazione dei pani e dei pesci l’ha fatta lui?

Sarebbe un discorso giusto. Se potessimo contare in qualche corpo dello stato stimabile. Ma la magistratura pensa solo a difendere i propri privilegi . La classe politica ,in toto, pensa solo a proteggere i propri privilegi, la burocrazia pensa solo a proteggere i propri privilegi e noi dovremmo essere così “bischeri” da dare loro ,volontariamente altro ?. Meglio continuare con lo IEO o altri istituti di ricerca PRIVATI !!
Vorrei fare una precisazione: non dobbiamo confondere il 5×1000 con l’8×1000, di cui parlavo nel mio articolo, che comunque non si escludono l’uno con l’altro. Mentre il 5×1000 è un meccanismo che permette al cittadino di devolvere una parte della propria IRPEF a enti non profit e del Terzo Settore, l’8×1000 è il meccanismo con cui lo Stato ripartisce, a seconda delle opzioni espresse dai contribuenti, l’8Xmille del gettito fiscale IRPEF fra lo Stato stesso e le diverse confessioni religiose (Chiesa cattolica, Tavola Valdese, Assemblee di Dio in Italia, Chiesa Avventista del 7°Giorno, ecc.) che hanno stipulato l’intesa di cui all’art. 8 della Costituzione.