Più che una crisi, tra Russi e Ucraìni, si tratta di occupazione: non si entra nei confini di un altro Paese, sic et simpliciter. La Russia, è da quattrocento anni un paese aggressore. Oggi, per Putin perdere l’Ucraina non è solo perdere l’identità storica maltolta nei secoli ai Rus Kiviani. E’ soprattutto occupazione di territori strategici come il porto di Sebastopoli di fronte ai Dardanelli, che si affaccia nel mediterraneo orientale, per soccorrere la Sirya e avere uno sbocco militare navale nella sua guerra ibrida, che proprio ieri il capo delle forze armate moscovite Gerasimov ha ribadito, in un discorso pubblico, il percorso in politica estera già da tempo cominciato e sviluppato in Sirya e Ucraina. A riguardo dell’occupazione di quest’ultima, la guerra tra moscoviti e Ucraini è molto antica. Li divide un concetto fondamentale: la democrazia. Nella Russia questa tradizione non esiste. Figlia del dominio mongolo tartaro, Mosca nasce molto dopo Kyiv, e conosce solo la monarchia assoluta dei Kan e degli Zar, del comunismo. L’Ucraìna già ai tempi di Roma e anche molto prima ha una Storia ricca e di tradizione democratica al punto che Orlik, Getman dei Cosacchi dello Zaporozhye, nel 1710 a Tiahyn da il nome alla prima costituzione moderna al mondo scelta dai cosacchi ucraini. Cioè prima che Montesquieu scrivesse “ Lo spirito delle Leggi “. Era scritto in latino e ucraino antico: “ Pacta et costitutione legum libertatunque exercitus Zaporoviensis “. l’Unione sovietica, come fece la Russia degli zar, schiacciò l’Ucraìna e dopo l’Holodomor la sua popolazione occupò paesi e città intere imponendo i Kolkhoz e la lingua moscovita su quella locale, continuando una tradizione dispotica cominciata con Pietro I. Questi sono i motivi veri di una guerra che ha causato ad oggi 13mila morti. Il petrolio e il gas che esiste nel Mar Nero e in particolare nell’Oblast di Poltava, determina questa invasione, pari solo a quella dei Sudeti nel 1938 da parte di Hitler, alleato fino al 22 giugno del 1941, di Stalin. Il resto sono discorsi, scuse , invenzioni che servono a nascondere il vero problema, quello del potere economico , del gas venduto alla ricca Europa. La Crimea, in fine, era sempre stata tatara e ucraìna, seppur si erano combattuti e alleati nei secoli, ma mai moscovita, fino a Caterina II. Krusciov, segretario generale del partito sovietico non firmò nel marzo del 1954 nessun passaggio della Crimea al soviet Ucraino, ma dopo l’assemblea del Politburo presieduta, la firma fu di Voroshilov “Presidate”, cioè capo del presidium, mentre era segretario Piegov, con la seguente motivazione che la Crimea è più vicina all’Ucraìna. Divenuta terra per i generali sovietici in pensione, la popolazione della Crimea si divide in moscoviti, Ucraìni e tatari ritornati dai Gulag e dalla Siberia dove furono forzatamente spediti da Stalin. Dal 1991con un vero e libero referendum, la Crimea riaffermò la sua volontà di rimanere unita all’Ucraìna. La Pace e la sicurezza dell’Europa passa per questa via.
Enrico Martelloni

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